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SUMMARY:FINCHÉ GIUDICE NON CI SEPARI
DESCRIPTION:FINCHÉ GIUDICE NON CI SEPARI – con Biagio Izzo\, Adriano Falivene\, Carla Ferraro\, Roberto Giordano\, Adele Vitale. \ndi Augusto Fornari\, Antonio Fornari\, Andrea Maia\, Vincenzo Sinopoli \nRegia Augusto Fornari \nProduzione Tradizione e Turismo Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro\, AG Spettacoli \nMauro\, Paolo\, Roberto e Massimo sono quattro amici\, tutti separati.\nMassimo\, libraio antiquario\, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha tolto tutto: la casa\, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento\, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno consiglia su come affrontare la separazione\, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico\, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna\, gli amici hanno un guizzo. Ma la sorpresa sarà grande quando i quattro amici scopriranno l’identità della donna misteriosa… \nNote di Regia \nÈ una riflessione divertente sugli splendori e le miserie della vita di coppia\, soprattutto quando la coppia “scoppia”\, come si diceva una volta. Abbiamo tentato di mantenere una linea di recitazione “leggera”\, senza fronzoli\, asciutta. Questo perché ci piacerebbe che il pubblico avesse la sensazione di spiare una “tranche de vie”\, un pezzo di vita di qualcuno che potrebbe essere lui. Le storie che raccontano i nostri protagonisti sono reali\, quotidiane\, potremmo averle sentite in casa\, in ufficio\, per strada\, potremmo averle fatte addirittura noi. La forza propulsiva di “Finché giudice…” è proprio questa: è spiazzante per quanto ci riguarda e lo fa parlando una lingua che il pubblico capisce subito\, e non si tratta naturalmente solo del dialetto\, ma di temi che sono vivi\, pulsanti e che riguardano davvero tutti. Biagio Izzo parla questa lingua\, prende per mano il pubblico\, che conosce e ama\, e lo conduce con ironia e generosità fino alle porte del suo cuore.\nAugusto Fornari
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SUMMARY:Vincenzo Salemme
DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man
DESCRIPTION:Dal 21 ottobre Al 26 ottobre\n\n\n\n\ndi e con Stefano Massini\n\n\n\nUn uomo? O un dio? O un semidio? Nel 2015 Donald J. Trump annuncia la sua entrata nell’agone politico obbligando la stampa ad alzare gli occhi al cielo\, per contemplarlo mentre scende su una scala mobile sulle note di un inno travolgente: l’apoteosi di un extra-umano chiamato a salvare moltitudini di terrestri plaudenti. Dopo i successi nei teatri di tutto il mondo con “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project”\, Stefano Massini torna a occuparsi di un’epica americana stavolta concentrandosi sull’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese\, fino appunto alla sua prima elezione alla Casa Bianca. Ecco allora prendere forma sul palco la genesi incredibile di un leader che si è proiettato laddove nessun altro\, riscrivendosi addosso le regole dell’economia\, della finanza\, della politica e perfino della civiltà. A soli quarant’anni già vegliava sull’umano consesso\, dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan da dove pianificava il suo regno di monarca assoluto\, simbolo e incarnazione del potere. In un succedersi incalzante di colpi di scena\, di incontri decisivi e di vertiginose montagne russe fra trionfi e bancarotte\, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale\, in icona\, in brand\, in testimonial del suo stesso successo e sponsor della propria scalata\, sempre spingendosi oltre il limite e oltre il lecito\, in una sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Si scopre allora che Donald è in fondo la personificazione del nostro tempo\, di cui esprime perfettamente il caos fra realtà e reality\, fra fake e fiction\, fra persona e personaggio. Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante\, che conferma il teatro nella sua missione antichissima di occhio critico sulla contemporaneità\, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria.\n\nCrediti:DONALD\nStoria molto più che leggendaria di un Golden Man di e con Stefano Massiniaiuto regia Serena Fornari\nscene Paolo Di Benedetto\ndisegno luci Manuel Frenda\nmusiche Enrico Fink\nimmagini Walter Sardonini\ncostumi Elena Bianchiniproduzione Teatro Della Toscana Teatro Nazionale
URL:https://tecnofra.it/evento/donald-storia-molto-piu-che-leggendaria-di-un-golden-man/
LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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DESCRIPTION:LA DISTANCE\n\n\n\n\n\ntesto e regia Tiago Rodrigues \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa stagione del Teatro Mercadante si apre con un importante debutto italiano firmato dal regista\, drammaturgo e attuale direttore del Festival d’Avignone Tiago Rodrigues. Con La Distance siamo nel 2077\, una parte della specie umana vive su Marte\, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia\, separati da circa 225 milioni di chilometri\, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. Adama Diop interpreterà il padre\, mentre Alison Dechamps sarà nel ruolo della figlia. La scenografia sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici non sarà realistico\, ma illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco\, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco\, che evocherà il moto ellittico dei pianeti\, ispirando anche le luci e i suoni dello spettacolo. