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SUMMARY:Dignità Autonome di Prostituzione
DESCRIPTION:Dal 26 dicembre Al 11 gennaio 2026\n\n\n\n\nDignità Autonome di Prostituzione\n\n\n\n\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\n\n\n\nA grande richiesta torna a Napoli Dignità Autonome di Prostituzione\, lo spettacolo che ha decisamente scardinato le convenzioni classiche del Teatro\, con la sua natura di ‘esperienza’ teatrale\, e non solo. DAdP ha una formula consolidata\, sulla quale il regista costruisce per ogni nuova edizione uno spettacolo che si rinnova ogni sera. Gli attori\, rigorosamente in vestaglia o giacca da camera\, come prostitute\, adescano e si lasciano abbordare dagli spettatori/clienti che\, muniti di “dollarini”\, dovranno contrattare il prezzo delle singole prestazioni\, le cosiddette “pillole di piacere”\, monologhi classici e contemporanei scritti perlopiù dall’autore stesso. Un’esperienza inusuale che vuole emozionare e far riflettere divertendo. Come dice lo stesso ideatore\, autore e regista Luciano Melchionna: «DAdP è uno stupore nuovamente sollecitato\, un teatro che non è auto-celebrativo\, ermetico o fine a se stesso\, ma prima di tutto magia e sogno». Un sogno che prende vita negli spazi più imprevedibili\, durante una serata che catapulta lo spettatore in una dimensione surreale e lo accompagna in un percorso itinerante all’interno della “casa chiusa dell’arte” più famosa d’Italia. I teatri più importanti delle maggiori città italiane hanno scelto di trasformarsi nel bordello più famoso d’Italia\, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti.\n\nCrediti:DIGNITÀ AUTONOME DI PROSTITUZIONE\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\ndal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna \nregia Luciano Melchionna \nproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Ente Teatro Cronaca
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SUMMARY:Alessandro Siani
DESCRIPTION:BEST LIVE \npresenta \nALESSANDRO SIANI \nin \n“FAKE NEWS” \nscritto diretto e interpretato da \nALESSANDRO SIANI \n Note di Regia: \nDopo il successo dell’ultimo spettacolo ” FIESTA” che ha celebrato i 20 anni dello show cult degli anni 2000 ricordando e ripercorrendo gli anni\, i tormentoni e le battute entrate nell’immaginario di una generazione\, \nora sentivo la necessità di ritornare con uno spettacolo nuovo\, che partisse dalla mia performance televisiva proposta in esclusiva per Amazon Prime “off line”\, ma che mantenesse i ritmi incalzanti che contraddistinguono il mio storico” FIESTA”. \nDa questa combinazione nasce “FAKE NEWS”. \nUn titolo che suggerisce platealmente lo stress a cui siamo sottoposti nell’identificare la quantità di notizie false che ogni giorno dobbiamo riscontrare aprendo i social\, ascoltando i TG o\, semplicemente\, confrontandoci con la gente. \nLe bugie\, l’alterazione della verità e le falsità si sono inserite e permeate nel nostro tessuto sociale\, modificando i nostri comportamenti e facendoci reagire spesso in maniera spropositata a notizie prive di alcun fondamento. \nLe Fake News si mescolano poi alle nostre menzogne giornaliere a cui ci aggrappiamo per cercare sempre delle soluzioni o per non affrontare la realtà. \nMa ben vengano i portatori sani di fandonie a dispetto dei malefici cecchini della truffa seriale nei confronti della povera gente. \nOramai non si capisce più se la dichiarazione di un attore\, un informatico\, un imprenditore ecc… sia vera o un Fake. \nL’unica certezza è quella dei politici… non abbiamo dubbi\, le loro esternazioni