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DESCRIPTION:BEST LIVE e TEATRO STABILE D’ABRUZZO \npresentano \n“A CASA TUTTI BENE” \nscritto e diretto da \nGABRIELE MUCCINO \ncon la collaborazione di \nMARCELLO COTUGNO e IRENE ALISON \ntratto dal film “A CASA TUTTI BENE” prodotto da LOTUS PRODUCTION– una società del gruppo Leone Film Group con RAI CINEMA scritto e diretto da GABRIELE MUCCINO e PAOLO COSTELLA \ncon \nGIUSEPPE ZENO\, DONATELLA FINOCCHIARO e ANNA GALIENA \ncast in via di definizione \nNota dell’autore \nUna famiglia si riunisce nella casa storica per festeggiare l’ottantesimo compleanno della madre\, Alba. Questo incontro farà deflagrare antichi conflitti e nuove tensioni. \nConosceremo gli 11 personaggi e le loro articolate relazioni attraverso le dinamiche che si svilupperanno in scena\, e ci rispecchieremo nelle loro speranze\, nei loro innamoramenti\, nei loro tradimenti\, nel loro affannarsi e credere in un futuro migliore. \n“Portare “A Casa Tutti Bene” a teatro è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo\, concentrata nella casa di famiglia\, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale\, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari. \nIl teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi\, rendendo il pubblico partecipe delle loro fragilità e tensioni. È un racconto universale in cui ognuno può riconoscersi\, trovando nei complessi legami familiari un riflesso delle proprie esperienze. \nCon questo adattamento voglio offrire un’esperienza intima e profonda\, che catturi l’essenza della famiglia\, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti.” \nGabriele Muccino
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DESCRIPTION:LAMPEDUSA BEACH\n\n\n\n\n\ndi Lina Prosa\, regia Alessandra Cutolo \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLampedusa Beach scritto nel 2003 è il primo testo della Trilogia del Naufragio di cui fanno parte anche Lampedusa Snow\, Lampedusa Way\, più due appendici: Ritratto di Naufrago Numero Zero e La rotta del Marabut (dedicato all’infanzia).\nLa Trilogia in Italia è pubblicata da Editoria&Spettacolo.\nIl testo è dedicato ad una attrice “bianca” che sa andare in apnea.\nShauba\, migrante africana\, annega presso le coste dell’isola di Lampedusa.\nÈ partita alla volta d’Europa sostenuta dal sogno dell’amata zia Mahama che vuole i figli dell’Africa liberi dal ricatto della bontà del capitalismo con cui un giorno si mangia ed un altro no. La carretta del mare perde l’equilibrio quando nello spazio intasato dalla presenza di settecento clandestini\, il vecchio e il giovane scafista si contendono il corpo di Shauba causando il naufragio. Il mare è innocente.\nShauba ha con sé un paio di occhiali da sole\, unico bagaglio da viaggio\, donatole da Mahama\, per avvistare più chiaramente la meta durante la traversata. Nella discesa agli abissi gli occhiali diventano l’unico appiglio\, un improbabile salvagente\, che le concede però un lento tempo di discesa.  Il tempo della discesa coincide con il tempo della scrittura. Si compie così un’odissea sott’acqua\, fatta di memorie personali\, di convivenza con i pesci\, esperienze fisiche straordinarie\, fino al fondo\, spiaggia sottosopra\, la “Lampedusa Beach” tanto sognata. Ma l’ultimo minuto di vita di Shauba è rivolto all’Occidente\, alla necessità di una rivoluzione che lo porti ad invertire la rotta\, a cercare asilo politico in Africa\, salvarsi dal crollo dei valori di una società “confinata” che ha rinunciato al mito omerico dell’avventura.