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata porterà a un finale costruito su un unico\, lungo\, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro!\nLa velocità di rotazione del palco varierà in diversi momenti dello spettacolo\, accentuando le tensioni o sospendendo il tempo. Padre e figlia potranno parlare solo quando sono visibili al pubblico. Questo significa che la metrica e la durata del testo saranno in costante dialogo con la velocità della rotazione del palco\, enfatizzando la dimensione musicale e ritmica di un testo che potrà contenere sia dialoghi crudi e realistici sia passaggi in cui il linguaggio si lascia sopraffare dal lirismo e dall’astrazione.\nLa creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante\, poiché immaginata come una costante: legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi\, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo\, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione\, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi\, l’elemento futuristico non sarà irrilevante\, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi\, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano.
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DESCRIPTION:LA DISTANCE\ntesto e regia Tiago Rodrigues\ncon Alison Dechamps\, Adama Diop  \nal Teatro Mercadante \nCon lo spettacolo La Distance siamo nel 2077\, una parte della specie umana vive su Marte\, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia\, separati da circa 225 milioni di chilometri\, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. La scenografia del Teatro Mercadante sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco\, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco\, che evocherà il moto ellittico dei pianeti. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata dello spettacolo porterà a un finale costruito su un unico\, lungo\, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro! \nLa creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante\, poiché immaginata come una costante cioè legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi\, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo\, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione\, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi\, l’elemento futuristico non sarà così irrilevante\, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi\, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano. \n 
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DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:ConFesso - Antonio Juliano
DESCRIPTION:Antonio Juliano\nin \nConFesso\nConFesso è uno spettacolo completamente improvvisato. Il titolo non è solo una parola\, ma un indizio visivo\, una chiave narrativa. Se si scrive su due righe\, risulta «con» e «fesso»\, perché\, in fondo\, per l’attore chi confessa si espone e si scopre.\nAntonio Juliano si confessa con il pubblico e viceversa\, facendo nascere uno spettacolo di un’ironia tagliente\, allo stesso tempo terapeutico. Ciò che viene raccontato non solo viene superato con una risata ma il tutto resta lì\, in quella serata\, all’interno del teatro come un segreto confessionale che nessuno al di fuori dello spettacolo verrà mai a sapere. O forse! \n 
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DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:La Distance
DESCRIPTION:LA DISTANCE\n\n\n\n\n\ntesto e regia Tiago Rodrigues \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa stagione del Teatro Mercadante si apre con un importante debutto italiano firmato dal regista\, drammaturgo e attuale direttore del Festival d’Avignone Tiago Rodrigues. Con La Distance siamo nel 2077\, una parte della specie umana vive su Marte\, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia\, separati da circa 225 milioni di chilometri\, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. Adama Diop interpreterà il padre\, mentre Alison Dechamps sarà nel ruolo della figlia. La scenografia sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici non sarà realistico\, ma illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco\, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco\, che evocherà il moto ellittico dei pianeti\, ispirando anche le luci e i suoni dello spettacolo. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata porterà a un finale costruito su un unico\, lungo\, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro!\nLa velocità di rotazione del palco varierà in diversi momenti dello spettacolo\, accentuando le tensioni o sospendendo il tempo. Padre e figlia potranno parlare solo quando sono visibili al pubblico. Questo significa che la metrica e la durata del testo saranno in costante dialogo con la velocità della rotazione del palco\, enfatizzando la dimensione musicale e ritmica di un testo che potrà contenere sia dialoghi crudi e realistici sia passaggi in cui il linguaggio si lascia sopraffare dal lirismo e dall’astrazione.\nLa creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante\, poiché immaginata come una costante: legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi\, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo\, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione\, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi\, l’elemento futuristico non sarà irrilevante\, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi\, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano.
