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DESCRIPTION:LA DISTANCE\n\n\n\n\n\ntesto e regia Tiago Rodrigues \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa stagione del Teatro Mercadante si apre con un importante debutto italiano firmato dal regista\, drammaturgo e attuale direttore del Festival d’Avignone Tiago Rodrigues. Con La Distance siamo nel 2077\, una parte della specie umana vive su Marte\, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia\, separati da circa 225 milioni di chilometri\, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. Adama Diop interpreterà il padre\, mentre Alison Dechamps sarà nel ruolo della figlia. La scenografia sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici non sarà realistico\, ma illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco\, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco\, che evocherà il moto ellittico dei pianeti\, ispirando anche le luci e i suoni dello spettacolo. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata porterà a un finale costruito su un unico\, lungo\, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro!\nLa velocità di rotazione del palco varierà in diversi momenti dello spettacolo\, accentuando le tensioni o sospendendo il tempo. Padre e figlia potranno parlare solo quando sono visibili al pubblico. Questo significa che la metrica e la durata del testo saranno in costante dialogo con la velocità della rotazione del palco\, enfatizzando la dimensione musicale e ritmica di un testo che potrà contenere sia dialoghi crudi e realistici sia passaggi in cui il linguaggio si lascia sopraffare dal lirismo e dall’astrazione.\nLa creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante\, poiché immaginata come una costante: legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi\, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo\, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione\, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi\, l’elemento futuristico non sarà irrilevante\, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi\, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano.
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DESCRIPTION:LA DISTANCE\ntesto e regia Tiago Rodrigues\ncon Alison Dechamps\, Adama Diop  \nal Teatro Mercadante \nCon lo spettacolo La Distance siamo nel 2077\, una parte della specie umana vive su Marte\, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia\, separati da circa 225 milioni di chilometri\, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. La scenografia del Teatro Mercadante sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco\, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco\, che evocherà il moto ellittico dei pianeti. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata dello spettacolo porterà a un finale costruito su un unico\, lungo\, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro! \nLa creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante\, poiché immaginata come una costante cioè legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi\, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo\, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione\, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi\, l’elemento futuristico non sarà così irrilevante\, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi\, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano. \n 
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SUMMARY:Vincenzo Salemme
DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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DESCRIPTION:Antonio Juliano\nin \nConFesso\nConFesso è uno spettacolo completamente improvvisato. Il titolo non è solo una parola\, ma un indizio visivo\, una chiave narrativa. Se si scrive su due righe\, risulta «con» e «fesso»\, perché\, in fondo\, per l’attore chi confessa si espone e si scopre.\nAntonio Juliano si confessa con il pubblico e viceversa\, facendo nascere uno spettacolo di un’ironia tagliente\, allo stesso tempo terapeutico. Ciò che viene raccontato non solo viene superato con una risata ma il tutto resta lì\, in quella serata\, all’interno del teatro come un segreto confessionale che nessuno al di fuori dello spettacolo verrà mai a sapere. O forse! \n 
