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LA DISTANCE – Teatro Mercadante

LA DISTANCE
testo e regia Tiago Rodrigues
con Alison Dechamps, Adama Diop
al Teatro Mercadante
Con lo spettacolo La Distance siamo nel 2077, una parte della specie umana vive su Marte, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia, separati da circa 225 milioni di chilometri, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. La scenografia del Teatro Mercadante sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco, che evocherà il moto ellittico dei pianeti. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata dello spettacolo porterà a un finale costruito su un unico, lungo, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro!
La creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante, poiché immaginata come una costante cioè legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi, l’elemento futuristico non sarà così irrilevante, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano.

LA DISTANCE
testo e regia Tiago Rodrigues
con Alison Dechamps, Adama Diop
al Teatro Mercadante
Con lo spettacolo La Distance siamo nel 2077, una parte della specie umana vive su Marte, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia, separati da circa 225 milioni di chilometri, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. La scenografia del Teatro Mercadante sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco, che evocherà il moto ellittico dei pianeti. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata dello spettacolo porterà a un finale costruito su un unico, lungo, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro!
La creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante, poiché immaginata come una costante cioè legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi, l’elemento futuristico non sarà così irrilevante, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano.

LA DISTANCE
testo e regia Tiago Rodrigues
con Alison Dechamps, Adama Diop
al Teatro Mercadante
Con lo spettacolo La Distance siamo nel 2077, una parte della specie umana vive su Marte, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia, separati da circa 225 milioni di chilometri, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. La scenografia del Teatro Mercadante sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco, che evocherà il moto ellittico dei pianeti. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata dello spettacolo porterà a un finale costruito su un unico, lungo, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro!
La creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante, poiché immaginata come una costante cioè legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi, l’elemento futuristico non sarà così irrilevante, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano.

