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SUMMARY:Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man
DESCRIPTION:Dal 21 ottobre Al 26 ottobre\n\n\n\n\ndi e con Stefano Massini\n\n\n\nUn uomo? O un dio? O un semidio? Nel 2015 Donald J. Trump annuncia la sua entrata nell’agone politico obbligando la stampa ad alzare gli occhi al cielo\, per contemplarlo mentre scende su una scala mobile sulle note di un inno travolgente: l’apoteosi di un extra-umano chiamato a salvare moltitudini di terrestri plaudenti. Dopo i successi nei teatri di tutto il mondo con “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project”\, Stefano Massini torna a occuparsi di un’epica americana stavolta concentrandosi sull’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese\, fino appunto alla sua prima elezione alla Casa Bianca. Ecco allora prendere forma sul palco la genesi incredibile di un leader che si è proiettato laddove nessun altro\, riscrivendosi addosso le regole dell’economia\, della finanza\, della politica e perfino della civiltà. A soli quarant’anni già vegliava sull’umano consesso\, dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan da dove pianificava il suo regno di monarca assoluto\, simbolo e incarnazione del potere. In un succedersi incalzante di colpi di scena\, di incontri decisivi e di vertiginose montagne russe fra trionfi e bancarotte\, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale\, in icona\, in brand\, in testimonial del suo stesso successo e sponsor della propria scalata\, sempre spingendosi oltre il limite e oltre il lecito\, in una sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Si scopre allora che Donald è in fondo la personificazione del nostro tempo\, di cui esprime perfettamente il caos fra realtà e reality\, fra fake e fiction\, fra persona e personaggio. Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante\, che conferma il teatro nella sua missione antichissima di occhio critico sulla contemporaneità\, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria.\n\nCrediti:DONALD\nStoria molto più che leggendaria di un Golden Man di e con Stefano Massiniaiuto regia Serena Fornari\nscene Paolo Di Benedetto\ndisegno luci Manuel Frenda\nmusiche Enrico Fink\nimmagini Walter Sardonini\ncostumi Elena Bianchiniproduzione Teatro Della Toscana Teatro Nazionale
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SUMMARY:Picture a day like this
DESCRIPTION:Picture a day like this\nOpera in un atto\nMusica di George Benjamin\nTesto di Martin Crimp\nPerformed by arrangement with Faber Music\, London \nOper Köln and Teatro di San Carlo. \nDirettore | Corinna Niemeyer♭\nRegia\, scene\, drammaturgia e luci | Daniel Jeanneteau♭  e Marie-Christine Soma♭\nCostumi | Marie La Rocca♭\nVideo | Hicham Berrada♭ \nInterpreti\nWoman | Xenia Puskarz Thomas♭\nZabelle | Anna Prohaska♭\nLover 1 / Composer | Marion Tassou♭\nLover 2 / Composer’s Assistant | Cameron Shahbazi♭\nArtisan / Collector | John Brancy♭\nAttrici e Attore | Lisa Grandmottet♭\, Eulalie Rambaud♭\, Matthieu Baquey♭ \nOrchestra del Teatro di San Carlo \nCo-commissioned and co-produced by the Festival d’Aix-en-Provence\, Royal Opera House – Covent Garden\, Opéra national du Rhin\, Opéra Comique\, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg\, Oper Köln and Teatro di San Carlo \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | ARANCIO\nvenerdì 24 ottobre 2025\, ore 20:00 – TAGLIANDO A – C/D – ARANCIO – V\nsabato 25 ottobre 2025\, ore 20:00 – F.A. – ARANCIO – V\ndomenica 26 ottobre 2025 17:00 – TAGLIANDO B – F – ARANCIO – V \nOpera in inglese con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 1 ora e 15 minuti circa\, senza intervallo
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SUMMARY:Vincenzo Salemme
DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:CANI LUNARI
DESCRIPTION:Körper sta portando avanti la collaborazione con il coreografo Francesco Marilungo per la produzione del suo nuovo lavoro\, Cani Lunari\, che debutterà a settembre 2025 all’interno di IRA Platorm (progetto curato da IRA – Internatonal Institute for Performing Arts) a Soverato.\nDopo il successo di Stuporosa (Premio Ubu come miglior spettacolo di danza)\, Cani Lunari prosegue l’indagine sul mondo femminile\, concentrandosi sulla magia e sulla figura della strega\, come raccontata nella tradizione popolare italiana.\nNel 2024\, Marilungo ha avviato un intenso processo di ricerca tra Barbagia\, Appennini emiliani e marchigiani\, e Isole Eolie\, raccogliendo testimonianze dirette e avviando residenze creative con un castridotto. Nel 2025\, la produzione è stata ripresa con il cast completo\, composto da quattro danzatrici e una musicista-performer. La musicista Vera Di Lecce\, già candidata al Premio Ubu per Stuporosa\, sta sviluppando insieme a Marilungo formule magiche della tradizione popolare in versione elttronica.\nIl progetto ha vinto il Premio CollaborAction del Network Anticorpi XL\, che garantisce un sostegno economico\, residenze artistiche e una tournée nazionale. Tuttavia\, vista la complessità della produzione\, sono necessarie ulteriori risorse per completare il lavoro. \nCANI LUNARI \nCoreografia e Regia Francesco Marilungo\nCon Vera Di Lecce\, Barbara Novati\, Roberta Racis\, Alice Raffaelli\,\nFrancesca Linnea Ugolini\nCostumi Lessico Familiare\nMusica e Vocal Coaching Vera Di Lecce\nDisegno Luci Gianni Staropoli\nFoto e Video Luca Del Pia\nProduzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza\nCoproduzione SNAPORAZVEREIN\, IRA Institute \nIl progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance – luoghi e progetto di residenza per creazioni coreografiche azione del Network Rete Anticorpi XL: Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)\, AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali\, Consorzio PUGLIA CULTURE – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura in collaborazione con Associazione Menhir / festival LE DANZATRICI en plein air di Ruvo di Puglia e Ass. Cult. TEATRO MENZATI’/ TEX – Il Teatro dell’ExFadda di San Vito dei Normanni (Puglia). \ncon il sostegno di Cross Festival\, Primavera dei Teatri Castrovillari\ncon il contributo di Marosi Festival\, Teatro delle Moire \nNei mesi invernali quando la luna è piena o quasi\, può capitare che la sua luce venga rifratta dai cristalli di ghiaccio presenti nelle alte nubi generando un alone circolare attorno al satellite con due bagliori simmetrici ai lati: i cani lunari.