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DESCRIPTION:Dal 24 febbraio 2026 Al 08 marzo 2026\n\n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì\n\n\n\n\nregia Luca De Fusco\n\n\n\nDei massimi capolavori del Teatro di Eduardo Sabato\, domenica e lunedì  è il testo più borghese\, quasi cechoviano; la sua conclusione lieta sembra la meno agrodolce\, la più sinceramente solare. L’autore dice che anticipa il tema del divorzio\, ma a me non sembra. Talvolta l’opera acquista un valore autonomo dalle intenzioni del creatore. Io penso  invece che la lieta riconciliazione di Rosa e Peppino ci commuova oggi forse più di ieri perché evidenzia la capacità di questa grande famiglia di comporre i conflitti. Appena esplode un temporale zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare e i figli\, invece di mostrare traumi che si trascineranno per il resto dei loro giorni (come saremmo portati a pensare oggi)\, sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori. Tutti poi sono molto attenti a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata. Insomma la famiglia De Piscopo è una vera famiglia\, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove anche perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne\, com’è giusto che sia\, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio\, che non abbiamo ancora ritrovato. Che dire poi della tenerezza che ci fanno Rosa e Peppino? Una che va in crisi per la competizione culinaria con la nuora\, l’altro che si inventa una gelosia tolstoiana sul nulla.\nRileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”\, da lui mai avuta.\nDal punto di vista della scrittura scenica\, mai come stavolta\, cercherò di essere un regista-interprete\, che non si azzarda a spostare una nota della partitura\, come un buon direttore d’orchestra\, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo.\nNel 2018 misi in scena Sabato\, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve\, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia\, mai messa in scena\, fino ad allora\, nella loro lingua. Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia.\nSia perché sono quasi venticinque anni che non viene rappresentata nel nostro paese\, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare\, ma non stravolgere.\nSiamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni\, Mozart\, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo.\nLuca De Fusco\n\nCrediti: \n\n\n\nSABATO\, DOMENICA E LUNEDÌ\ncommedia in tre atti di Eduardo De Filippo \nregia Luca De Fusco \ncon Teresa Saponangelo\, Claudio Di Palma\ne con Alessandro Balletta\, Anita Bartolucci\, Francesco Biscione\, Paolo Cresta\, Renato De Simone\, Maria Cristina Gionta\, Alessandra Pacifico Griffini\,  Paolo Serra\, Gianluca Merolli\, Mersila Sokoli e cast da definire \nscene e costumi Marta Crisolini Malatesta\nluci Gigi Saccomandi\naiuto regia Lucia Rocco \nproduzione Teatro di Roma -Teatro Nazionale\, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro Biondo di Palermo
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DESCRIPTION:I TURNI\n\n\n\n\n\nscritto e diretto da Cristina Comencini \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nI turni\, raffinata e dolcemara commedia scritta e diretta da Cristina Comencini\, nota regista italiana e autrice di film come “La bestia nel cuore”\, “Latin Lover” e “Il più bel giorno della mia vita”andrà in scena a marzo al Teatro Mercadante.\nChi ha deciso il ruolo che abbiamo in ogni famiglia?\nSe lo chiedono due sorelle che si ritrovano la domenica a coprire i turni per accudire la madre malata. Le due donne sono diametralmente opposte: hanno scelto percorsi e stili di vita diversi. Tutte queste scelte le hanno però condotto entrambe a dividersi i turni della domenica\, mentre il fratello non partecipa: di fatto il ruolo che ricoprono nella famiglia è stato assegnato dalla società. Così decidono di ribellarsi e\, quando il fratello passa a trovare la madre\, lo chiudono in casa e ribaltano i ruoli e tornano con la fantasia ed il gioco\, alla tenerezza ed all’indefinitezza dei tre bambini che erano\, quando si amavano e tutto sembrava possibile per ognuno di loro.