non sono taroccate … sono sempre false!!!! \nMa Fake news\, è anche l’immensità di bugie che diciamo spesso ai nostri amori\,  colleghi\, parenti  e amici… \nper difenderci o per sentirci per un giorno quello che non siamo. \nIl mondo è alla continua ricerca dell’intelligenza artificiale\, ma il primo compito sarà conoscere la verità\, e per farlo ci vorrà intelligenza ma anche un gran cuore e questo non potrà mai essere duplicato. \nGli argomenti toccati in questo nuovo show saranno numerosi\, dalle offerte low cost per le vacanze\, le truffe online\, le bugie di coppia\, l’intelligenza artificiale…ed altro! \nTutto in monologo\, nel luogo in cui la finzione è realtà pura. Il teatro! \nAlessandro Siani
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SUMMARY:Napoli Nobilissima
DESCRIPTION:NAPOLI NOBILISSIMA\n\n\n\n\n\ndue atti unici di Raffaele Viviani\, regia Geppy Gleijeses \n\n\n\n\nRaffaele Viviani è\, insieme a Eduardo De Filippo\, il più grande autore teatrale napoletano. Nella sua opera ha indagato\, tranne che nell’ultimo periodo della carriera\, la strada e i suoi eroi: miserabili\, povera gente\, rifiuti della società. Così come Eduardo – Maestro di Geppy Gleijeses – seppe penetrare nei gangli più reconditi dell’animo umano\, anche Viviani mostrò una straordinaria profondità nella rappresentazione del reale. \nEppure\, della sua opera non è stata ancora pienamente riconosciuta la grandezza universale. Vicino a Bertolt Brecht per tematiche e acutezza di analisi umana – sebbene culturalmente molto distante\, non avendolo mai conosciuto né preso a riferimento – Viviani dimostra un’affinità sorprendente con quella stessa temperie musicale\, pur non sapendo scrivere musica e limitandosi a fischiettarla a un maestro. Ignaro delle sonorità di Kurt Weill o Hanns Eisler\, Viviani riesce comunque a sfiorare le stesse corde\, come se fosse stato lui a comporre per Brecht\, o loro per lui. \nNel 2000\, Geppy Gleijeses ha già diretto e interpretato Don Giacinto per il Festival di Benevento\, tanto che Franco Quadri scrisse una recensione dal titolo “VIVIANI-GLEIJESES-MIRACOLO”: un’opera agrodolce\, la storia di un vecchietto dignitoso e\, a suo modo\, nobilissimo\, bersagliato da un’umanità dolente e variopinta. \nLa musica dei ciechi è\, a suo avviso\, insieme a Sik Sik\, l’artefice magico\, il più bel atto unico mai scritto da autore napoletano. Un testo che può essere paragonato – e addirittura considerato superiore – a I ciechi di Maeterlinck. Racconta la vicenda di un’orchestrina ambulante di ciechi\, guidati da un guercio. Il contrabbassista è Ferdinando\, sposato con Nannina\, che un giorno lo salvò dall’investimento di un tram. Un pietoso ostricaro veglia sul destino dei poveri musicanti… IMMENSO. \nGeppy Gleijeses affronta questa nuova\, meravigliosa avventura teatrale con al fianco Lorenzo Gleijeses\, suo figlio\, e Chiara Baffi\, una delle attrici più talentuose della sua generazione. Con loro anche Peppe Lanzetta\, artista poliedrico e straordinario\, protagonista del film Parthenope di Paolo Sorrentino\, dove ha recitato anche Lorenzo. \nIn scena saranno presenti altri undici attori\, alcuni freschi diplomati del Teatro Nazionale di Napoli\, eccellenza assoluta e virtuosa del teatro italiano\, con cui Gleijeses si onora di collaborare. Le scene di Roberto Crea\, i costumi di Chiara Donato\, le luci di Luigi Ascione – collaboratori abituali – contribuiranno a immergere lo spettatore nel mondo vivianeo. E naturalmente\, le musiche di Raffaele Viviani accompagneranno questo viaggio nel mito del grande autore.