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DESCRIPTION:LA DISTANCE\ntesto e regia Tiago Rodrigues\ncon Alison Dechamps\, Adama Diop  \nal Teatro Mercadante \nCon lo spettacolo La Distance siamo nel 2077\, una parte della specie umana vive su Marte\, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia\, separati da circa 225 milioni di chilometri\, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. La scenografia del Teatro Mercadante sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco\, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco\, che evocherà il moto ellittico dei pianeti. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata dello spettacolo porterà a un finale costruito su un unico\, lungo\, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro! \nLa creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante\, poiché immaginata come una costante cioè legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi\, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo\, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione\, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi\, l’elemento futuristico non sarà così irrilevante\, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi\, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano. \n 
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DESCRIPTION:Picture a day like this\nOpera in un atto\nMusica di George Benjamin\nTesto di Martin Crimp\nPerformed by arrangement with Faber Music\, London \nOper Köln and Teatro di San Carlo. \nDirettore | Corinna Niemeyer♭\nRegia\, scene\, drammaturgia e luci | Daniel Jeanneteau♭  e Marie-Christine Soma♭\nCostumi | Marie La Rocca♭\nVideo | Hicham Berrada♭ \nInterpreti\nWoman | Xenia Puskarz Thomas♭\nZabelle | Anna Prohaska♭\nLover 1 / Composer | Marion Tassou♭\nLover 2 / Composer’s Assistant | Cameron Shahbazi♭\nArtisan / Collector | John Brancy♭\nAttrici e Attore | Lisa Grandmottet♭\, Eulalie Rambaud♭\, Matthieu Baquey♭ \nOrchestra del Teatro di San Carlo \nCo-commissioned and co-produced by the Festival d’Aix-en-Provence\, Royal Opera House – Covent Garden\, Opéra national du Rhin\, Opéra Comique\, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg\, Oper Köln and Teatro di San Carlo \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | ARANCIO\nvenerdì 24 ottobre 2025\, ore 20:00 – TAGLIANDO A – C/D – ARANCIO – V\nsabato 25 ottobre 2025\, ore 20:00 – F.A. – ARANCIO – V\ndomenica 26 ottobre 2025 17:00 – TAGLIANDO B – F – ARANCIO – V \nOpera in inglese con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 1 ora e 15 minuti circa\, senza intervallo
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SUMMARY:Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man
DESCRIPTION:Dal 21 ottobre Al 26 ottobre\n\n\n\n\ndi e con Stefano Massini\n\n\n\nUn uomo? O un dio? O un semidio? Nel 2015 Donald J. Trump annuncia la sua entrata nell’agone politico obbligando la stampa ad alzare gli occhi al cielo\, per contemplarlo mentre scende su una scala mobile sulle note di un inno travolgente: l’apoteosi di un extra-umano chiamato a salvare moltitudini di terrestri plaudenti. Dopo i successi nei teatri di tutto il mondo con “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project”\, Stefano Massini torna a occuparsi di un’epica americana stavolta concentrandosi sull’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese\, fino appunto alla sua prima elezione alla Casa Bianca. Ecco allora prendere forma sul palco la genesi incredibile di un leader che si è proiettato laddove nessun altro\, riscrivendosi addosso le regole dell’economia\, della finanza\, della politica e perfino della civiltà. A soli quarant’anni