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DESCRIPTION:Dal 24 febbraio 2026 Al 08 marzo 2026\n\n\n\n\nSabato\, domenica e lunedì\n\n\n\n\nregia Luca De Fusco\n\n\n\nDei massimi capolavori del Teatro di Eduardo Sabato\, domenica e lunedì  è il testo più borghese\, quasi cechoviano; la sua conclusione lieta sembra la meno agrodolce\, la più sinceramente solare. L’autore dice che anticipa il tema del divorzio\, ma a me non sembra. Talvolta l’opera acquista un valore autonomo dalle intenzioni del creatore. Io penso  invece che la lieta riconciliazione di Rosa e Peppino ci commuova oggi forse più di ieri perché evidenzia la capacità di questa grande famiglia di comporre i conflitti. Appena esplode un temporale zia Memé si trasforma da anticonformista in angelo del focolare e i figli\, invece di mostrare traumi che si trascineranno per il resto dei loro giorni (come saremmo portati a pensare oggi)\, sdrammatizzano la plateale litigata dei genitori. Tutti poi sono molto attenti a proteggere il nonno dalle amarezze di una domenica sbagliata. Insomma la famiglia De Piscopo è una vera famiglia\, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove anche perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne\, com’è giusto che sia\, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio\, che non abbiamo ancora ritrovato. Che dire poi della tenerezza che ci fanno Rosa e Peppino? Una che va in crisi per la competizione culinaria con la nuora\, l’altro che si inventa una gelosia tolstoiana sul nulla.\nRileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”\, da lui mai avuta.\nDal punto di vista della scrittura scenica\, mai come stavolta\, cercherò di essere un regista-interprete\, che non si azzarda a spostare una nota della partitura\, come un buon direttore d’orchestra\, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo.\nNel 2018 misi in scena Sabato\, domenica e lunedì nel celebre Teatro Vachtangov di Mosca. In quel caso decisi di usare una mano registica molto lieve\, partendo dal presupposto che il pubblico russo non conoscesse la commedia\, mai messa in scena\, fino ad allora\, nella loro lingua. Più vado avanti nel lavoro e più mi convinco che questo atteggiamento sia giusto anche in Italia.\nSia perché sono quasi venticinque anni che non viene rappresentata nel nostro paese\, sia perché penso che Eduardo sia come Goldoni: si può interpretare\, ma non stravolgere.\nSiamo ormai abituati a far coincidere la parola “inquietante” con una definizione elogiativa di uno spettacolo. Ma non è così. Non è detto che far sorridere significhi far uscire dal sentiero dell’arte teatrale: Goldoni\, Mozart\, Cimarosa lo sapevano bene. E anche noi dobbiamo talvolta ricordarlo.\nLuca De Fusco\n\nCrediti: \n\n\n\nSABATO\, DOMENICA E LUNEDÌ\ncommedia in tre atti di Eduardo De Filippo \nregia Luca De Fusco \ncon Teresa Saponangelo\, Claudio Di Palma\ne con Alessandro Balletta\, Anita Bartolucci\, Francesco Biscione\, Paolo Cresta\, Renato De Simone\, Maria Cristina Gionta\, Alessandra Pacifico Griffini\,  Paolo Serra\, Gianluca Merolli\, Mersila Sokoli e cast da definire \nscene e costumi Marta Crisolini Malatesta\nluci Gigi Saccomandi\naiuto regia Lucia Rocco \nproduzione Teatro di Roma -Teatro Nazionale\, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro Biondo di Palermo
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DESCRIPTION:BEST LIVE e TEATRO STABILE D’ABRUZZO \npresentano \n“A CASA TUTTI BENE” \nscritto e diretto da \nGABRIELE MUCCINO \ncon la collaborazione di \nMARCELLO COTUGNO e IRENE ALISON \ntratto dal film “A CASA TUTTI BENE” prodotto da LOTUS PRODUCTION– una società del gruppo Leone Film Group con RAI CINEMA scritto e diretto da GABRIELE MUCCINO e PAOLO COSTELLA \ncon \nGIUSEPPE ZENO\, DONATELLA FINOCCHIARO e ANNA GALIENA \ncast in via di definizione \nNota dell’autore \nUna famiglia si riunisce nella casa storica per festeggiare l’ottantesimo compleanno della madre\, Alba. Questo incontro farà deflagrare antichi conflitti e nuove tensioni. \nConosceremo