\nFenomeni atmosferici che la tradizione popolare leggeva come presagi di tempesta ma che erano anche segnali di passaggio\, varchi visivi verso l’invisibile.\nCANI LUNARI è un progetto coreografico che attraversa questi varchi e si immerge in un immaginario radicato nel femminile arcaico\, nei saperi magici\, nei corpi estatici.\nUn’indagine sensibile attorno alla figura della strega\, della guaritrice: non come residuo folklorico o stereotipo demonizzato\, ma come emblema di un sapere marginale e potente\, che resiste alle logiche dell’utile e del visibile. \nAttraverso un processo di ricerca che unisce materiali d’archivio\, testimonianze orali\, iconografie folkloriche e pratiche corporee\, CANI LUNARI costruisce un rito performativo in cui il corpo danza la trance\, l’estasi\, la metamorfosi. \nLe performer con in mano corvi imbalsamati – anime fuoriuscite\, animali guida\, spiriti della soglia – compiono gesti sospesi tra rito e finzione\, magia e gioco teatrale. Il movimento si nutre di frammentazioni\, zoppie\, gesti arcaici e improvvisi slittamenti verso l’animalità\, evocando un mondo in cui il confine tra umano e ultra-umano è poroso e mobile. \nIl corpo si muove “sopra acqua e sopra vento”\, secondo formule antiche che ancora oggi risuonano in alcuni territori italiani\, ai margini.\nNel cuore del progetto si annida anche una riflessione sul corpo isterico\, luogo femminile di crisi ed enigma\, storicamente associato alla figura della strega e allo stato di possessione.\nLe fotografie ottocentesche della Salpêtrière diventano materiale simbolico da incarnare: corpi fuori controllo\, attraversati dall’invisibile\, che performano un sapere altro.\nIl corpo della strega diventa organismo di passaggio tra dimensioni – come scriveva John Cotta\, “non viaggiatrice tra mondi\, ma luogo dell’incontro tra diverse sfere dell’essere”. \nCANI LUNARI rievoca un sapere che è politico e sensoriale\, un’epistemologia incarnata. L’anima\, uccello o fiato\, esce dalla bocca\, vola\, si stacca e poi ritorna nel corpo.\nCome nelle confessioni estorte alle donne perseguitate – spesso visionarie\, narratrici\, guaritrici – il corpo diventa racconto\, rito di guarigione\, esercizio di sopravvivenza.\nIl paesaggio sonoro\, firmato da Vera Di Lecce\, intreccia elettronica e suono naturale\, canti orali e formule magiche\, in una partitura sospesa tra il terrestre e il divino.\nCANI LUNARI è un attraversamento\, un sabba bianco\, un rituale collettivo per re-incantare il mondo.
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LOCATION:Teatro Sala Fontana\, Via Boltraffio 21\,\, milano\, 20159\, Italy
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DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:La Storia È Questa. Il Processo di Giovanna D'Arco
DESCRIPTION:LA STORIA È QUESTA. IL PROCESSO DI GIOVANNA D’ARCO\n\n\n\n\n\ndi Teresa Cremisi e Chiara Valerio\, regia Liv Ferracchiati \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTre voci autorevoli e originali del panorama culturale contemporaneo si incontrano in un progetto teatrale inedito: Teresa Cremisi e Chiara Valerio firmano la scrittura di uno spettacolo che porta la firma registica di Liv Ferracchiati. Giovanna sulla scena è sola nel momento dell’accusa e in quello successivo della condanna\, vicino a lei un Anonimo Cronista che racconta la sua vicenda. Quasi un’ombra che incarna la voce del popolo\, lo stesso popolo che l’ha innalzata e ora l’abbandona\, implacabile nel giudicarne la disfatta\, Il carisma e il comando di Giovanna sono caduchi perché la logica del potere è semplice\, stare lontano da ogni forma di sconfitta. Tutto intorno\, in una zona liminare\, fra luce e ombra\, dentro e fuori dalla sua testa\, stanno le voci imperiose\, ironiche e ambigue dei santi che l’hanno accompagnata fin dall’infanzia. Di voce c’è anche quella più incalzante\, maschile e materica del Giudice. Un uomo senza volto\, ineluttabile come sempre è il potere\, il cui corpo esiste solo nella violenza della condanna.\nIl Giudice rappresenta il potere politico travestito da potere religioso\, forse\,  ancora prima\, e più o meno consciamente\, agisce per far valere il proprio ordine contro l’ordine di altri\, amici o nemici\, cioè il disordine. Un disordine che Giovanna incarna in quanto donna che arriva a guidare le armate del Delfino di Francia\, lei che sa appena scrivere il suo nome ma ha dalla sua la certezza di essere nel giusto\, e le poche parole imparate dalle preghiere con le quali si difende davanti al tribunale. In un primo momento\, il carisma di Giovanna fa sì che lei sia creduta\, amata e seguita\, che il potere le conceda di essere una ragazza in armi\, che il suo corpo sia portato in trionfo. In un secondo momento\, quando giunge la sconfitta\, il corpo di Giovanna può essere solo annientato. E quelle stesse armi\, quegli stessi abiti\, da gloria mutano in accusa.\nIl rovesciamento\, come spiega molto meglio Bachtin\, è necessario per liberare la comunità dalla paura\, ma è un processo temporaneo\, limitato e deve essere necessariamente  riassorbito dal potere per ristabilirsi e rafforzarsi.