già vegliava sull’umano consesso\, dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan da dove pianificava il suo regno di monarca assoluto\, simbolo e incarnazione del potere. In un succedersi incalzante di colpi di scena\, di incontri decisivi e di vertiginose montagne russe fra trionfi e bancarotte\, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale\, in icona\, in brand\, in testimonial del suo stesso successo e sponsor della propria scalata\, sempre spingendosi oltre il limite e oltre il lecito\, in una sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Si scopre allora che Donald è in fondo la personificazione del nostro tempo\, di cui esprime perfettamente il caos fra realtà e reality\, fra fake e fiction\, fra persona e personaggio. Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante\, che conferma il teatro nella sua missione antichissima di occhio critico sulla contemporaneità\, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria.\n\nCrediti:DONALD\nStoria molto più che leggendaria di un Golden Man di e con Stefano Massiniaiuto regia Serena Fornari\nscene Paolo Di Benedetto\ndisegno luci Manuel Frenda\nmusiche Enrico Fink\nimmagini Walter Sardonini\ncostumi Elena Bianchiniproduzione Teatro Della Toscana Teatro Nazionale
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LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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SUMMARY:Vincenza Purgato in  Anima di strega…
DESCRIPTION:Vincenza Purgato in Anima di strega… \nLa voce delle donne in viaggio con le mie canzoni  \nAnima di strega… è il titolo dell’album di Vincenza Purgato con il quale la cantautrice dà voce alle donne che hanno attraversato il fuoco dell’Inquisizione. Con la sua voce\, profonda e viscerale\, l’Artista racconta storie di guarigione per un canto di liberazione e riscatto. Melodie evocative e testi poetici composti e scritti dalla stessa musicista si intrecciano in un’atmosfera mediterranea\, in arrangiamenti che\, con l’accompagnamento solo del pianoforte di Luigi Marzano\, puntano a restituire l’anima dei brani. Non manca in questo viaggio musicale un omaggio alla canzone classica napoletana
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SUMMARY:CANI LUNARI
DESCRIPTION:Körper sta portando avanti la collaborazione con il coreografo Francesco Marilungo per la produzione del suo nuovo lavoro\, Cani Lunari\, che debutterà a settembre 2025 all’interno di IRA Platorm (progetto curato da IRA – Internatonal Institute for Performing Arts) a Soverato.\nDopo il successo di Stuporosa (Premio Ubu come miglior spettacolo di danza)\, Cani Lunari prosegue l’indagine sul mondo femminile\, concentrandosi sulla magia e sulla figura della strega\, come raccontata nella tradizione popolare italiana.\nNel 2024\, Marilungo ha avviato un intenso processo di ricerca tra Barbagia\, Appennini emiliani e marchigiani\, e Isole Eolie\, raccogliendo testimonianze dirette e avviando residenze creative con un castridotto. Nel 2025\, la produzione è stata ripresa con il cast completo\, composto da quattro danzatrici e una musicista-performer. La musicista Vera Di Lecce\, già candidata al Premio Ubu per Stuporosa\, sta sviluppando insieme a Marilungo formule magiche della tradizione popolare in versione elttronica.