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DESCRIPTION:Picture a day like this\nOpera in un atto\nMusica di George Benjamin\nTesto di Martin Crimp\nPerformed by arrangement with Faber Music\, London \nOper Köln and Teatro di San Carlo. \nDirettore | Corinna Niemeyer♭\nRegia\, scene\, drammaturgia e luci | Daniel Jeanneteau♭  e Marie-Christine Soma♭\nCostumi | Marie La Rocca♭\nVideo | Hicham Berrada♭ \nInterpreti\nWoman | Xenia Puskarz Thomas♭\nZabelle | Anna Prohaska♭\nLover 1 / Composer | Marion Tassou♭\nLover 2 / Composer’s Assistant | Cameron Shahbazi♭\nArtisan / Collector | John Brancy♭\nAttrici e Attore | Lisa Grandmottet♭\, Eulalie Rambaud♭\, Matthieu Baquey♭ \nOrchestra del Teatro di San Carlo \nCo-commissioned and co-produced by the Festival d’Aix-en-Provence\, Royal Opera House – Covent Garden\, Opéra national du Rhin\, Opéra Comique\, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg\, Oper Köln and Teatro di San Carlo \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | ARANCIO\nvenerdì 24 ottobre 2025\, ore 20:00 – TAGLIANDO A – C/D – ARANCIO – V\nsabato 25 ottobre 2025\, ore 20:00 – F.A. – ARANCIO – V\ndomenica 26 ottobre 2025 17:00 – TAGLIANDO B – F – ARANCIO – V \nOpera in inglese con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 1 ora e 15 minuti circa\, senza intervallo
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SUMMARY:Vincenza Purgato in  Anima di strega…
DESCRIPTION:Vincenza Purgato in Anima di strega… \nLa voce delle donne in viaggio con le mie canzoni  \nAnima di strega… è il titolo dell’album di Vincenza Purgato con il quale la cantautrice dà voce alle donne che hanno attraversato il fuoco dell’Inquisizione. Con la sua voce\, profonda e viscerale\, l’Artista racconta storie di guarigione per un canto di liberazione e riscatto. Melodie evocative e testi poetici composti e scritti dalla stessa musicista si intrecciano in un’atmosfera mediterranea\, in arrangiamenti che\, con l’accompagnamento solo del pianoforte di Luigi Marzano\, puntano a restituire l’anima dei brani. Non manca in questo viaggio musicale un omaggio alla canzone classica napoletana
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SUMMARY:CANI LUNARI
DESCRIPTION:Körper sta portando avanti la collaborazione con il coreografo Francesco Marilungo per la produzione del suo nuovo lavoro\, Cani Lunari\, che debutterà a settembre 2025 all’interno di IRA Platorm (progetto curato da IRA – Internatonal Institute for Performing Arts) a Soverato.\nDopo il successo di Stuporosa (Premio Ubu come miglior spettacolo di danza)\, Cani Lunari prosegue l’indagine sul mondo femminile\, concentrandosi sulla magia e sulla figura della strega\, come raccontata nella tradizione popolare italiana.\nNel 2024\, Marilungo ha avviato un intenso processo di ricerca tra Barbagia\, Appennini emiliani e marchigiani\, e Isole Eolie\, raccogliendo testimonianze dirette e avviando residenze creative con un castridotto. Nel 2025\, la produzione è stata ripresa con il cast completo\, composto da quattro danzatrici e una musicista-performer. La musicista Vera Di Lecce\, già candidata al Premio Ubu per Stuporosa\, sta sviluppando insieme a Marilungo formule magiche della tradizione popolare in versione elttronica.