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SUMMARY:Non Posso Narrare La Mia Vita
DESCRIPTION:NON POSSO NARRARE LA MIA VITA\n\n\n\n\n\ndrammaturgia e regia Roberto Andò \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nA quasi due anni dalla scomparsa di Enzo Moscato\, Roberto Andò gli rende omaggio con un lavoro che intreccia alcuni dei suoi testi più rappresentativi con Gli anni piccoli\, “un tentativo volutamente frammentario\, sinuoso ed elusivo\, d’autobiografia adolescenziale e allo stesso tempo esercizio critico\, d’astrazione e di meditazione\, strenuo e appassionato sulla scrittura”. Filosofo\, poeta\, drammaturgo\, regista\, attore\, Enzo Moscato\, insieme ad Annibale Ruccello e Manlio Santanelli\, è stato esponente di spicco di quella che negli anni Ottanta è stata definita la nuova drammaturgia napoletana. In più di quarant’anni d’attività\, nei suoi lavori ha combinato la tradizione drammaturgica napoletana con il pensiero di autori e teorici del Novecento\, come Artaud\, Genet\, Lacan\, Pasolini. La sua inconfondibile scrittura – spesso un musicale e disinvolto miscuglio di dialetto napoletano\, italiano\, francese\, spagnolo\, inglese\, tedesco\, greco\, latino – è stata capace di farsi materia e scena\, di scavare profondamente nelle viscere e nell’animo umano\, di farsi espressione della fragilità concreta e metaforica del corpo di Napoli. \n«Non posso narrare la mia vita»\, afferma Enzo Moscato in quel frammento autobiografico che è Gli anni piccoli\, un’opera rivolta a rintracciare le tracce dell’insorgere della sua vocazione teatrale nell’infanzia e adolescenza trascorse nei Quartieri Spagnoli. Si tratta di agglutinazioni visionarie\, sprazzi di vita rivissuti con l’occhio e l’orecchio dello sciamano: buchi\, faglie\, crepe di una memoria a brandelli e solo successivamente ricucita. Un diario d’autore che disprezzava le imposizioni della realtà\, preferendo a quest’ultima la vita fantasticata\, la musica della reverie. Da questo piccolo libro Roberto Andò è partito per immaginare uno spettacolo intorno al mondo di Enzo Moscato\, scivolando delicatamente nella penombra della mente di un poeta che sta a Napoli come Kavafis sta ad Alessandria. Come scrisse Anna Maria Ortese a proposito di Elsa Morante\, anche Enzo Moscato ha fatto un giuramento all’Invisibile. E questo\, più che un semplice spettacolo\, rischia di diventare un appuntamento postumo con la sua voce indimenticabile.
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DESCRIPTION:“Lo Schiaccianoci” – for families\nCoreografia | Simone Valastro\nScene | Nicola Rubertelli\nCostumi | Giusi Giustino\nLuci | Valerio Tiberi \nBalletto del Teatro di San Carlo e con la partecipazione della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo\nDirettore del Balletto ed ella Scuola di Ballo | Clotilde Vayer \nAllestimento del Teatro di San Carlo \nTeatro di San Carlo | FAMILIES\nmartedì 23 dicembre 2025 ore 12:00 – FAMILIES – X\nmartedì 30 dicembre 2025\, ore 12:00 – FAMILIES – X\nvenerdì 2 gennaio 2026\, ore 12:00 – FAMILIES – X\nsabato 3 gennaio 2026\, ore 12:00 – FAMILIES – X \nDurata: 1 ora circa\, senza intervallo \nVersione ridotta del balletto “Lo Schiaccianoci” con esecuzione su musica registrata
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DESCRIPTION:Lo schiaccianoci\nBalletto in due atti e tre scene\nMusica di Piotr I. Tchaikovsky\nsu uno scenario di Marius Petipa dalla versione di Alexandre Dumas padre del racconto di  E. T. A. Hoffmann\,  Nußknacker und Maüsekönig (Schiaccianoci e il Re dei Topi)\n \nDirettore | Jonathan Darlington (21\, 23\, 27\, 28\, 30) / Maurizio Agostini (2\, 3\, 4)\nCoreografia | Simone Valastro\nScene | Nicola Rubertelli\nCostumi | Giusi Giustino\nLuci | Valerio Tiberi\nVideo | Alessandro Papa \nOrchestra\, Étoiles\, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo\ncon la partecipazione della Scuola di Ballo e del Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo\nDirettore del Balletto e della Scuola di Ballo | Clotilde Vayer\nMaestro del Coro di Voci Bianche | Stefania Rinaldi \nAllestimento del Teatro di San Carlo  \nTeatro di San Carlo | CREMISI\nsabato 20 dicembre 2025\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – IV\ndomenica 21 dicembre 2025\, ore 17:00 – F.A. – CREMISI – IV\nmartedì 23 dicembre 2025\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – V\nsabato 27 dicembre 2025\, ore 20:00 –  F.A. – CREMISI – IV\ndomenica 28 dicembre 2025\, ore 17:00 – F.A. – CREMISI – IV\nmartedì 30 dicembre 2025\, ore 19:00 – F.A. – CREMISI – V\nvenerdì 2 gennaio 2026\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – V\nsabato 3 gennaio 2026\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – IV\ndomenica 4 gennaio 2026\, ore 17:00 – F.A. – CREMISI – IV \nDurata: 2 ore circa\, con intervallo
