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Quando La Finirai con Pina Bausch?

31 Gennaio | 19:00

QUANDO LA FINIRAI CON PINA BAUSCH?

drammaturgia e regia Giuseppe Sollazzo

Lo spettacolo è la storia di un amore, ma anche la storia di un sogno, un sogno d’amore per una donna mai conosciuta, ma ammirata sempre da lontano, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi. Questa donna è Pina Bausch. Il colpo di fulmine, scrive Giuseppe Sollazo nelle sue note, scattò a Parigi agli inizi degli anni ottanta. Non ricordo quale fu lo spettacolo rivelatore, se 1980, Arien, o Kontakthof. A distanza di anni, di un sogno non ti restano che immagini sparse. Beatrice Libonati che fa l’Eletta nella Sagra della primavera, un palcoscenico coperto di garofani, la Endicott alle prese con un ippopotamo innamorato, una donna vestita di soli palloncini rossi, un’altra che fa l’amore con un pianoforte. Evidentemente ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima o un dopo di loro. Arrivano, creano meraviglie, e spezzano convenzioni che sembravano inossidabili, danno vita a nuovi modi di agire la scena. Niente è più come prima. Una di questi è Pina Bausch. I suoi spettacoli sono incomprensibili per chi cerca risposte e non domande, storie e non emozioni; ma ricchi di fascino per quelli capaci di far entrare in corto circuito immagini e pensieri consolidati. La coreografa tedesca racconta lo scarto tra l’immagine che vogliamo offrire di noi e ciò che siamo in realtà.

La drammaturgia del nostro spettacolo attinge a più fonti. Da una parte le suggestioni ispirate all’immaginario di Pina Bausch, dall’altra a frammenti della sua vita: dalla partenza per New York, all’infanzia nel ristorante dei genitori, ai rapporti con i danzatori. Dando ad una voce off il compito di restituire la semplicità e la profondità delle sue parole. In scena agisce un nucleo di attori e danzatori professionisti, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti. Ognuno porta in dono allo spettacolo una parte del proprio mondo e della propria fragilità.

La sfida è quella di parlare di ciò che abbiamo dimenticato, delle cicatrici che credevamo cadute nell’oblio, ma che il teatro di Pina Bausch riporta alla luce con un semplice gesto, o con un’immagine. Perchè il teatro della coreografa tedesca non è lo specchio della realtà, ma piuttosto una radiografia feroce, che contiene una cassetta di pronto soccorso per le ustioni di secondo grado. E’ nello stesso tempo la ferita e l’unguento per guarirla.

Dettagli

Organizzatore

Luogo

  • Teatro San Ferdinando
  • Piazza Eduardo De Filippo, 20
    Napoli, Na 80133 Italy
    + Google Maps

QUANDO LA FINIRAI CON PINA BAUSCH?

drammaturgia e regia Giuseppe Sollazzo

Lo spettacolo è la storia di un amore, ma anche la storia di un sogno, un sogno d’amore per una donna mai conosciuta, ma ammirata sempre da lontano, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi. Questa donna è Pina Bausch. Il colpo di fulmine, scrive Giuseppe Sollazo nelle sue note, scattò a Parigi agli inizi degli anni ottanta. Non ricordo quale fu lo spettacolo rivelatore, se 1980, Arien, o Kontakthof. A distanza di anni, di un sogno non ti restano che immagini sparse. Beatrice Libonati che fa l’Eletta nella Sagra della primavera, un palcoscenico coperto di garofani, la Endicott alle prese con un ippopotamo innamorato, una donna vestita di soli palloncini rossi, un’altra che fa l’amore con un pianoforte. Evidentemente ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima o un dopo di loro. Arrivano, creano meraviglie, e spezzano convenzioni che sembravano inossidabili, danno vita a nuovi modi di agire la scena. Niente è più come prima. Una di questi è Pina Bausch. I suoi spettacoli sono incomprensibili per chi cerca risposte e non domande, storie e non emozioni; ma ricchi di fascino per quelli capaci di far entrare in corto circuito immagini e pensieri consolidati. La coreografa tedesca racconta lo scarto tra l’immagine che vogliamo offrire di noi e ciò che siamo in realtà.

La drammaturgia del nostro spettacolo attinge a più fonti. Da una parte le suggestioni ispirate all’immaginario di Pina Bausch, dall’altra a frammenti della sua vita: dalla partenza per New York, all’infanzia nel ristorante dei genitori, ai rapporti con i danzatori. Dando ad una voce off il compito di restituire la semplicità e la profondità delle sue parole. In scena agisce un nucleo di attori e danzatori professionisti, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti. Ognuno porta in dono allo spettacolo una parte del proprio mondo e della propria fragilità.

La sfida è quella di parlare di ciò che abbiamo dimenticato, delle cicatrici che credevamo cadute nell’oblio, ma che il teatro di Pina Bausch riporta alla luce con un semplice gesto, o con un’immagine. Perchè il teatro della coreografa tedesca non è lo specchio della realtà, ma piuttosto una radiografia feroce, che contiene una cassetta di pronto soccorso per le ustioni di secondo grado. E’ nello stesso tempo la ferita e l’unguento per guarirla.

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  • Teatro San Ferdinando
  • Piazza Eduardo De Filippo, 20
    Napoli, Na 80133 Italy
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