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SUMMARY:Alla scoperta di Morricone
DESCRIPTION:Alla scoperta di Morricone\n31 ottobre\n\n\n\n\nEnsemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIl tributo unico alle musiche del grande compositore italiano si arricchisce di nuove pagine\, in gran parte\, meno conosciute ma di grande bellezza nello sconfinato repertorio del M° Morricone per dar vita al nuovo spettacolo “Alla scoperta di Morricone”\, con l’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno\, il 31 ottobre 2025 al Teatro Bellini di Napoli\, organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Non solo un concerto\, ma un percorso di parole\, suggestioni e performance solistiche che guidano lo spettatore attraverso i decenni che hanno reso grande il cinema e la musica italiana e internazionale  Il viaggio incredibile iniziato tra le melodie che sono rimaste nella memoria collettiva di generazioni con la potenza evocativa di Mission\, La Leggenda del Pianista sull’Oceano\, C’era una volta il West\, Nuovo Cinema Paradiso\, The Hateful Eight\, C’era una volta in America\, Per qualche dollaro in più\, Malena e che ha caratterizzato l’attività dell’Ensemble Symphony Orchestra nelle scorse stagioni\, prosegue affrontando altre opere come Gli Intoccabili\, La Califfa\, Canone inverso\, con uno spazio importante per le grandi canzoni scritte per artiste come Dulce Pontes\, Joan Baez e Mina in una nuova versione sinfonica. 500 colonne sonore\, 70 milioni di dischi venduti nel mondo\, sei nominations e due Oscar vinti\, tre Grammy\, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro fanno di Ennio Morricone un gigante della musica di tutti i tempi. Da qui l’idea dell’Ensemble Symphony Orchestra\, fiore all’occhiello del nostro Paese\, di porre omaggio al Maestro. L’Ensemble si avvicina alla musica di Morricone dopo collaborazioni nazionali ed internazionali importanti: Mario Biondi\, Max Gazzè\, Franco Battiato\, Giovanni Allevi\, Renato Zero\, Francesco Renga\, Pooh\, Baustelle\, PFM\, Andrea Bocelli\, Sting\, Kylie Minogue\, Robbie Williams\, Nile Rodgers\, Sam Smith\, Luis Bacalov. Con oltre seicento concerti tra Italia\, Svizzera\, Germania\, Spagna\, Olanda\, Francia\, Austria\, Regno Unito e Belgio\, l’orchestra presenta una grande versatilità e attenzione per ogni tipo di musica\, con un repertorio che spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale\, da “Frozen” ad “Harry Potter”. In questo omaggio sul palco si alterneranno solisti\, prime parti di importanti teatri e istituzioni sinfoniche italiane\, come il violoncello del Maestro Ferdinando Vietti e la tromba del Maestro Stefano Benedetti. Ospiti speciali il soprano Anna Delfino\, beniamina del pubblico europeo dell’opera\, che farà rivivere l’emozione del Deborah’s Theme da “C’era una volta in America” e il violinista del Circle du Soleil Attila Simon\, che eseguirà il solo di Love Affair Ad accompagnare il pubblico dando voce ai personaggi e alle ambientazioni la bravura dell’attore Andrea Bartolomeo attore\, regista e docente di Teatro. Dal ’98\, col Teatro Nucleo\, è presente nei più importanti Festival internazionali di Teatro in spazi aperti e nelle piazze d’Europa\, del Sud America e dell’Asia. Dal 2014 lavora col regista Alessandro Serra con quale mette in scena il pluripremiato Macbettu\, in tournée in tre continenti dal 2016\, e lo spettacolo “Il giardino dei ciliegi”\, in tournée internazionale dal 2019. È direttore artistico di due festival (Giovenco Teatro Festival e Gioiosa Percussioni Festival) e del Centro di Ricerca per le Arti della Scena\, immerso nella natura del Parco Nazionale d’Abruzzo\, Lazio e Molise. \n\nCrediti: \nENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA\npresenta\nALLA SCOPERTA DI MORRICONE\n\nIl nuovo spettacolo di ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA diretta da GIACOMO LOPRIENO \n31 ottobre 2025 ore 21.00
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LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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SUMMARY:La Storia È Questa. Il Processo di Giovanna D'Arco
DESCRIPTION:LA STORIA È QUESTA. IL PROCESSO DI GIOVANNA D’ARCO\n\n\n\n\n\ndi Teresa Cremisi e Chiara Valerio\, regia Liv Ferracchiati \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTre voci autorevoli e originali del panorama culturale contemporaneo si incontrano in un progetto teatrale inedito: Teresa Cremisi e Chiara Valerio firmano la scrittura di uno spettacolo che porta la firma registica di Liv Ferracchiati. Giovanna sulla scena è sola nel momento dell’accusa e in quello successivo della condanna\, vicino a lei un Anonimo Cronista che racconta la sua vicenda. Quasi un’ombra che incarna la voce del popolo\, lo stesso popolo che l’ha innalzata e ora l’abbandona\, implacabile nel giudicarne la disfatta\, Il carisma e il comando di Giovanna sono caduchi perché la logica del potere è semplice\, stare lontano da ogni forma di sconfitta. Tutto intorno\, in una zona liminare\, fra luce e ombra\, dentro e fuori dalla sua testa\, stanno le voci imperiose\, ironiche e ambigue dei santi che l’hanno accompagnata fin dall’infanzia. Di voce c’è anche quella più incalzante\, maschile e materica del Giudice. Un uomo senza volto\, ineluttabile come sempre è il potere\, il cui corpo esiste solo nella violenza della condanna.\nIl Giudice rappresenta il potere politico travestito da potere religioso\, forse\,  ancora prima\, e più o meno consciamente\, agisce per far valere il proprio ordine contro l’ordine di altri\, amici o nemici\, cioè il disordine. Un disordine che Giovanna incarna in quanto donna che arriva a guidare le armate del Delfino di Francia\, lei che sa appena scrivere il suo nome ma ha dalla sua la certezza di essere nel giusto\, e le poche parole imparate dalle preghiere con le quali si difende davanti al tribunale. In un primo momento\, il carisma di Giovanna fa sì che lei sia creduta\, amata e seguita\, che il potere le conceda di essere una ragazza in armi\, che il suo corpo sia portato in trionfo. In un secondo momento\, quando giunge la sconfitta\, il corpo di Giovanna può essere solo annientato. E quelle stesse armi\, quegli stessi abiti\, da gloria mutano in accusa.\nIl rovesciamento\, come spiega molto meglio Bachtin\, è necessario per liberare la comunità dalla paura\, ma è un processo temporaneo\, limitato e deve essere necessariamente  riassorbito dal potere per ristabilirsi e rafforzarsi.