gli 11 personaggi e le loro articolate relazioni attraverso le dinamiche che si svilupperanno in scena\, e ci rispecchieremo nelle loro speranze\, nei loro innamoramenti\, nei loro tradimenti\, nel loro affannarsi e credere in un futuro migliore. \n“Portare “A Casa Tutti Bene” a teatro è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo\, concentrata nella casa di famiglia\, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale\, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari. \nIl teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi\, rendendo il pubblico partecipe delle loro fragilità e tensioni. È un racconto universale in cui ognuno può riconoscersi\, trovando nei complessi legami familiari un riflesso delle proprie esperienze. \nCon questo adattamento voglio offrire un’esperienza intima e profonda\, che catturi l’essenza della famiglia\, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti.” \nGabriele Muccino
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DESCRIPTION:I TURNI\n\n\n\n\n\nscritto e diretto da Cristina Comencini \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nI turni\, raffinata e dolcemara commedia scritta e diretta da Cristina Comencini\, nota regista italiana e autrice di film come “La bestia nel cuore”\, “Latin Lover” e “Il più bel giorno della mia vita”andrà in scena a marzo al Teatro Mercadante.\nChi ha deciso il ruolo che abbiamo in ogni famiglia?\nSe lo chiedono due sorelle che si ritrovano la domenica a coprire i turni per accudire la madre malata. Le due donne sono diametralmente opposte: hanno scelto percorsi e stili di vita diversi. Tutte queste scelte le hanno però condotto entrambe a dividersi i turni della domenica\, mentre il fratello non partecipa: di fatto il ruolo che ricoprono nella famiglia è stato assegnato dalla società. Così decidono di ribellarsi e\, quando il fratello passa a trovare la madre\, lo chiudono in casa e ribaltano i ruoli e tornano con la fantasia ed il gioco\, alla tenerezza ed all’indefinitezza dei tre bambini che erano\, quando si amavano e tutto sembrava possibile per ognuno di loro.
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SUMMARY:Lampedusa Beach
DESCRIPTION:LAMPEDUSA BEACH\n\n\n\n\n\ndi Lina Prosa\, regia Alessandra Cutolo \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLampedusa Beach scritto nel 2003 è il primo testo della Trilogia del Naufragio di cui fanno parte anche Lampedusa Snow\, Lampedusa Way\, più due appendici: Ritratto di Naufrago Numero Zero e La rotta del Marabut (dedicato all’infanzia).\nLa Trilogia in Italia è pubblicata da Editoria&Spettacolo.\nIl testo è dedicato ad una attrice “bianca” che sa andare in apnea.\nShauba\, migrante africana\, annega presso le coste dell’isola di Lampedusa.\nÈ partita alla volta d’Europa sostenuta dal sogno dell’amata zia Mahama che vuole i figli dell’Africa liberi dal ricatto della bontà del capitalismo con cui un giorno si mangia ed un altro no. La carretta del mare perde l’equilibrio quando nello spazio intasato dalla presenza di settecento clandestini\, il vecchio e il giovane scafista si contendono il corpo di Shauba causando il naufragio. Il mare è innocente.\nShauba ha con sé un paio di occhiali da sole\, unico bagaglio da viaggio\, donatole da Mahama\, per avvistare più chiaramente la meta durante la traversata. Nella discesa agli abissi gli occhiali diventano l’unico appiglio\, un improbabile salvagente\, che le concede però un lento tempo di discesa.  Il tempo della discesa coincide con il tempo della scrittura. Si compie così un’odissea sott’acqua\, fatta di memorie personali\, di convivenza con i pesci\, esperienze fisiche straordinarie\, fino al fondo\, spiaggia sottosopra\, la “Lampedusa Beach” tanto sognata. Ma l’ultimo minuto di vita di Shauba è rivolto all’Occidente\, alla necessità di una rivoluzione che lo porti ad invertire la rotta\, a cercare asilo politico in Africa\, salvarsi dal crollo dei valori di una società “confinata” che ha rinunciato al mito omerico dell’avventura.
