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SUMMARY:La città dei vivi
DESCRIPTION:Dal 27 gennaio 2026 Al 01 febbraio 2026\n\n\n\n\nLa città dei vivi\n\n\n\n\ndal romanzo di Nicola Lagioia\, regia Ivonne Capece\n\n\n\n\nN.B. Lo spettacolo non è adatto ai minori di 16 anni. \nUn caso di cronaca nera tra i più disturbanti degli ultimi anni diventa materia teatrale. La città dei vivi ricostruisce la storia dell’omicidio di Luca Varani – avvenuto a Roma nel 2016 – ma non si limita al fatto: esplora il contesto\, il vuoto\, le derive\, i desideri distorti di una generazione. Tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, lo spettacolo affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in case normali\, in vite all’apparenza comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare in faccia l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona. \nLa città dei vivi interroga lo spettatore\, senza moralismi ma con urgenza. Perché quel buio non è solo loro. È anche nostro. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico.\nEsso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario.\nEventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana.\nIn nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \n\nCrediti: \n\n\n\nLA CITTÀ DEI VIVI\nliberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nregia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece \ncon Sergio Leone\, Pietro De Tommasi\, Daniele Di Pietro\, Cristian Zandonella\ninterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni \nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera\nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer in definizione\nriprese e post-produzione video in definizione\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio \nproduzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
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LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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DESCRIPTION:Dal 27 gennaio 2026 Al 01 febbraio 2026\n\n\n\n\nLa città dei vivi\n\n\n\n\ndal romanzo di Nicola Lagioia\, regia Ivonne Capece\n\n\n\n\nN.B. Lo spettacolo non è adatto ai minori di 16 anni. \nUn caso di cronaca nera tra i più disturbanti degli ultimi anni diventa materia teatrale. La città dei vivi ricostruisce la storia dell’omicidio di Luca Varani – avvenuto a Roma nel 2016 – ma non si limita al fatto: esplora il contesto\, il vuoto\, le derive\, i desideri distorti di una generazione. Tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, lo spettacolo affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in case normali\, in vite all’apparenza comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare in faccia l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona. \nLa città dei vivi interroga lo spettatore\, senza moralismi ma con urgenza. Perché quel buio non è solo loro. È anche nostro. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico.\nEsso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario.\nEventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana.\nIn nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \nCrediti: \n\n\n\nLA CITTÀ DEI VIVI\nliberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nregia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece \ncon Sergio Leone\, Pietro De Tommasi\, Daniele Di Pietro\, Cristian Zandonella\ninterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni \nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera\nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer in definizione\nriprese e post-produzione video in definizione\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio \nproduzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
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