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DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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DESCRIPTION:LA STORIA È QUESTA. IL PROCESSO DI GIOVANNA D’ARCO\n\n\n\n\n\ndi Teresa Cremisi e Chiara Valerio\, regia Liv Ferracchiati \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTre voci autorevoli e originali del panorama culturale contemporaneo si incontrano in un progetto teatrale inedito: Teresa Cremisi e Chiara Valerio firmano la scrittura di uno spettacolo che porta la firma registica di Liv Ferracchiati. Giovanna sulla scena è sola nel momento dell’accusa e in quello successivo della condanna\, vicino a lei un Anonimo Cronista che racconta la sua vicenda. Quasi un’ombra che incarna la voce del popolo\, lo stesso popolo che l’ha innalzata e ora l’abbandona\, implacabile nel giudicarne la disfatta\, Il carisma e il comando di Giovanna sono caduchi perché la logica del potere è semplice\, stare lontano da ogni forma di sconfitta. Tutto intorno\, in una zona liminare\, fra luce e ombra\, dentro e fuori dalla sua testa\, stanno le voci imperiose\, ironiche e ambigue dei santi che l’hanno accompagnata fin dall’infanzia. Di voce c’è anche quella più incalzante\, maschile e materica del Giudice. Un uomo senza volto\, ineluttabile come sempre è il potere\, il cui corpo esiste solo nella violenza della condanna.\nIl Giudice rappresenta il potere politico travestito da potere religioso\, forse\,  ancora prima\, e più o meno consciamente\, agisce per far valere il proprio ordine contro l’ordine di altri\, amici o nemici\, cioè il disordine. Un disordine che Giovanna incarna in quanto donna che arriva a guidare le armate del Delfino di Francia\, lei che sa appena scrivere il suo nome ma ha dalla sua la certezza di essere nel giusto\, e le poche parole imparate dalle preghiere con le quali si difende davanti al tribunale. In un primo momento\, il carisma di Giovanna fa sì che lei sia creduta\, amata e seguita\, che il potere le conceda di essere una ragazza in armi\, che il suo corpo sia portato in trionfo. In un secondo momento\, quando giunge la sconfitta\, il corpo di Giovanna può essere solo annientato. E quelle stesse armi\, quegli stessi abiti\, da gloria mutano in accusa.\nIl rovesciamento\, come spiega molto meglio Bachtin\, è necessario per liberare la comunità dalla paura\, ma è un processo temporaneo\, limitato e deve essere necessariamente  riassorbito dal potere per ristabilirsi e rafforzarsi.
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SUMMARY:NCDC – Neapolitan Contemporary Dance Company
DESCRIPTION:NCDC – Neapolitan Contemporary Dance Company\nTeatro Sannazaro – 3 Novembre 2025 \nTRES\nTre storie. Tre emozioni. Una sola danza. \n“Tres” è un affascinante viaggio attraverso tre differenti universi coreografici\, uniti dalla danza ma distinti per stile\, linguaggio e narrazione. Prodotto dall’Associazione Culturale Anna Sorrentino – Studio Danza e portato in scena dalla Compagnia NCDC – Neapolitan Contemporary Dance Company\, lo spettacolo prende il suo nome da “tre”\, a simboleggiare le tre performance che lo compongono. \nCiascuna coreografia è un mondo a sé: un frammento di realtà\, un’emozione che prende forma\, una riflessione sul corpo e sull’animo umano. Pur nella loro diversità\, queste tre sezioni dialogano tra loro in modo armonico\, componendo un unico racconto potente e viscerale\, capace di coinvolgere lo spettatore a livello profondo e sensoriale. \nDalla pura astrazione del movimento alla riflessione più intima e personale\, fino a una dinamica interazione fisica ed emotiva tra i danzatori\, “Tres” esplora i confini del linguaggio non verbale\, indagando i rapporti tra corpo\, spazio e tempo. \nLe musiche originali\, le luci studiate per valorizzare ogni atmosfera e l’intensa interpretazione dei danzatori rendono ogni sezione dello spettacolo un’esperienza immersiva. Ogni gesto\, ogni passo\, ogni silenzio è portatore di senso\, capace di evocare memorie\, suggestioni e interrogativi. \n“Tres” non è solo una performance: è un’esperienza artistica totale\, che utilizza la danza contemporanea come linguaggio universale\, in grado di superare le barriere culturali e comunicare direttamente con l’anima dello spettatore. \nUn invito ad abbandonarsi al movimento\, a sentire\, a riflettere.Una celebrazione dell’umanità\, della sua fragilità e della sua forza
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SUMMARY:Scandalo