\nIl progetto ha vinto il Premio CollaborAction del Network Anticorpi XL\, che garantisce un sostegno economico\, residenze artistiche e una tournée nazionale. Tuttavia\, vista la complessità della produzione\, sono necessarie ulteriori risorse per completare il lavoro. \nCANI LUNARI \nCoreografia e Regia Francesco Marilungo\nCon Vera Di Lecce\, Barbara Novati\, Roberta Racis\, Alice Raffaelli\,\nFrancesca Linnea Ugolini\nCostumi Lessico Familiare\nMusica e Vocal Coaching Vera Di Lecce\nDisegno Luci Gianni Staropoli\nFoto e Video Luca Del Pia\nProduzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza\nCoproduzione SNAPORAZVEREIN\, IRA Institute \nIl progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance – luoghi e progetto di residenza per creazioni coreografiche azione del Network Rete Anticorpi XL: Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)\, AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali\, Consorzio PUGLIA CULTURE – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura in collaborazione con Associazione Menhir / festival LE DANZATRICI en plein air di Ruvo di Puglia e Ass. Cult. TEATRO MENZATI’/ TEX – Il Teatro dell’ExFadda di San Vito dei Normanni (Puglia). \ncon il sostegno di Cross Festival\, Primavera dei Teatri Castrovillari\ncon il contributo di Marosi Festival\, Teatro delle Moire \nNei mesi invernali quando la luna è piena o quasi\, può capitare che la sua luce venga rifratta dai cristalli di ghiaccio presenti nelle alte nubi generando un alone circolare attorno al satellite con due bagliori simmetrici ai lati: i cani lunari.\nFenomeni atmosferici che la tradizione popolare leggeva come presagi di tempesta ma che erano anche segnali di passaggio\, varchi visivi verso l’invisibile.\nCANI LUNARI è un progetto coreografico che attraversa questi varchi e si immerge in un immaginario radicato nel femminile arcaico\, nei saperi magici\, nei corpi estatici.\nUn’indagine sensibile attorno alla figura della strega\, della guaritrice: non come residuo folklorico o stereotipo demonizzato\, ma come emblema di un sapere marginale e potente\, che resiste alle logiche dell’utile e del visibile. \nAttraverso un processo di ricerca che unisce materiali d’archivio\, testimonianze orali\, iconografie folkloriche e pratiche corporee\, CANI LUNARI costruisce un rito performativo in cui il corpo danza la trance\, l’estasi\, la metamorfosi. \nLe performer con in mano corvi imbalsamati – anime fuoriuscite\, animali guida\, spiriti della soglia – compiono gesti sospesi tra rito e finzione\, magia e gioco teatrale. Il movimento si nutre di frammentazioni\, zoppie\, gesti arcaici e improvvisi slittamenti verso l’animalità\, evocando un mondo in cui il confine tra umano e ultra-umano è poroso e mobile. \nIl corpo si muove “sopra acqua e sopra vento”\, secondo formule antiche che ancora oggi risuonano in alcuni territori italiani\, ai margini.\nNel cuore del progetto si annida anche una riflessione sul corpo isterico\, luogo femminile di crisi ed enigma\, storicamente associato alla figura della strega e allo stato di possessione.\nLe fotografie ottocentesche della Salpêtrière diventano materiale simbolico da incarnare: corpi fuori controllo\, attraversati dall’invisibile\, che performano un sapere altro.\nIl corpo della strega diventa organismo di passaggio tra dimensioni – come scriveva John Cotta\, “non viaggiatrice tra mondi\, ma luogo dell’incontro tra diverse sfere dell’essere”. \nCANI LUNARI rievoca un sapere che è politico e sensoriale\, un’epistemologia incarnata. L’anima\, uccello o fiato\, esce dalla bocca\, vola\, si stacca e poi ritorna nel corpo.\nCome nelle confessioni estorte alle donne perseguitate – spesso visionarie\, narratrici\, guaritrici – il corpo diventa racconto\, rito di guarigione\, esercizio di sopravvivenza.\nIl paesaggio sonoro\, firmato da Vera Di Lecce\, intreccia elettronica e suono naturale\, canti orali e formule magiche\, in una partitura sospesa tra il terrestre e il divino.\nCANI LUNARI è un attraversamento\, un sabba bianco\, un rituale collettivo per re-incantare il mondo.