\nIl progetto ha vinto il Premio CollaborAction del Network Anticorpi XL\, che garantisce un sostegno economico\, residenze artistiche e una tournée nazionale. Tuttavia\, vista la complessità della produzione\, sono necessarie ulteriori risorse per completare il lavoro. \nCANI LUNARI \nCoreografia e Regia Francesco Marilungo\nCon Vera Di Lecce\, Barbara Novati\, Roberta Racis\, Alice Raffaelli\,\nFrancesca Linnea Ugolini\nCostumi Lessico Familiare\nMusica e Vocal Coaching Vera Di Lecce\nDisegno Luci Gianni Staropoli\nFoto e Video Luca Del Pia\nProduzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza\nCoproduzione SNAPORAZVEREIN\, IRA Institute \nIl progetto è stato realizzato con il contributo di ResiDance – luoghi e progetto di residenza per creazioni coreografiche azione del Network Rete Anticorpi XL: Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro)\, AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali\, Consorzio PUGLIA CULTURE – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura in collaborazione con Associazione Menhir / festival LE DANZATRICI en plein air di Ruvo di Puglia e Ass. Cult. TEATRO MENZATI’/ TEX – Il Teatro dell’ExFadda di San Vito dei Normanni (Puglia). \ncon il sostegno di Cross Festival\, Primavera dei Teatri Castrovillari\ncon il contributo di Marosi Festival\, Teatro delle Moire \nNei mesi invernali quando la luna è piena o quasi\, può capitare che la sua luce venga rifratta dai cristalli di ghiaccio presenti nelle alte nubi generando un alone circolare attorno al satellite con due bagliori simmetrici ai lati: i cani lunari.\nFenomeni atmosferici che la tradizione popolare leggeva come presagi di tempesta ma che erano anche segnali di passaggio\, varchi visivi verso l’invisibile.\nCANI LUNARI è un progetto coreografico che attraversa questi varchi e si immerge in un immaginario radicato nel femminile arcaico\, nei saperi magici\, nei corpi estatici.\nUn’indagine sensibile attorno alla figura della strega\, della guaritrice: non come residuo folklorico o stereotipo demonizzato\, ma come emblema di un sapere marginale e potente\, che resiste alle logiche dell’utile e del visibile. \nAttraverso un processo di ricerca che unisce materiali d’archivio\, testimonianze orali\, iconografie folkloriche e pratiche corporee\, CANI LUNARI costruisce un rito performativo in cui il corpo danza la trance\, l’estasi\, la metamorfosi. \nLe performer con in mano corvi imbalsamati – anime fuoriuscite\, animali guida\, spiriti della soglia – compiono gesti sospesi tra rito e finzione\, magia e gioco teatrale. Il movimento si nutre di frammentazioni\, zoppie\, gesti arcaici e improvvisi slittamenti verso l’animalità\, evocando un mondo in cui il confine tra umano e ultra-umano è poroso e mobile. \nIl corpo si muove “sopra acqua e sopra vento”\, secondo formule antiche che ancora oggi risuonano in alcuni territori italiani\, ai margini.\nNel cuore del progetto si annida anche una riflessione sul corpo isterico\, luogo femminile di crisi ed enigma\, storicamente associato alla figura della strega e allo stato di possessione.\nLe fotografie ottocentesche della Salpêtrière diventano materiale simbolico da incarnare: corpi fuori controllo\, attraversati dall’invisibile\, che performano un sapere altro.\nIl corpo della strega diventa organismo di passaggio tra dimensioni – come scriveva John Cotta\, “non viaggiatrice tra mondi\, ma luogo dell’incontro tra diverse sfere dell’essere”. \nCANI LUNARI rievoca un sapere che è politico e sensoriale\, un’epistemologia incarnata. L’anima\, uccello o fiato\, esce dalla bocca\, vola\, si stacca e poi ritorna nel corpo.\nCome nelle confessioni estorte alle donne perseguitate – spesso visionarie\, narratrici\, guaritrici – il corpo diventa racconto\, rito di guarigione\, esercizio di sopravvivenza.\nIl paesaggio sonoro\, firmato da Vera Di Lecce\, intreccia elettronica e suono naturale\, canti orali e formule magiche\, in una partitura sospesa tra il terrestre e il divino.\nCANI LUNARI è un attraversamento\, un sabba bianco\, un rituale collettivo per re-incantare il mondo.
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LOCATION:Teatro Sala Fontana\, Via Boltraffio 21\,\, milano\, 20159\, Italy