DESCRIPTION:DIANA OR.I.S. \npresenta \nANNA VALLE \nGIANMARCO SAURINO \nin \n“SCANDALO” \ncon ORSETTA DE ROSSI\, ANGELO TANZI\, MATILDE PACELLA \nuna commedia scritta e diretta da \nIVAN COTRONEO \nscene MONICA SIRONI \ncostumi ALBERTO MORETTI \ndisegno luci CESARE ACCETTA \n“Il desiderio di una donna fa sempre paura. \nNon se ne parla mai\, porta scompiglio\, \nè eversivo\, rivoluzionario\, scandaloso.” \nTrama \nIn ‘Scandalo’\, il nuovo lavoro teatrale scritto e diretto da Ivan Cotroneo dopo il successo di ‘Amanti’\, si racconta di sentimenti\, seduzione\, manipolazione. \nLaura ha cinquant’anni\, è una scrittrice\, ma soprattutto\, per il mondo\, letterario e non\, è stata la ‘sposa bambina’ di uno scrittore molto famoso e molto più grande di lei\, che è recentemente scomparso. Nella sua villa sull’Appia Antica\, appena fuori Roma\, in compagnia della sua editor Giulia e di un vicino\, Roberto\, e con l’aiuto di Maria\, una ragazza che vive in casa\, Laura sembra poco interessata sia a riprendere a scrivere che a riprendere a vivere. Sostanzialmente è sola. \nFino a quando in casa non arriva Andrea\, un giovane uomo che suo marito Goffredo prima di morire aveva assunto per riorganizzare la loro grande libreria. Andrea è diretto\, sfrontato\, audace. \nFra Laura e Andrea ci sono gli stessi 24 anni di differenza che separavano Laura da Goffredo. E come all’epoca Laura aveva fatto scandalo per la sua relazione con un uomo famoso e più grande\, ora sa esattamente lo scandalo che provocherà nel momento stesso in cui le sue labbra si avvicinano a quelle di Andrea. E niente sarà più come prima. \nNota dell’autore \n“Scandalo” è una commedia brillante sul pregiudizio\, sui rapporti fra il maschile e il femminile\, sui tabù che crediamo di esserci lasciati alle spalle e che continuano invece a tormentarci\, sull’audacia e la spregiudicatezza che spesso la società legittima per gli uomini\, ma mai per le donne. \nUn testo divertente e lucidamente spietato sul sesso\, sull’amore\, su tutto ciò che si può dire e non dire\, fare e non fare o\, nel mondo letterario\, scrivere e non scrivere. Un racconto su una donna di oggi\, libera\, spregiudicata\, per tutti vittima inconsapevole del suo desiderio\, e un giovane uomo che forse la sta usando\, o forse le sta solo dando l’attenzione e l’amore di cui lei ha bisogno. \nL’amore è sempre uno scambio. Sono i termini e gli oggetti di questo scambio a renderlo più o meno scandaloso\, inaccettabile o immorale.” \nIvan Cotroneo
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SUMMARY:“UNA NOTTE A NAPOLI”
DESCRIPTION:Monica Sarnelli in “UNA NOTTE A NAPOLI” \nUna voce “sabbiata\, evocativa\, partenopea” (che è\, tra l’altro\, l’interprete storica dalla prima puntata della sigla di “Un Posto al Sole” su RAI3)\, in un recital/concerto dedicato a Napoli. \nIl suo omaggio al grande repertorio partenopeo – rivisitato e riletto con arrangiamenti davvero particolari che concedono una nuova vita a molte canzoni – tra vecchi e nuovi classici. \n“UNA NOTTE A NAPOLI” è un viaggio pieno di suggestioni\, tra musica e parole\, in una città straordinariamente vitale e sempre pronta ad accogliere e ad ammaliare chi vuole conoscerla senza pregiudizi. \nTra “belle canzoni” – quelle di: Pino Daniele\, Nino D’Angelo\, Enzo Gragnaniello\, Eduardo De Crescenzo\, Peppino di Capri\, Sergio Bruni\, Roberto Murolo\, Aurelio Fierro\, Domenico Modugno\, Showmen\, Napoli Centrale\, Alunni del Sole\, Nccp\, Renato Carosone… – e “storie di vita partenopea”\, per una serata di quelle da vivere e ricordare… \nLo spettacolo – tratto dall’antologia “Napoli@Colori” di Monica Sarnelli – propone canzoni di ogni epoca che si uniscono in un continuo musicale dalle tinte forti e colorate\, attribuendo ad ogni sfumatura un contesto e un riferimento sicuro nella secolare produzione che dalle pendici del Vesuvio ha\, nel tempo\, travalicato ogni possibile confine. \nCapolavori del passato – che rendono omaggio ai grandi “padri” come Sergio Bruni\, Raffaele Viviani\, Renato Carosone\, Aurelio Fierro ed alle “madri nobili” come Gilda Mignonette\, Ria Rosa\, Angela Luce\, Maria Paris\, Giulietta Sacco\, Mirna Doris – si incrociano al genio contemporaneo di autori come Pino Daniele\, Nino D’Angelo\, Enzo Gragnaniello\, Mario Musella\, James Senese\, Franco Del Prete\, Enzo Avitabile\, Peppino Di Capri\, Claudio Mattone\, Antonio Annona\, Bruno Lanza\, Fred Bongusto\, Eduardo De Crescenzo.