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DESCRIPTION:Dal 26 dicembre Al 11 gennaio 2026\n\n\n\n\nDignità Autonome di Prostituzione\n\n\n\n\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\n\n\n\nA grande richiesta torna a Napoli Dignità Autonome di Prostituzione\, lo spettacolo che ha decisamente scardinato le convenzioni classiche del Teatro\, con la sua natura di ‘esperienza’ teatrale\, e non solo. DAdP ha una formula consolidata\, sulla quale il regista costruisce per ogni nuova edizione uno spettacolo che si rinnova ogni sera. Gli attori\, rigorosamente in vestaglia o giacca da camera\, come prostitute\, adescano e si lasciano abbordare dagli spettatori/clienti che\, muniti di “dollarini”\, dovranno contrattare il prezzo delle singole prestazioni\, le cosiddette “pillole di piacere”\, monologhi classici e contemporanei scritti perlopiù dall’autore stesso. Un’esperienza inusuale che vuole emozionare e far riflettere divertendo. Come dice lo stesso ideatore\, autore e regista Luciano Melchionna: «DAdP è uno stupore nuovamente sollecitato\, un teatro che non è auto-celebrativo\, ermetico o fine a se stesso\, ma prima di tutto magia e sogno». Un sogno che prende vita negli spazi più imprevedibili\, durante una serata che catapulta lo spettatore in una dimensione surreale e lo accompagna in un percorso itinerante all’interno della “casa chiusa dell’arte” più famosa d’Italia. I teatri più importanti delle maggiori città italiane hanno scelto di trasformarsi nel bordello più famoso d’Italia\, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti.\n\nCrediti:DIGNITÀ AUTONOME DI PROSTITUZIONE\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\ndal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna \nregia Luciano Melchionna \nproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Ente Teatro Cronaca
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SUMMARY:Alessandro Siani
DESCRIPTION:BEST LIVE \npresenta \nALESSANDRO SIANI \nin \n“FAKE NEWS” \nscritto diretto e interpretato da \nALESSANDRO SIANI \n Note di Regia: \nDopo il successo dell’ultimo spettacolo ” FIESTA” che ha celebrato i 20 anni dello show cult degli anni 2000 ricordando e ripercorrendo gli anni\, i tormentoni e le battute entrate nell’immaginario di una generazione\, \nora sentivo la necessità di ritornare con uno spettacolo nuovo\, che partisse dalla mia performance televisiva proposta in esclusiva per Amazon Prime “off line”\, ma che mantenesse i ritmi incalzanti che contraddistinguono il mio storico” FIESTA”. \nDa questa combinazione nasce “FAKE NEWS”. \nUn titolo che suggerisce platealmente lo stress a cui siamo sottoposti nell’identificare la quantità di notizie false che ogni giorno dobbiamo riscontrare aprendo i social\, ascoltando i TG o\, semplicemente\, confrontandoci con la gente. \nLe bugie\, l’alterazione della verità e le falsità si sono inserite e permeate nel nostro tessuto sociale\, modificando i nostri comportamenti e facendoci reagire spesso in maniera spropositata a notizie prive di alcun fondamento. \nLe Fake News si mescolano poi alle nostre menzogne giornaliere a cui ci aggrappiamo per cercare sempre delle soluzioni o per non affrontare la realtà. \nMa ben vengano i portatori sani di fandonie a dispetto dei malefici cecchini della truffa seriale nei confronti della povera gente. \nOramai non si capisce più se la dichiarazione di un attore\, un informatico\, un imprenditore ecc… sia vera o un Fake. \nL’unica certezza è quella dei politici… non abbiamo dubbi\, le loro esternazioni non sono taroccate … sono sempre false!!!! \nMa Fake news\, è anche l’immensità di bugie che diciamo spesso ai nostri amori\,  colleghi\, parenti  e amici… \nper difenderci o per sentirci per un giorno quello che non siamo. \nIl mondo è alla continua ricerca dell’intelligenza artificiale\, ma il primo compito sarà conoscere la verità\, e per farlo ci vorrà intelligenza ma anche un gran cuore e questo non potrà mai essere duplicato. \nGli argomenti toccati in questo nuovo show saranno numerosi\, dalle offerte low cost per le vacanze\, le truffe online\, le bugie di coppia\, l’intelligenza artificiale…ed altro! \nTutto in monologo\, nel luogo in cui la finzione è realtà pura. Il teatro! \nAlessandro Siani