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LOCATION:Teatro Sala Fontana\, Via Boltraffio 21\,\, milano\, 20159\, Italy
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DESCRIPTION:Dal 21 ottobre Al 26 ottobre\n\n\n\n\ndi e con Stefano Massini\n\n\n\nUn uomo? O un dio? O un semidio? Nel 2015 Donald J. Trump annuncia la sua entrata nell’agone politico obbligando la stampa ad alzare gli occhi al cielo\, per contemplarlo mentre scende su una scala mobile sulle note di un inno travolgente: l’apoteosi di un extra-umano chiamato a salvare moltitudini di terrestri plaudenti. Dopo i successi nei teatri di tutto il mondo con “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project”\, Stefano Massini torna a occuparsi di un’epica americana stavolta concentrandosi sull’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese\, fino appunto alla sua prima elezione alla Casa Bianca. Ecco allora prendere forma sul palco la genesi incredibile di un leader che si è proiettato laddove nessun altro\, riscrivendosi addosso le regole dell’economia\, della finanza\, della politica e perfino della civiltà. A soli quarant’anni già vegliava sull’umano consesso\, dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan da dove pianificava il suo regno di monarca assoluto\, simbolo e incarnazione del potere. In un succedersi incalzante di colpi di scena\, di incontri decisivi e di vertiginose montagne russe fra trionfi e bancarotte\, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale\, in icona\, in brand\, in testimonial del suo stesso successo e sponsor della propria scalata\, sempre spingendosi oltre il limite e oltre il lecito\, in una sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Si scopre allora che Donald è in fondo la personificazione del nostro tempo\, di cui esprime perfettamente il caos fra realtà e reality\, fra fake e fiction\, fra persona e personaggio. Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante\, che conferma il teatro nella sua missione antichissima di occhio critico sulla contemporaneità\, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria.\n\nCrediti:DONALD\nStoria molto più che leggendaria di un Golden Man di e con Stefano Massiniaiuto regia Serena Fornari\nscene Paolo Di Benedetto\ndisegno luci Manuel Frenda\nmusiche Enrico Fink\nimmagini Walter Sardonini\ncostumi Elena Bianchiniproduzione Teatro Della Toscana Teatro Nazionale
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DESCRIPTION:Picture a day like this\nOpera in un atto\nMusica di George Benjamin\nTesto di Martin Crimp\nPerformed by arrangement with Faber Music\, London \nOper Köln and Teatro di San Carlo. \nDirettore | Corinna Niemeyer♭\nRegia\, scene\, drammaturgia e luci | Daniel Jeanneteau♭  e Marie-Christine Soma♭\nCostumi | Marie La Rocca♭\nVideo | Hicham Berrada♭ \nInterpreti\nWoman | Xenia Puskarz Thomas♭\nZabelle | Anna Prohaska♭\nLover 1 / Composer | Marion Tassou♭\nLover 2 / Composer’s Assistant | Cameron Shahbazi♭\nArtisan / Collector | John Brancy♭\nAttrici e Attore | Lisa Grandmottet♭\, Eulalie Rambaud♭\, Matthieu Baquey♭ \nOrchestra del Teatro di San Carlo \nCo-commissioned and co-produced by the Festival d’Aix-en-Provence\, Royal Opera House – Covent Garden\, Opéra national du Rhin\, Opéra Comique\, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg\, Oper Köln and Teatro di San Carlo \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | ARANCIO\nvenerdì 24 ottobre 2025\, ore 20:00 – TAGLIANDO A – C/D – ARANCIO – V\nsabato 25 ottobre 2025\, ore 20:00 – F.A. – ARANCIO – V\ndomenica 26 ottobre 2025 17:00 – TAGLIANDO B – F – ARANCIO – V \nOpera in inglese con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 1 ora e 15 minuti circa\, senza intervallo
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SUMMARY:Vincenzo Salemme
DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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DESCRIPTION:Körper sta portando avanti la collaborazione con il coreografo Francesco Marilungo per la produzione del suo nuovo lavoro\, Cani Lunari\, che debutterà a settembre 2025 all’interno di IRA Platorm (progetto curato da IRA – Internatonal Institute for Performing Arts) a Soverato.\nDopo il successo di Stuporosa (Premio Ubu come miglior spettacolo di danza)\, Cani Lunari prosegue l’indagine sul mondo femminile\, concentrandosi sulla magia e sulla figura della strega\, come raccontata nella tradizione popolare italiana.