URL:https://tecnofra.it/evento/una-notte-a-napoli/
LOCATION:teatro sannazaro
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SUMMARY:La Storia È Questa. Il Processo di Giovanna D'Arco
DESCRIPTION:LA STORIA È QUESTA. IL PROCESSO DI GIOVANNA D’ARCO\n\n\n\n\n\ndi Teresa Cremisi e Chiara Valerio\, regia Liv Ferracchiati \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTre voci autorevoli e originali del panorama culturale contemporaneo si incontrano in un progetto teatrale inedito: Teresa Cremisi e Chiara Valerio firmano la scrittura di uno spettacolo che porta la firma registica di Liv Ferracchiati. Giovanna sulla scena è sola nel momento dell’accusa e in quello successivo della condanna\, vicino a lei un Anonimo Cronista che racconta la sua vicenda. Quasi un’ombra che incarna la voce del popolo\, lo stesso popolo che l’ha innalzata e ora l’abbandona\, implacabile nel giudicarne la disfatta\, Il carisma e il comando di Giovanna sono caduchi perché la logica del potere è semplice\, stare lontano da ogni forma di sconfitta. Tutto intorno\, in una zona liminare\, fra luce e ombra\, dentro e fuori dalla sua testa\, stanno le voci imperiose\, ironiche e ambigue dei santi che l’hanno accompagnata fin dall’infanzia. Di voce c’è anche quella più incalzante\, maschile e materica del Giudice. Un uomo senza volto\, ineluttabile come sempre è il potere\, il cui corpo esiste solo nella violenza della condanna.\nIl Giudice rappresenta il potere politico travestito da potere religioso\, forse\,  ancora prima\, e più o meno consciamente\, agisce per far valere il proprio ordine contro l’ordine di altri\, amici o nemici\, cioè il disordine. Un disordine che Giovanna incarna in quanto donna che arriva a guidare le armate del Delfino di Francia\, lei che sa appena scrivere il suo nome ma ha dalla sua la certezza di essere nel giusto\, e le poche parole imparate dalle preghiere con le quali si difende davanti al tribunale. In un primo momento\, il carisma di Giovanna fa sì che lei sia creduta\, amata e seguita\, che il potere le conceda di essere una ragazza in armi\, che il suo corpo sia portato in trionfo. In un secondo momento\, quando giunge la sconfitta\, il corpo di Giovanna può essere solo annientato. E quelle stesse armi\, quegli stessi abiti\, da gloria mutano in accusa.\nIl rovesciamento\, come spiega molto meglio Bachtin\, è necessario per liberare la comunità dalla paura\, ma è un processo temporaneo\, limitato e deve essere necessariamente  riassorbito dal potere per ristabilirsi e rafforzarsi.
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LOCATION:Teatro Mercadante\, Piazza Municipio\, Napoli\, Na\, 80133\, Italy
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SUMMARY:CANI LUNARI
DESCRIPTION:Körper sta portando avanti la collaborazione con il coreografo Francesco Marilungo per la produzione del suo nuovo lavoro\, Cani Lunari\, che debutterà a settembre 2025 all’interno di IRA Platorm (progetto curato da IRA – Internatonal Institute for Performing Arts) a Soverato.\nDopo il successo di Stuporosa (Premio Ubu come miglior spettacolo di danza)\, Cani Lunari prosegue l’indagine sul mondo femminile\, concentrandosi sulla magia e sulla figura della strega\, come raccontata nella tradizione popolare italiana.\nNel 2024\, Marilungo ha avviato un intenso processo di ricerca tra Barbagia\, Appennini emiliani e marchigiani\, e Isole Eolie\, raccogliendo testimonianze dirette e avviando residenze creative con un castridotto. Nel 2025\, la produzione è stata ripresa con il cast completo\, composto da quattro danzatrici e una musicista-performer. La musicista Vera Di Lecce\, già candidata al Premio Ubu per Stuporosa\, sta sviluppando insieme a Marilungo formule magiche della tradizione popolare in versione elttronica.\nIl progetto ha vinto il Premio CollaborAction del Network Anticorpi XL\, che garantisce un sostegno economico\, residenze artistiche e una tournée nazionale. Tuttavia\, vista la complessità della produzione\, sono necessarie ulteriori risorse per completare il lavoro. \nCANI LUNARI \nCoreografia e Regia Francesco Marilungo\nCon Vera Di Lecce\, Barbara Novati\, Roberta Racis\, Alice Raffaelli\,\nFrancesca Linnea Ugolini\nCostumi Lessico Familiare\nMusica e Vocal Coaching Vera Di Lecce\nDisegno Luci Gianni Staropoli\nFoto e Video Luca Del Pia\nProduzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza\nCoproduzione SNAPORAZVEREIN\, IRA Institute \nIl progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance – luoghi e progetto di residenza per creazioni coreografiche azione del Network Rete Anticorpi XL: Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)\, AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali\, Consorzio PUGLIA CULTURE – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura in collaborazione con Associazione Menhir / festival LE DANZATRICI en plein air di Ruvo di Puglia e Ass. Cult. TEATRO MENZATI’/ TEX – Il Teatro dell’ExFadda di San Vito dei Normanni (Puglia). \ncon il sostegno di Cross Festival\, Primavera dei Teatri Castrovillari\ncon il contributo di Marosi Festival\, Teatro delle Moire \nNei mesi invernali quando la luna è piena o quasi\, può capitare che la sua luce venga rifratta dai cristalli di ghiaccio presenti nelle alte nubi generando un alone circolare attorno al satellite con due bagliori simmetrici ai lati: i cani lunari.