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SUMMARY:Gino Rivieccio\, Nathaly Caldonazzo
DESCRIPTION:GINO RIVIECCIO \nNATHALY CALDONAZZO \nin \n“UNA VACANZA COI FIOCCHI” \ndi GUSTAVO VERDE e GINO RIVIECCIO \nregia di RENATO GIORDANO \n Note di Regia: \nUn sessantenne professore di etruscologia e la moglie psicologa\, decidono di trascorrere una vacanza in un tranquillo e isolato chalet di montagna. \nIl tentativo di vivere un weekend romantico serve anche a far ritrovare gli equilibri di coppia in un matrimonio spesso sottoposto a prove di resistenza. Ma cosa accade se un’improvvisa tormenta di neve costringe i due coniugi ad ospitare una giovane coppia bloccata nella bufera? \nContrasti generazionali\, anagrafici\, sociali e professionali condiscono una vicenda grottesca ed esilarante dove non mancheranno i colpi di scena e le sorprese che surriscalderanno l’atmosfera all’interno dello chalet\, trasformando il gelido weekend in un caldo e scoppiettante fuoco di risate.
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SUMMARY:Finale di partita
DESCRIPTION:Dal 13 novembre Al 30 novembre\n\n\n\n\nFinale di partita\n\n\n\n\ndi Samuel Beckett\, regia Gabriele Russo\n\n\n\nLa “zona d’interesse” teatrale più a rischio – e ancora oggi centrale – è sempre la stessa: la famiglia. Da Sofocle al teatro contemporaneo\, attraverso i secoli\, resta il luogo della frattura\, della lotta\, del non detto e del soffocamento. Un teorico (mio alter ego: Elvis Flanella) scrisse un breve saggio intitolato “LA FAMIGLIA: distruzioni per l’uso”.\nEcco\, per affrontare un testo sacro come Finale di partita nel 2025\, ripartirei proprio da lì. Cercherei di allontanarmi dai confini teorici più consueti del testo – quelli legati alla filosofia dell’Assurdo e all’immaginario distopico o post-atomico\, tipici delle letture del secolo scorso – per calarlo in una dimensione più concreta\, più prossima a noi.\nIl cuore del dramma beckettiano resta lo stesso: una famiglia chiusa in un eterno gioco al massacro. Ma oggi\, dopo il trauma collettivo della Pandemia\, il senso di questa segregazione assume nuove sfumature. In quel periodo ci siamo trovati tutti\, in un modo o nell’altro\, di fronte alla precarietà dell’esistenza\, all’incertezza del vivere e del convivere\, alla fragilità dei legami interpersonali – e in modo ancora più devastante\, di quelli familiari.\nLa paura del futuro ha finito per erodere il presente\, rendendolo uniforme\, anestetizzato. La comunicazione mediatica ha scandito e regolato le nostre giornate\, riducendo la casa a un bunker esistenziale. E quella che qualcuno ha chiamato “la peste del 2000” ha lasciato dietro di sé piccole e grandi distruzioni – fratture su cui\, oggi\, possiamo iniziare a riflettere. A distanza di qualche anno\, forse possiamo provare a farne buon uso.\nLa partita è sempre la stessa. Ma il finale non andrà cercato solo in processi filosofici o metafisici. Sarà il Dolore a parlare. E\, con lui\, le fratture e i cataclismi sociali e politici che il post-2020 ci ha lasciato in eredità.\nMichele Di Mauro\n\nCrediti:FINALE DI PARTITA\ndi Samuel Beckett\ntraduzione Carlo Frutteroregia Gabriele Russocon Michele Di Mauro\, Alessio Piazza\, Giuseppe Sartori\, Anna Rita Vitoloscene Roberto Crea\ndisegno luci Roberto Crea e Giuseppe Di Lorenzoproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro Biondo Palermo