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DESCRIPTION:Picture a day like this\nOpera in un atto\nMusica di George Benjamin\nTesto di Martin Crimp\nPerformed by arrangement with Faber Music\, London \nOper Köln and Teatro di San Carlo. \nDirettore | Corinna Niemeyer♭\nRegia\, scene\, drammaturgia e luci | Daniel Jeanneteau♭  e Marie-Christine Soma♭\nCostumi | Marie La Rocca♭\nVideo | Hicham Berrada♭ \nInterpreti\nWoman | Xenia Puskarz Thomas♭\nZabelle | Anna Prohaska♭\nLover 1 / Composer | Marion Tassou♭\nLover 2 / Composer’s Assistant | Cameron Shahbazi♭\nArtisan / Collector | John Brancy♭\nAttrici e Attore | Lisa Grandmottet♭\, Eulalie Rambaud♭\, Matthieu Baquey♭ \nOrchestra del Teatro di San Carlo \nCo-commissioned and co-produced by the Festival d’Aix-en-Provence\, Royal Opera House – Covent Garden\, Opéra national du Rhin\, Opéra Comique\, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg\, Oper Köln and Teatro di San Carlo \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | ARANCIO\nvenerdì 24 ottobre 2025\, ore 20:00 – TAGLIANDO A – C/D – ARANCIO – V\nsabato 25 ottobre 2025\, ore 20:00 – F.A. – ARANCIO – V\ndomenica 26 ottobre 2025 17:00 – TAGLIANDO B – F – ARANCIO – V \nOpera in inglese con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 1 ora e 15 minuti circa\, senza intervallo
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SUMMARY:Vincenzo Salemme
DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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La musicista Vera Di Lecce\, già candidata al Premio Ubu per Stuporosa\, sta sviluppando insieme a Marilungo formule magiche della tradizione popolare in versione elttronica.\nIl progetto ha vinto il Premio CollaborAction del Network Anticorpi XL\, che garantisce un sostegno economico\, residenze artistiche e una tournée nazionale. 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DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:La Storia È Questa. Il Processo di Giovanna D'Arco
DESCRIPTION:LA STORIA È QUESTA. IL PROCESSO DI GIOVANNA D’ARCO\n\n\n\n\n\ndi Teresa Cremisi e Chiara Valerio\, regia Liv Ferracchiati \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTre voci autorevoli e originali del panorama culturale contemporaneo si incontrano in un progetto teatrale inedito: Teresa Cremisi e Chiara Valerio firmano la scrittura di uno spettacolo che porta la firma registica di Liv Ferracchiati. Giovanna sulla scena è sola nel momento dell’accusa e in quello successivo della condanna\, vicino a lei un Anonimo Cronista che racconta la sua vicenda. Quasi un’ombra che incarna la voce del popolo\, lo stesso popolo che l’ha innalzata e ora l’abbandona\, implacabile nel giudicarne la disfatta\, Il carisma e il comando di Giovanna sono caduchi perché la logica del potere è semplice\, stare lontano da ogni forma di sconfitta. Tutto intorno\, in una zona liminare\, fra luce e ombra\, dentro e fuori dalla sua testa\, stanno le voci imperiose\, ironiche e ambigue dei santi che l’hanno accompagnata fin dall’infanzia. Di voce c’è anche quella più incalzante\, maschile e materica del Giudice. Un uomo senza volto\, ineluttabile come sempre è il potere\, il cui corpo esiste solo nella violenza della condanna.\nIl Giudice rappresenta il potere politico travestito da potere religioso\, forse\,  ancora prima\, e più o meno consciamente\, agisce per far valere il proprio ordine contro l’ordine di altri\, amici o nemici\, cioè il disordine. Un disordine che Giovanna incarna in quanto donna che arriva a guidare le armate del Delfino di Francia\, lei che sa appena scrivere il suo nome ma ha dalla sua la certezza di essere nel giusto\, e le poche parole imparate dalle preghiere con le quali si difende davanti al tribunale. In un primo momento\, il carisma di Giovanna fa sì che lei sia creduta\, amata e seguita\, che il potere le conceda di essere una ragazza in armi\, che il suo corpo sia portato in trionfo. In un secondo momento\, quando giunge la sconfitta\, il corpo di Giovanna può essere solo annientato. E quelle stesse armi\, quegli stessi abiti\, da gloria mutano in accusa.\nIl rovesciamento\, come spiega molto meglio Bachtin\, è necessario per liberare la comunità dalla paura\, ma è un processo temporaneo\, limitato e deve essere necessariamente  riassorbito dal potere per ristabilirsi e rafforzarsi.