\nFenomeni atmosferici che la tradizione popolare leggeva come presagi di tempesta ma che erano anche segnali di passaggio\, varchi visivi verso l’invisibile.\nCANI LUNARI è un progetto coreografico che attraversa questi varchi e si immerge in un immaginario radicato nel femminile arcaico\, nei saperi magici\, nei corpi estatici.\nUn’indagine sensibile attorno alla figura della strega\, della guaritrice: non come residuo folklorico o stereotipo demonizzato\, ma come emblema di un sapere marginale e potente\, che resiste alle logiche dell’utile e del visibile. \nAttraverso un processo di ricerca che unisce materiali d’archivio\, testimonianze orali\, iconografie folkloriche e pratiche corporee\, CANI LUNARI costruisce un rito performativo in cui il corpo danza la trance\, l’estasi\, la metamorfosi. \nLe performer con in mano corvi imbalsamati – anime fuoriuscite\, animali guida\, spiriti della soglia – compiono gesti sospesi tra rito e finzione\, magia e gioco teatrale. Il movimento si nutre di frammentazioni\, zoppie\, gesti arcaici e improvvisi slittamenti verso l’animalità\, evocando un mondo in cui il confine tra umano e ultra-umano è poroso e mobile. \nIl corpo si muove “sopra acqua e sopra vento”\, secondo formule antiche che ancora oggi risuonano in alcuni territori italiani\, ai margini.\nNel cuore del progetto si annida anche una riflessione sul corpo isterico\, luogo femminile di crisi ed enigma\, storicamente associato alla figura della strega e allo stato di possessione.\nLe fotografie ottocentesche della Salpêtrière diventano materiale simbolico da incarnare: corpi fuori controllo\, attraversati dall’invisibile\, che performano un sapere altro.\nIl corpo della strega diventa organismo di passaggio tra dimensioni – come scriveva John Cotta\, “non viaggiatrice tra mondi\, ma luogo dell’incontro tra diverse sfere dell’essere”. \nCANI LUNARI rievoca un sapere che è politico e sensoriale\, un’epistemologia incarnata. L’anima\, uccello o fiato\, esce dalla bocca\, vola\, si stacca e poi ritorna nel corpo.\nCome nelle confessioni estorte alle donne perseguitate – spesso visionarie\, narratrici\, guaritrici – il corpo diventa racconto\, rito di guarigione\, esercizio di sopravvivenza.\nIl paesaggio sonoro\, firmato da Vera Di Lecce\, intreccia elettronica e suono naturale\, canti orali e formule magiche\, in una partitura sospesa tra il terrestre e il divino.\nCANI LUNARI è un attraversamento\, un sabba bianco\, un rituale collettivo per re-incantare il mondo.
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SUMMARY:L’empireo (The Welkin)
DESCRIPTION:Dal 04 novembre Al 09 novembre\n\n\n\n\nL’empireo (The Welkin)\n\n\n\n\ndi Lucy Kirkwood\, regia Serena Sinigaglia\n\n\n\n\nNote di regia\nAmo l’epica\, amo la coralità\, amo la sfumatura tragicomica: L’Empireo è tutto questo insieme. E non basta: ti racconta una storia avvincente. È un testo contemporaneo che osa essere ambientato nel Settecento\, precisamente nel marzo del 1759. Un testo contemporaneo\, in costume? Non ci credo! Ebbene sì. Ma non basta ancora\, anzi forse la caratteristica più importante: è il primo testo teatrale in cui mi imbatto che affronta le tematiche di genere e lo fa senza concedere nulla alla retorica e alla banalità. È secco\, ruvido\, vero\, al pari della realtà. E poi dà spazio alle attrici\, 19 personaggi di cui 17 femminili. Una bella inversione di tendenza rispetto alla media dei personaggi pensati e scritti per le donne.\nLa volontà mia e di Monica Capuani\, che ha tradotto il testo e me l’ha fatto conoscere\, è di mostrare opere come questa in Italia al fine di affermarne l’unicità e l’importanza assoluta. L’Empireo è uno spettacolo militante\, avvincente\, divertente\, con un cast d’eccezione\, che viaggia dentro la scrittura della Kirkwood\, dentro ai corpi e agli umori delle 12 matrone\, dell’imputata\, del giudizio di un cielo tanto luminoso quanto impotente\, nella vana speranza che una cometa passi e cambi la storia.\nSerena Sinigaglia \nNote della traduttrice\nL’Empireo è l’ultimo in ordine di tempo (la prima produzione\, che ha debuttato al National Theatre di Londra all’inizio del 2020\, è stata interrotta dalla pandemia) della grande drammaturga inglese Lucy Kirkwood\, autrice di testi di grandissimo interesse e ottimo successo come Chimerica\, The Children (in scena anche in Italia\, diretto da Andrea Chiodi\, con Elisabetta Pozzi\, Giovanni Crippa e Francesca Ciocchetti)\, Mosquitoes.\nL’Empireo è un testo estremamente monumentale e ambizioso: ambientato a metà del Settecento nell’Inghilterra rurale\, racconta la storia di una giuria di dodici donne convocate da un giudice che non può giustiziare per omicidio una ragazza perché si dichiara incinta. La giuria femminile dovrà decretare la verità o meno di questa affermazione\, e avrà in questo modo su di lei potere di vita o di morte. Da questo microcosmo femminile\, emergono le questioni fondamentali e intramontabili della vita delle donne di qualsiasi epoca. Primo tra tutti\, il trattamento iniquo che la legge scritta dagli uomini esercita ancora oggi sulle donne e sul loro corpo.\nMonica Capuani \n\nCrediti: \n\n\n\nL’EMPIREO\n(The Welkin)\ndi Lucy Kirkwood\ntraduzione Monica Capuani e Francesco Bianchi \nregia Serena Sinigaglia \ncon (in o. a.) Giulia Agosta\, Alvise Camozzi\, Matilde Facheris\, Viola Marietti\, Francesca Muscatello\, Marika Pensa\, Valeria Perdonò\, Maria Pilar Pérez Aspa\, Arianna Scommegna\, Chiara Stoppa\, Anahì Traversi\, Arianna Verzeletti\, Virginia Zini\, Sandra Zoccolan \ndramaturg Monica Capuani\nscene Maria Spazzi\ncostumi Martina Ciccarelli\nassistente alla regia Michele Iuculano\ndisegno luci Christian LaFace\nsound design Sandra Zoccolan\nconsulenza canora Francesca Della Monica\nconsulenza movimento Riccardo Micheletti \nproduzione Teatro Carcano\, Teatro Nazionale di Genova\, Teatro Stabile di Bolzano\, LAC – Lugano Arte Cultura\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
