- Questo evento è passato.
May B

May B traduce in movimento la condizione umana alla deriva e lo fa attraverso un linguaggio teatrale crudo, che trasforma il ridicolo, il violento e l’angoscioso in situazioni.
La forza della danza deriva dalla sua capacità di rappresentare il mistero della nostra presenza nel mondo.
A proposito dello spettacolo
Questo pezzo, basato sugli scritti di Samuel Beckett – il cui lavoro contraddice, nel movimento teatrale e nell’atmosfera, la performance fisica ed estetica di un danzatore – ha gettato le basi per la decifrazione dei nostri gesti più intimi, nascosti e ignorati.
Riuscire a svelare i gesti minuscoli o spettacolari delle tante vite impercettibili e invisibili, in cui l’attesa e la quiete “non proprio immobile” creano un vuoto, un enorme nulla, uno spazio silenzioso colmo di esitazioni.
Quando i personaggi di Beckett anelano alla quiete, non possono fare a meno di muoversi; poco o tanto, si muovono.
In questo lavoro essenzialmente teatrale, il nostro intento non era tanto sviluppare parole e discorso, quanto una forma esagerata di movimento, cercando così il punto d’incontro tra il movimento applicato al teatro, da una parte, e la danza e il linguaggio coreografico, dall’altra.
Maguy Marin

May B traduce in movimento la condizione umana alla deriva e lo fa attraverso un linguaggio teatrale crudo, che trasforma il ridicolo, il violento e l’angoscioso in situazioni.
La forza della danza deriva dalla sua capacità di rappresentare il mistero della nostra presenza nel mondo.
A proposito dello spettacolo
Questo pezzo, basato sugli scritti di Samuel Beckett – il cui lavoro contraddice, nel movimento teatrale e nell’atmosfera, la performance fisica ed estetica di un danzatore – ha gettato le basi per la decifrazione dei nostri gesti più intimi, nascosti e ignorati.
Riuscire a svelare i gesti minuscoli o spettacolari delle tante vite impercettibili e invisibili, in cui l’attesa e la quiete “non proprio immobile” creano un vuoto, un enorme nulla, uno spazio silenzioso colmo di esitazioni.
Quando i personaggi di Beckett anelano alla quiete, non possono fare a meno di muoversi; poco o tanto, si muovono.
In questo lavoro essenzialmente teatrale, il nostro intento non era tanto sviluppare parole e discorso, quanto una forma esagerata di movimento, cercando così il punto d’incontro tra il movimento applicato al teatro, da una parte, e la danza e il linguaggio coreografico, dall’altra.
Maguy Marin

May B traduce in movimento la condizione umana alla deriva e lo fa attraverso un linguaggio teatrale crudo, che trasforma il ridicolo, il violento e l’angoscioso in situazioni.
La forza della danza deriva dalla sua capacità di rappresentare il mistero della nostra presenza nel mondo.
A proposito dello spettacolo
Questo pezzo, basato sugli scritti di Samuel Beckett – il cui lavoro contraddice, nel movimento teatrale e nell’atmosfera, la performance fisica ed estetica di un danzatore – ha gettato le basi per la decifrazione dei nostri gesti più intimi, nascosti e ignorati.
Riuscire a svelare i gesti minuscoli o spettacolari delle tante vite impercettibili e invisibili, in cui l’attesa e la quiete “non proprio immobile” creano un vuoto, un enorme nulla, uno spazio silenzioso colmo di esitazioni.
Quando i personaggi di Beckett anelano alla quiete, non possono fare a meno di muoversi; poco o tanto, si muovono.
In questo lavoro essenzialmente teatrale, il nostro intento non era tanto sviluppare parole e discorso, quanto una forma esagerata di movimento, cercando così il punto d’incontro tra il movimento applicato al teatro, da una parte, e la danza e il linguaggio coreografico, dall’altra.
Maguy Marin

May B traduce in movimento la condizione umana alla deriva e lo fa attraverso un linguaggio teatrale crudo, che trasforma il ridicolo, il violento e l’angoscioso in situazioni.
La forza della danza deriva dalla sua capacità di rappresentare il mistero della nostra presenza nel mondo.
A proposito dello spettacolo
Questo pezzo, basato sugli scritti di Samuel Beckett – il cui lavoro contraddice, nel movimento teatrale e nell’atmosfera, la performance fisica ed estetica di un danzatore – ha gettato le basi per la decifrazione dei nostri gesti più intimi, nascosti e ignorati.
Riuscire a svelare i gesti minuscoli o spettacolari delle tante vite impercettibili e invisibili, in cui l’attesa e la quiete “non proprio immobile” creano un vuoto, un enorme nulla, uno spazio silenzioso colmo di esitazioni.
Quando i personaggi di Beckett anelano alla quiete, non possono fare a meno di muoversi; poco o tanto, si muovono.
In questo lavoro essenzialmente teatrale, il nostro intento non era tanto sviluppare parole e discorso, quanto una forma esagerata di movimento, cercando così il punto d’incontro tra il movimento applicato al teatro, da una parte, e la danza e il linguaggio coreografico, dall’altra.
Maguy Marin

May B traduce in movimento la condizione umana alla deriva e lo fa attraverso un linguaggio teatrale crudo, che trasforma il ridicolo, il violento e l’angoscioso in situazioni.
La forza della danza deriva dalla sua capacità di rappresentare il mistero della nostra presenza nel mondo.
A proposito dello spettacolo
Questo pezzo, basato sugli scritti di Samuel Beckett – il cui lavoro contraddice, nel movimento teatrale e nell’atmosfera, la performance fisica ed estetica di un danzatore – ha gettato le basi per la decifrazione dei nostri gesti più intimi, nascosti e ignorati.
Riuscire a svelare i gesti minuscoli o spettacolari delle tante vite impercettibili e invisibili, in cui l’attesa e la quiete “non proprio immobile” creano un vuoto, un enorme nulla, uno spazio silenzioso colmo di esitazioni.
Quando i personaggi di Beckett anelano alla quiete, non possono fare a meno di muoversi; poco o tanto, si muovono.
In questo lavoro essenzialmente teatrale, il nostro intento non era tanto sviluppare parole e discorso, quanto una forma esagerata di movimento, cercando così il punto d’incontro tra il movimento applicato al teatro, da una parte, e la danza e il linguaggio coreografico, dall’altra.
Maguy Marin