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DESCRIPTION:I TURNI\n\n\n\n\n\nscritto e diretto da Cristina Comencini \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nI turni\, raffinata e dolcemara commedia scritta e diretta da Cristina Comencini\, nota regista italiana e autrice di film come “La bestia nel cuore”\, “Latin Lover” e “Il più bel giorno della mia vita”andrà in scena a marzo al Teatro Mercadante.\nChi ha deciso il ruolo che abbiamo in ogni famiglia?\nSe lo chiedono due sorelle che si ritrovano la domenica a coprire i turni per accudire la madre malata. Le due donne sono diametralmente opposte: hanno scelto percorsi e stili di vita diversi. Tutte queste scelte le hanno però condotto entrambe a dividersi i turni della domenica\, mentre il fratello non partecipa: di fatto il ruolo che ricoprono nella famiglia è stato assegnato dalla società. Così decidono di ribellarsi e\, quando il fratello passa a trovare la madre\, lo chiudono in casa e ribaltano i ruoli e tornano con la fantasia ed il gioco\, alla tenerezza ed all’indefinitezza dei tre bambini che erano\, quando si amavano e tutto sembrava possibile per ognuno di loro.
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DESCRIPTION:Lucia di Lammermoor\nDramma tragico in tre atti\nLibretto di Salvatore Cammarano\nMusica di Gaetano Donizetti \nPremière al Teatro San Carlo di Napoli\, 26 Settembre 1835. \nDirettore | Francesco Lanzillotta\nRegia | Gianni Amelio\nScene | Nicola Rubertelli\nCostumi | Maurizio Millenotti\nLuci | Pasquale Mari\nCoreografia | da annunciare \nInterpreti\nEnrico | Mattia Olivieri\nLucia | Rosa Feola\nEdgardo | René Barbera\nArturo | Sun Tianxuefei#\nRaimondo | Alexander Köpeczi\nAlisa | Sayumi Kaneko #\nNormanno | Francesco Domenico Doto # \nOrchestra\, Coro e Balletto del Teatro di San Carlo\nMaestro del Coro | Fabrizio Cassi\nDirettore del Balletto | Clotilde Vayer \nProduzione Teatro di San Carlo \n# Ex allievo Accademia del Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | CREMISI\nmercoledì 11 marzo 2026\, ore 20:00 – A – CREMISI – II\ndomenica 15 marzo 2026\, ore 17:00 –  F – CREMISI – II\nmercoledì 18 marzo 2026\, ore 19:00 – B CREMISI – III\nsabato 21 marzo 2026\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – II\nmartedì 24 marzo 2026\, ore 20:00 – C/D – CREMISI – III \nOpera in italiano con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 3 ore circa\, con intervallo
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DESCRIPTION:I TURNI\n\n\n\n\n\nscritto e diretto da Cristina Comencini \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nI turni\, raffinata e dolcemara commedia scritta e diretta da Cristina Comencini\, nota regista italiana e autrice di film come “La bestia nel cuore”\, “Latin Lover” e “Il più bel giorno della mia vita”andrà in scena a marzo al Teatro Mercadante.\nChi ha deciso il ruolo che abbiamo in ogni famiglia?\nSe lo chiedono due sorelle che si ritrovano la domenica a coprire i turni per accudire la madre malata. Le due donne sono diametralmente opposte: hanno scelto percorsi e stili di vita diversi. Tutte queste scelte le hanno però condotto entrambe a dividersi i turni della domenica\, mentre il fratello non partecipa: di fatto il ruolo che ricoprono nella famiglia è stato assegnato dalla società. Così decidono di ribellarsi e\, quando il fratello passa a trovare la madre\, lo chiudono in casa e ribaltano i ruoli e tornano con la fantasia ed il gioco\, alla tenerezza ed all’indefinitezza dei tre bambini che erano\, quando si amavano e tutto sembrava possibile per ognuno di loro.