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SUMMARY:Scandalo
DESCRIPTION:DIANA OR.I.S. \npresenta \nANNA VALLE \nGIANMARCO SAURINO \nin \n“SCANDALO” \ncon ORSETTA DE ROSSI\, ANGELO TANZI\, MATILDE PACELLA \nuna commedia scritta e diretta da \nIVAN COTRONEO \nscene MONICA SIRONI \ncostumi ALBERTO MORETTI \ndisegno luci CESARE ACCETTA \n“Il desiderio di una donna fa sempre paura. \nNon se ne parla mai\, porta scompiglio\, \nè eversivo\, rivoluzionario\, scandaloso.” \nTrama \nIn ‘Scandalo’\, il nuovo lavoro teatrale scritto e diretto da Ivan Cotroneo dopo il successo di ‘Amanti’\, si racconta di sentimenti\, seduzione\, manipolazione. \nLaura ha cinquant’anni\, è una scrittrice\, ma soprattutto\, per il mondo\, letterario e non\, è stata la ‘sposa bambina’ di uno scrittore molto famoso e molto più grande di lei\, che è recentemente scomparso. Nella sua villa sull’Appia Antica\, appena fuori Roma\, in compagnia della sua editor Giulia e di un vicino\, Roberto\, e con l’aiuto di Maria\, una ragazza che vive in casa\, Laura sembra poco interessata sia a riprendere a scrivere che a riprendere a vivere. Sostanzialmente è sola. \nFino a quando in casa non arriva Andrea\, un giovane uomo che suo marito Goffredo prima di morire aveva assunto per riorganizzare la loro grande libreria. Andrea è diretto\, sfrontato\, audace. \nFra Laura e Andrea ci sono gli stessi 24 anni di differenza che separavano Laura da Goffredo. E come all’epoca Laura aveva fatto scandalo per la sua relazione con un uomo famoso e più grande\, ora sa esattamente lo scandalo che provocherà nel momento stesso in cui le sue labbra si avvicinano a quelle di Andrea. E niente sarà più come prima. \nNota dell’autore \n“Scandalo” è una commedia brillante sul pregiudizio\, sui rapporti fra il maschile e il femminile\, sui tabù che crediamo di esserci lasciati alle spalle e che continuano invece a tormentarci\, sull’audacia e la spregiudicatezza che spesso la società legittima per gli uomini\, ma mai per le donne. \nUn testo divertente e lucidamente spietato sul sesso\, sull’amore\, su tutto ciò che si può dire e non dire\, fare e non fare o\, nel mondo letterario\, scrivere e non scrivere. Un racconto su una donna di oggi\, libera\, spregiudicata\, per tutti vittima inconsapevole del suo desiderio\, e un giovane uomo che forse la sta usando\, o forse le sta solo dando l’attenzione e l’amore di cui lei ha bisogno. \nL’amore è sempre uno scambio. Sono i termini e gli oggetti di questo scambio a renderlo più o meno scandaloso\, inaccettabile o immorale.” \nIvan Cotroneo
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LOCATION:Teatro Diana\, Via Luca Giordano\, 64\, Napoli\, Na\, 80127\, Italy
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SUMMARY:Il Medico dei Pazzi
DESCRIPTION:IL MEDICO DEI PAZZI\n\n\n\n\n\ndi Eduardo Scarpetta\, regia Leo Muscato \n\n\n\n\nIn occasione del centeneraio della morte di Eduardo Scrapetta (19 novembre 1925) andrà in scena un capolavoro del teatro napoletano\, reso celebre anche dal film interpretato negli anni ’50 da Totò. La commedia ha al proprio centro la maschera popolare di Sciosciammocca\, inventata da Sacrapetta; protagonista dello spettacolo è Gianfelie Imparato\, erede naturale di tradizione – innovazione del teatro classico napoletano. \nDon Felice Sciosciammocca\, sciocco e danaroso provinciale\, giunge a Napoli con la moglie al seguito per incontrare lo scapestrato nipote Ciccillo che egli ha mantenuto agli studi e che ora gli fa credere di essersi laureato in psichiatria e di dirigere una clinica di malati di mente. Nulla di vero\, ovviamente\, ma per convincere lo zio e continuare a spillargli denaro\, il giovanotto pensa di spacciare per casa di salute la pensione in cui egli vive allegramente con un amico. Innescato così il filo narrativo conduttore\, liberamente ispirato come molto teatro napoletano d’allora a una trama proveniente d’oltralpe\, se ne ricava un fuoco di fila di comicità\, facendo leva sulle situazioni in cui viene a trovarsi il candido Sciosciammocca che scambia per matti più o meno pericolosi gli ignari ospiti della pensione\, i quali costituiscono un’esilarante galleria di tic e caratteri umani. Il medico dei pazzi è una commedia che mette in scena in modo gioioso il rapporto tra normalità e follia.
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LOCATION:Teatro San Ferdinando\, Piazza Eduardo De Filippo\, 20\, Napoli\, Na\, 80133\, Italy
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