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SUMMARY:Alla scoperta di Morricone
DESCRIPTION:Alla scoperta di Morricone\n31 ottobre\n\n\n\n\nEnsemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nIl tributo unico alle musiche del grande compositore italiano si arricchisce di nuove pagine\, in gran parte\, meno conosciute ma di grande bellezza nello sconfinato repertorio del M° Morricone per dar vita al nuovo spettacolo “Alla scoperta di Morricone”\, con l’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno\, il 31 ottobre 2025 al Teatro Bellini di Napoli\, organizzato da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Non solo un concerto\, ma un percorso di parole\, suggestioni e performance solistiche che guidano lo spettatore attraverso i decenni che hanno reso grande il cinema e la musica italiana e internazionale  Il viaggio incredibile iniziato tra le melodie che sono rimaste nella memoria collettiva di generazioni con la potenza evocativa di Mission\, La Leggenda del Pianista sull’Oceano\, C’era una volta il West\, Nuovo Cinema Paradiso\, The Hateful Eight\, C’era una volta in America\, Per qualche dollaro in più\, Malena e che ha caratterizzato l’attività dell’Ensemble Symphony Orchestra nelle scorse stagioni\, prosegue affrontando altre opere come Gli Intoccabili\, La Califfa\, Canone inverso\, con uno spazio importante per le grandi canzoni scritte per artiste come Dulce Pontes\, Joan Baez e Mina in una nuova versione sinfonica. 500 colonne sonore\, 70 milioni di dischi venduti nel mondo\, sei nominations e due Oscar vinti\, tre Grammy\, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro fanno di Ennio Morricone un gigante della musica di tutti i tempi. Da qui l’idea dell’Ensemble Symphony Orchestra\, fiore all’occhiello del nostro Paese\, di porre omaggio al Maestro. L’Ensemble si avvicina alla musica di Morricone dopo collaborazioni nazionali ed internazionali importanti: Mario Biondi\, Max Gazzè\, Franco Battiato\, Giovanni Allevi\, Renato Zero\, Francesco Renga\, Pooh\, Baustelle\, PFM\, Andrea Bocelli\, Sting\, Kylie Minogue\, Robbie Williams\, Nile Rodgers\, Sam Smith\, Luis Bacalov. Con oltre seicento concerti tra Italia\, Svizzera\, Germania\, Spagna\, Olanda\, Francia\, Austria\, Regno Unito e Belgio\, l’orchestra presenta una grande versatilità e attenzione per ogni tipo di musica\, con un repertorio che spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale\, da “Frozen” ad “Harry Potter”. In questo omaggio sul palco si alterneranno solisti\, prime parti di importanti teatri e istituzioni sinfoniche italiane\, come il violoncello del Maestro Ferdinando Vietti e la tromba del Maestro Stefano Benedetti. Ospiti speciali il soprano Anna Delfino\, beniamina del pubblico europeo dell’opera\, che farà rivivere l’emozione del Deborah’s Theme da “C’era una volta in America” e il violinista del Circle du Soleil Attila Simon\, che eseguirà il solo di Love Affair Ad accompagnare il pubblico dando voce ai personaggi e alle ambientazioni la bravura dell’attore Andrea Bartolomeo attore\, regista e docente di Teatro. Dal ’98\, col Teatro Nucleo\, è presente nei più importanti Festival internazionali di Teatro in spazi aperti e nelle piazze d’Europa\, del Sud America e dell’Asia. Dal 2014 lavora col regista Alessandro Serra con quale mette in scena il pluripremiato Macbettu\, in tournée in tre continenti dal 2016\, e lo spettacolo “Il giardino dei ciliegi”\, in tournée internazionale dal 2019. È direttore artistico di due festival (Giovenco Teatro Festival e Gioiosa Percussioni Festival) e del Centro di Ricerca per le Arti della Scena\, immerso nella natura del Parco Nazionale d’Abruzzo\, Lazio e Molise. \n\nCrediti: \nENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA\npresenta\nALLA SCOPERTA DI MORRICONE\n\nIl nuovo spettacolo di ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA diretta da GIACOMO LOPRIENO \n31 ottobre 2025 ore 21.00
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LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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SUMMARY:La Storia È Questa. Il Processo di Giovanna D'Arco