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SUMMARY:Uscita Di Emergenza
DESCRIPTION:USCITA DI EMERGENZA\n\n\n\n\n\ndi Manlio Santanelli\, regia Alfio Scuderi \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nil regista Alfio Scuderi nelle sue note spiega: la scrittura di Manlio Santanelli mi ha subito colpito per il suo stile diretto e poetico al tempo stesso\, e per la grande ironia che pervade tutti i suoi testi. Manlio Santanelli è un autore moderno\, dinamico\, vivace; un autore che\, pur attingendo alla grande tradizione teatrale della sua città\, guarda alla drammaturgia contemporanea europea.\nUscita di emergenza è una di quelle commedie perfette\, nella struttura\, nel ritmo\, nella comicità\, e anche nella sua densità. Penso che valga la pena tornare a metterla in scena oggi come uno di quei classici che è sempre bello ritrovare in un nuovo allestimento\, con una nuova lettura e nuovi attori. Vedo nel testo anche una forte attualità\, non solo per la cronaca legata a quel terremoto che condiziona\, oggi come ieri\, i due protagonisti nella loro condizione di instabilità e isolamento\, ma anche per quella precarietà che sta alla base della storia: precarietà che oggi avvolge il nostro mondo devastato da guerre e disagi\, da squilibri e disumanità\, un mondo che si muove tra terremoti di ogni genere. E proprio nel modo in cui quell’incertezza e quella precarietà esistenziale vengono esorcizzate con l’ironia dall’autore sta la natura più profonda\, più attuale e interessante del testo. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a proporre e a mettere in scena oggi un testo che Manlio Santanelli ha scritto nel 1978 e che ha visto una prima edizione proprio al San Ferdinando nel 1980. Per questo viaggio nella scrittura di Santanelli ho subito pensato a due complici\, due speciali compagni di viaggio\, che sono sicuro potranno dare il loro meglio con le parole dell’autore: Nando Paone e Vincenzo Ferrera. Sono due attori che si muovono con grande disinvoltura tra commedia e dramma\, tra comicità e poesia\, due attori con cui sarà bello ritrovarsi a “giocare”\, a scommettere\, a esplorare. A partire da questa scelta mi piace che “Pacebbene” possa mantenere la sua forte identità napoletana immaginata nella scrittura dall’autore\, mentre “Cirillo” possa ripensarsi siciliano\, in quel gemellaggio poetico tra queste due culture così vicine\, che tanta passione ha sempre generato.
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SUMMARY:Changing The Sheets. Amore fresco\, ogni settimana.
DESCRIPTION:CHANGING THE SHEETS. Amore fresco\, ogni settimana.\n\n\n\n\n\ndi Harry Butler\, regia di Vincenzo Nemolato \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nChanging the Sheets è un testo dell’autore irlandese Harry Butler\, che ha debuttato con successo al Fringe Festival di Edimburgo nel 2022. Lo spettacolo racconta la storia di due giovani che si incontrano su un’app di incontri e vivono quattro fine settimana di passione e conflitti emotivi. \nAttraverso dialoghi serrati e momenti di intimità\, la pièce esplora le difficoltà relazionali della generazione contemporanea\, condizionata dalla comunicazione digitale e da un bisogno costante di connessione che non trova mai pieno appagamento. \nChanging the sheets ci offre la possibilità di riflettere sulla capacità di relazione dell’uomo contemporaneo\, su quanto essa sia influenzata dai nuovi sistemi di comunicazione e su quanto la stessa società\, che ci vuole iperconnessi e sempre performanti\, ci condiziona in maniera negativa nella ricerca di una relazione affettiva stabile. I due protagonisti diventano così specchio di una generazione che fatica a comunicare davvero\, intrappolata in una continua oscillazione tra desiderio di intimità e paura del coinvolgimento. \nL’adattamento italiano\, curato da Francesco Ferrara e diretto da Vincenzo Nemolato\, mantiene l’ironia e