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SUMMARY:Lo schiaccianoci
DESCRIPTION:Lo schiaccianoci\nBalletto in due atti e tre scene\nMusica di Piotr I. Tchaikovsky\nsu uno scenario di Marius Petipa dalla versione di Alexandre Dumas padre del racconto di  E. T. A. Hoffmann\,  Nußknacker und Maüsekönig (Schiaccianoci e il Re dei Topi)\n \nDirettore | Jonathan Darlington (21\, 23\, 27\, 28\, 30) / Maurizio Agostini (2\, 3\, 4)\nCoreografia | Simone Valastro\nScene | Nicola Rubertelli\nCostumi | Giusi Giustino\nLuci | Valerio Tiberi\nVideo | Alessandro Papa \nOrchestra\, Étoiles\, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo\ncon la partecipazione della Scuola di Ballo e del Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo\nDirettore del Balletto e della Scuola di Ballo | Clotilde Vayer\nMaestro del Coro di Voci Bianche | Stefania Rinaldi \nAllestimento del Teatro di San Carlo  \nTeatro di San Carlo | CREMISI\nsabato 20 dicembre 2025\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – IV\ndomenica 21 dicembre 2025\, ore 17:00 – F.A. – CREMISI – IV\nmartedì 23 dicembre 2025\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – V\nsabato 27 dicembre 2025\, ore 20:00 –  F.A. – CREMISI – IV\ndomenica 28 dicembre 2025\, ore 17:00 – F.A. – CREMISI – IV\nmartedì 30 dicembre 2025\, ore 19:00 – F.A. – CREMISI – V\nvenerdì 2 gennaio 2026\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – V\nsabato 3 gennaio 2026\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – IV\ndomenica 4 gennaio 2026\, ore 17:00 – F.A. – CREMISI – IV \nDurata: 2 ore circa\, con intervallo
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SUMMARY:Napoli Nobilissima
DESCRIPTION:NAPOLI NOBILISSIMA\n\n\n\n\n\ndue atti unici di Raffaele Viviani\, regia Geppy Gleijeses \n\n\n\n\nRaffaele Viviani è\, insieme a Eduardo De Filippo\, il più grande autore teatrale napoletano. Nella sua opera ha indagato\, tranne che nell’ultimo periodo della carriera\, la strada e i suoi eroi: miserabili\, povera gente\, rifiuti della società. Così come Eduardo – Maestro di Geppy Gleijeses – seppe penetrare nei gangli più reconditi dell’animo umano\, anche Viviani mostrò una straordinaria profondità nella rappresentazione del reale. \nEppure\, della sua opera non è stata ancora pienamente riconosciuta la grandezza universale. Vicino a Bertolt Brecht per tematiche e acutezza di analisi umana – sebbene culturalmente molto distante\, non avendolo mai conosciuto né preso a riferimento – Viviani dimostra un’affinità sorprendente con quella stessa temperie musicale\, pur non sapendo scrivere musica e limitandosi a fischiettarla a un maestro. Ignaro delle sonorità di Kurt Weill o Hanns Eisler\, Viviani riesce comunque a sfiorare le stesse corde\, come se fosse stato lui a comporre per Brecht\, o loro per lui. \nNel 2000\, Geppy Gleijeses ha già diretto e interpretato Don Giacinto per il Festival di Benevento\, tanto che Franco Quadri scrisse una recensione dal titolo “VIVIANI-GLEIJESES-MIRACOLO”: un’opera agrodolce\, la storia di un vecchietto dignitoso e\, a suo modo\, nobilissimo\, bersagliato da un’umanità dolente e variopinta. \nLa musica dei ciechi è\, a suo avviso\, insieme a Sik Sik\, l’artefice magico\, il più bel atto unico mai scritto da autore napoletano. Un testo che può essere paragonato – e addirittura considerato superiore – a I ciechi di Maeterlinck. Racconta la vicenda di un’orchestrina ambulante di ciechi\, guidati da un guercio. Il contrabbassista è Ferdinando\, sposato con Nannina\, che un giorno lo salvò dall’investimento di un tram. Un pietoso ostricaro veglia sul destino dei poveri musicanti… IMMENSO. \nGeppy Gleijeses affronta questa nuova\, meravigliosa avventura teatrale con al fianco Lorenzo Gleijeses\, suo figlio\, e Chiara Baffi\, una delle attrici più talentuose della sua generazione. Con loro anche Peppe Lanzetta\, artista poliedrico e straordinario\, protagonista del film Parthenope di Paolo Sorrentino\, dove ha recitato anche Lorenzo. \nIn scena saranno presenti altri undici attori\, alcuni freschi diplomati del Teatro Nazionale di Napoli\, eccellenza assoluta e virtuosa del teatro italiano\, con cui Gleijeses si onora di collaborare. Le scene di Roberto Crea\, i costumi di Chiara Donato\, le luci di Luigi Ascione – collaboratori abituali – contribuiranno a immergere lo spettatore nel mondo vivianeo. E naturalmente\, le musiche di Raffaele Viviani accompagneranno questo viaggio nel mito del grande autore.