DESCRIPTION:LA STORIA È QUESTA. IL PROCESSO DI GIOVANNA D’ARCO\n\n\n\n\n\ndi Teresa Cremisi e Chiara Valerio\, regia Liv Ferracchiati \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTre voci autorevoli e originali del panorama culturale contemporaneo si incontrano in un progetto teatrale inedito: Teresa Cremisi e Chiara Valerio firmano la scrittura di uno spettacolo che porta la firma registica di Liv Ferracchiati. Giovanna sulla scena è sola nel momento dell’accusa e in quello successivo della condanna\, vicino a lei un Anonimo Cronista che racconta la sua vicenda. Quasi un’ombra che incarna la voce del popolo\, lo stesso popolo che l’ha innalzata e ora l’abbandona\, implacabile nel giudicarne la disfatta\, Il carisma e il comando di Giovanna sono caduchi perché la logica del potere è semplice\, stare lontano da ogni forma di sconfitta. Tutto intorno\, in una zona liminare\, fra luce e ombra\, dentro e fuori dalla sua testa\, stanno le voci imperiose\, ironiche e ambigue dei santi che l’hanno accompagnata fin dall’infanzia. Di voce c’è anche quella più incalzante\, maschile e materica del Giudice. Un uomo senza volto\, ineluttabile come sempre è il potere\, il cui corpo esiste solo nella violenza della condanna.\nIl Giudice rappresenta il potere politico travestito da potere religioso\, forse\,  ancora prima\, e più o meno consciamente\, agisce per far valere il proprio ordine contro l’ordine di altri\, amici o nemici\, cioè il disordine. Un disordine che Giovanna incarna in quanto donna che arriva a guidare le armate del Delfino di Francia\, lei che sa appena scrivere il suo nome ma ha dalla sua la certezza di essere nel giusto\, e le poche parole imparate dalle preghiere con le quali si difende davanti al tribunale. In un primo momento\, il carisma di Giovanna fa sì che lei sia creduta\, amata e seguita\, che il potere le conceda di essere una ragazza in armi\, che il suo corpo sia portato in trionfo. In un secondo momento\, quando giunge la sconfitta\, il corpo di Giovanna può essere solo annientato. E quelle stesse armi\, quegli stessi abiti\, da gloria mutano in accusa.\nIl rovesciamento\, come spiega molto meglio Bachtin\, è necessario per liberare la comunità dalla paura\, ma è un processo temporaneo\, limitato e deve essere necessariamente  riassorbito dal potere per ristabilirsi e rafforzarsi.
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SUMMARY:Vincenzo Salemme
DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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SUMMARY:NCDC – Neapolitan Contemporary Dance Company
DESCRIPTION:NCDC – Neapolitan Contemporary Dance Company\nTeatro Sannazaro – 3 Novembre 2025 \nTRES\nTre storie. Tre emozioni. Una sola danza. \n“Tres” è un affascinante viaggio attraverso tre differenti universi coreografici\, uniti dalla danza ma distinti per stile\, linguaggio e narrazione. Prodotto dall’Associazione Culturale Anna Sorrentino – Studio Danza e portato in scena dalla Compagnia NCDC – Neapolitan Contemporary Dance Company\, lo spettacolo prende il suo nome da “tre”\, a simboleggiare le tre performance che lo compongono. \nCiascuna coreografia è un mondo a sé: un frammento di realtà\, un’emozione che prende forma\, una riflessione sul corpo e sull’animo umano. Pur nella loro diversità\, queste tre sezioni dialogano tra loro in modo armonico\, componendo un unico racconto potente e viscerale\, capace di coinvolgere lo spettatore a livello profondo e sensoriale. \nDalla pura astrazione del movimento alla riflessione più intima e personale\, fino a una dinamica interazione fisica ed emotiva tra i danzatori\, “Tres” esplora i confini del linguaggio non verbale\, indagando i rapporti tra corpo\, spazio e tempo. \nLe musiche originali\, le luci studiate per valorizzare ogni atmosfera e l’intensa interpretazione dei danzatori rendono ogni sezione dello spettacolo un’esperienza immersiva. Ogni gesto\, ogni passo\, ogni silenzio è portatore di senso\, capace di evocare memorie\, suggestioni e interrogativi. \n“Tres” non è solo una performance: è un’esperienza artistica totale\, che utilizza la danza contemporanea come linguaggio universale\, in grado di superare le barriere culturali e comunicare direttamente con l’anima dello spettatore. \nUn invito ad abbandonarsi al movimento\, a sentire\, a riflettere.Una celebrazione dell’umanità\, della sua fragilità e della sua forza
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