l’intensità del testo originale\, arricchendolo di riferimenti culturali italiani e di una messa in scena che esalta l’umorismo e il ritmo serrato dei dialoghi. La rappresentazione si sviluppa come una giostra emotiva e comica\, alternando momenti di intimità e confronto a scene esilaranti\, dove la fragilità dei personaggi diventa fonte di ironia e leggerezza. Tra battute taglienti\, malintesi comici e slanci romantici\, lo spettacolo diverte e coinvolge\, senza mai perdere la sua riflessione critica sulle relazioni moderne. \nChanging the Sheets è pensato per un pubblico dinamico e moderno\, soprattutto per giovani adulti alla ricerca di spettacoli che sfidano le convenzioni e affrontano temi contemporanei. Lo spettacolo offre un’esperienza coinvolgente e divertente\, in cui la comicità e la leggerezza dei dialoghi si intrecciano con riflessioni più profonde sulle relazioni e sull’amore. Attraverso battute taglienti e situazioni esilaranti\, gli spettatori sono invitati a esplorare le proprie idee sulla relazione e sull’amore in un mondo sempre più liquido e complesso\, che è disposto ad accantonare l’altro e i suoi bisogni con la stessa frequenza con la quale si cambiano le lenzuola\, per avere qualcosa di fresco\, ogni settimana\, che inevitabilmente ci stancherà presto.
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DESCRIPTION:USCITA DI EMERGENZA\n\n\n\n\n\ndi Manlio Santanelli\, regia Alfio Scuderi \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nil regista Alfio Scuderi nelle sue note spiega: la scrittura di Manlio Santanelli mi ha subito colpito per il suo stile diretto e poetico al tempo stesso\, e per la grande ironia che pervade tutti i suoi testi. Manlio Santanelli è un autore moderno\, dinamico\, vivace; un autore che\, pur attingendo alla grande tradizione teatrale della sua città\, guarda alla drammaturgia contemporanea europea.\nUscita di emergenza è una di quelle commedie perfette\, nella struttura\, nel ritmo\, nella comicità\, e anche nella sua densità. Penso che valga la pena tornare a metterla in scena oggi come uno di quei classici che è sempre bello ritrovare in un nuovo allestimento\, con una nuova lettura e nuovi attori. Vedo nel testo anche una forte attualità\, non solo per la cronaca legata a quel terremoto che condiziona\, oggi come ieri\, i due protagonisti nella loro condizione di instabilità e isolamento\, ma anche per quella precarietà che sta alla base della storia: precarietà che oggi avvolge il nostro mondo devastato da guerre e disagi\, da squilibri e disumanità\, un mondo che si muove tra terremoti di ogni genere. E proprio nel modo in cui quell’incertezza e quella precarietà esistenziale vengono esorcizzate con l’ironia dall’autore sta la natura più profonda\, più attuale e interessante del testo. Sono queste le ragioni che mi hanno spinto a proporre e a mettere in scena oggi un testo che Manlio Santanelli ha scritto nel 1978 e che ha visto una prima edizione proprio al San Ferdinando nel 1980. Per questo viaggio nella scrittura di Santanelli ho subito pensato a due complici\, due speciali compagni di viaggio\, che sono sicuro potranno dare il loro meglio con le parole dell’autore: Nando Paone e Vincenzo Ferrera. Sono due attori che si muovono con grande disinvoltura tra commedia e dramma\, tra comicità e poesia\, due attori con cui sarà bello ritrovarsi a “giocare”\, a scommettere\, a esplorare. A partire da questa scelta mi piace che “Pacebbene” possa mantenere la sua forte identità napoletana immaginata nella scrittura dall’autore\, mentre “Cirillo” possa ripensarsi siciliano\, in quel gemellaggio poetico tra queste due culture così vicine\, che tanta passione ha sempre generato.
URL:https://tecnofra.it/evento/uscita-di-emergenza/
LOCATION:Teatro San Ferdinando\, Piazza Eduardo De Filippo\, 20\, Napoli\, Na\, 80133\, Italy
CATEGORIES:Teatro
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