\nNel 2024\, Marilungo ha avviato un intenso processo di ricerca tra Barbagia\, Appennini emiliani e marchigiani\, e Isole Eolie\, raccogliendo testimonianze dirette e avviando residenze creative con un castridotto. Nel 2025\, la produzione è stata ripresa con il cast completo\, composto da quattro danzatrici e una musicista-performer. La musicista Vera Di Lecce\, già candidata al Premio Ubu per Stuporosa\, sta sviluppando insieme a Marilungo formule magiche della tradizione popolare in versione elttronica.\nIl progetto ha vinto il Premio CollaborAction del Network Anticorpi XL\, che garantisce un sostegno economico\, residenze artistiche e una tournée nazionale. Tuttavia\, vista la complessità della produzione\, sono necessarie ulteriori risorse per completare il lavoro. \nCANI LUNARI \nCoreografia e Regia Francesco Marilungo\nCon Vera Di Lecce\, Barbara Novati\, Roberta Racis\, Alice Raffaelli\,\nFrancesca Linnea Ugolini\nCostumi Lessico Familiare\nMusica e Vocal Coaching Vera Di Lecce\nDisegno Luci Gianni Staropoli\nFoto e Video Luca Del Pia\nProduzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza\nCoproduzione SNAPORAZVEREIN\, IRA Institute \nIl progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance – luoghi e progetto di residenza per creazioni coreografiche azione del Network Rete Anticorpi XL: Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)\, AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali\, Consorzio PUGLIA CULTURE – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura in collaborazione con Associazione Menhir / festival LE DANZATRICI en plein air di Ruvo di Puglia e Ass. Cult. TEATRO MENZATI’/ TEX – Il Teatro dell’ExFadda di San Vito dei Normanni (Puglia). \ncon il sostegno di Cross Festival\, Primavera dei Teatri Castrovillari\ncon il contributo di Marosi Festival\, Teatro delle Moire \nNei mesi invernali quando la luna è piena o quasi\, può capitare che la sua luce venga rifratta dai cristalli di ghiaccio presenti nelle alte nubi generando un alone circolare attorno al satellite con due bagliori simmetrici ai lati: i cani lunari.\nFenomeni atmosferici che la tradizione popolare leggeva come presagi di tempesta ma che erano anche segnali di passaggio\, varchi visivi verso l’invisibile.\nCANI LUNARI è un progetto coreografico che attraversa questi varchi e si immerge in un immaginario radicato nel femminile arcaico\, nei saperi magici\, nei corpi estatici.\nUn’indagine sensibile attorno alla figura della strega\, della guaritrice: non come residuo folklorico o stereotipo demonizzato\, ma come emblema di un sapere marginale e potente\, che resiste alle logiche dell’utile e del visibile. \nAttraverso un processo di ricerca che unisce materiali d’archivio\, testimonianze orali\, iconografie folkloriche e pratiche corporee\, CANI LUNARI costruisce un rito performativo in cui il corpo danza la trance\, l’estasi\, la metamorfosi. \nLe performer con in mano corvi imbalsamati – anime fuoriuscite\, animali guida\, spiriti della soglia – compiono gesti sospesi tra rito e finzione\, magia e gioco teatrale. Il movimento si nutre di frammentazioni\, zoppie\, gesti arcaici e improvvisi slittamenti verso l’animalità\, evocando un mondo in cui il confine tra umano e ultra-umano è poroso e mobile. \nIl corpo si muove “sopra acqua e sopra vento”\, secondo formule antiche che ancora oggi risuonano in alcuni territori italiani\, ai margini.\nNel cuore del progetto si annida anche una riflessione sul corpo isterico\, luogo femminile di crisi ed enigma\, storicamente associato alla figura della strega e allo stato di possessione.\nLe fotografie ottocentesche della Salpêtrière diventano materiale simbolico da incarnare: corpi fuori controllo\, attraversati dall’invisibile\, che performano un sapere altro.\nIl corpo della strega diventa organismo di passaggio tra dimensioni – come scriveva John Cotta\, “non viaggiatrice tra mondi\, ma luogo dell’incontro tra diverse sfere dell’essere”. \nCANI LUNARI rievoca un sapere che è politico e sensoriale\, un’epistemologia incarnata. L’anima\, uccello o fiato\, esce dalla bocca\, vola\, si stacca e poi ritorna nel corpo.\nCome nelle confessioni estorte alle donne perseguitate – spesso visionarie\, narratrici\, guaritrici – il corpo diventa racconto\, rito di guarigione\, esercizio di sopravvivenza.\nIl paesaggio sonoro\, firmato da Vera Di Lecce\, intreccia elettronica e suono naturale\, canti orali e formule magiche\, in una partitura sospesa tra il terrestre e il divino.\nCANI LUNARI è un attraversamento\, un sabba bianco\, un rituale collettivo per re-incantare il mondo.
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DESCRIPTION:Picture a day like this\nOpera in un atto\nMusica di George Benjamin\nTesto di Martin Crimp\nPerformed by arrangement with Faber Music\, London \nOper Köln and Teatro di San Carlo. \nDirettore | Corinna Niemeyer♭\nRegia\, scene\, drammaturgia e luci | Daniel Jeanneteau♭  e Marie-Christine Soma♭\nCostumi | Marie La Rocca♭\nVideo | Hicham Berrada♭ \nInterpreti\nWoman | Xenia Puskarz Thomas♭\nZabelle | Anna Prohaska♭\nLover 1 / Composer | Marion Tassou♭\nLover 2 / Composer’s Assistant | Cameron Shahbazi♭\nArtisan / Collector | John Brancy♭\nAttrici e Attore | Lisa Grandmottet♭\, Eulalie Rambaud♭\, Matthieu Baquey♭ \nOrchestra del Teatro di San Carlo \nCo-commissioned and co-produced by the Festival d’Aix-en-Provence\, Royal Opera House – Covent Garden\, Opéra national du Rhin\, Opéra Comique\, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg\, Oper Köln and Teatro di San Carlo \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | ARANCIO\nvenerdì 24 ottobre 2025\, ore 20:00 – TAGLIANDO A – C/D – ARANCIO – V\nsabato 25 ottobre 2025\, ore 20:00 – F.A. – ARANCIO – V\ndomenica 26 ottobre 2025 17:00 – TAGLIANDO B – F – ARANCIO – V \nOpera in inglese con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 1 ora e 15 minuti circa\, senza intervallo
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DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:La Storia È Questa. Il Processo di Giovanna D'Arco
DESCRIPTION:LA STORIA È QUESTA. IL PROCESSO DI GIOVANNA D’ARCO\n\n\n\n\n\ndi Teresa Cremisi e Chiara Valerio\, regia Liv Ferracchiati \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTre voci autorevoli e originali del panorama culturale contemporaneo si incontrano in un progetto teatrale inedito: Teresa Cremisi e Chiara Valerio firmano la scrittura di uno spettacolo che porta la firma registica di Liv Ferracchiati. Giovanna sulla scena è sola nel momento dell’accusa e in quello successivo della condanna\, vicino a lei un Anonimo Cronista che racconta la sua vicenda. Quasi un’ombra che incarna la voce del popolo\, lo stesso popolo che l’ha innalzata e ora l’abbandona\, implacabile nel giudicarne la disfatta\, Il carisma e il comando di Giovanna sono caduchi perché la logica del potere è semplice\, stare lontano da ogni forma di sconfitta. Tutto intorno\, in una zona liminare\, fra luce e ombra\, dentro e fuori dalla sua testa\, stanno le voci imperiose\, ironiche e ambigue dei santi che l’hanno accompagnata fin dall’infanzia. Di voce c’è anche quella più incalzante\, maschile e materica del Giudice. Un uomo senza volto\, ineluttabile come sempre è il potere\, il cui corpo esiste solo nella violenza della condanna.\nIl Giudice rappresenta il potere politico travestito da potere religioso\, forse\,  ancora prima\, e più o meno consciamente\, agisce per far valere il proprio ordine contro l’ordine di altri\, amici o nemici\, cioè il disordine. Un disordine che Giovanna incarna in quanto donna che arriva a guidare le armate del Delfino di Francia\, lei che sa appena scrivere il suo nome ma ha dalla sua la certezza di essere nel giusto\, e le poche parole imparate dalle preghiere con le quali si difende davanti al tribunale. In un primo momento\, il carisma di Giovanna fa sì che lei sia creduta\, amata e seguita\, che il potere le conceda di essere una ragazza in armi\, che il suo corpo sia portato in trionfo. In un secondo momento\, quando giunge la sconfitta\, il corpo di Giovanna può essere solo annientato. E quelle stesse armi\, quegli stessi abiti\, da gloria mutano in accusa.\nIl rovesciamento\, come spiega molto meglio Bachtin\, è necessario per liberare la comunità dalla paura\, ma è un processo temporaneo\, limitato e deve essere necessariamente  riassorbito dal potere per ristabilirsi e rafforzarsi.
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