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SUMMARY:Non Posso Narrare La Mia Vita
DESCRIPTION:NON POSSO NARRARE LA MIA VITA\n\n\n\n\n\ndrammaturgia e regia Roberto Andò \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nA quasi due anni dalla scomparsa di Enzo Moscato\, Roberto Andò gli rende omaggio con un lavoro che intreccia alcuni dei suoi testi più rappresentativi con Gli anni piccoli\, “un tentativo volutamente frammentario\, sinuoso ed elusivo\, d’autobiografia adolescenziale e allo stesso tempo esercizio critico\, d’astrazione e di meditazione\, strenuo e appassionato sulla scrittura”. Filosofo\, poeta\, drammaturgo\, regista\, attore\, Enzo Moscato\, insieme ad Annibale Ruccello e Manlio Santanelli\, è stato esponente di spicco di quella che negli anni Ottanta è stata definita la nuova drammaturgia napoletana. In più di quarant’anni d’attività\, nei suoi lavori ha combinato la tradizione drammaturgica napoletana con il pensiero di autori e teorici del Novecento\, come Artaud\, Genet\, Lacan\, Pasolini. La sua inconfondibile scrittura – spesso un musicale e disinvolto miscuglio di dialetto napoletano\, italiano\, francese\, spagnolo\, inglese\, tedesco\, greco\, latino – è stata capace di farsi materia e scena\, di scavare profondamente nelle viscere e nell’animo umano\, di farsi espressione della fragilità concreta e metaforica del corpo di Napoli. \n«Non posso narrare la mia vita»\, afferma Enzo Moscato in quel frammento autobiografico che è Gli anni piccoli\, un’opera rivolta a rintracciare le tracce dell’insorgere della sua vocazione teatrale nell’infanzia e adolescenza trascorse nei Quartieri Spagnoli. Si tratta di agglutinazioni visionarie\, sprazzi di vita rivissuti con l’occhio e l’orecchio dello sciamano: buchi\, faglie\, crepe di una memoria a brandelli e solo successivamente ricucita. Un diario d’autore che disprezzava le imposizioni della realtà\, preferendo a quest’ultima la vita fantasticata\, la musica della reverie. Da questo piccolo libro Roberto Andò è partito per immaginare uno spettacolo intorno al mondo di Enzo Moscato\, scivolando delicatamente nella penombra della mente di un poeta che sta a Napoli come Kavafis sta ad Alessandria. Come scrisse Anna Maria Ortese a proposito di Elsa Morante\, anche Enzo Moscato ha fatto un giuramento all’Invisibile. E questo\, più che un semplice spettacolo\, rischia di diventare un appuntamento postumo con la sua voce indimenticabile.
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DESCRIPTION:NON POSSO NARRARE LA MIA VITA\n\n\n\n\n\ndrammaturgia e regia Roberto Andò \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nA quasi due anni dalla scomparsa di Enzo Moscato\, Roberto Andò gli rende omaggio con un lavoro che intreccia alcuni dei suoi testi più rappresentativi con Gli anni piccoli\, “un tentativo volutamente frammentario\, sinuoso ed elusivo\, d’autobiografia adolescenziale e allo stesso tempo esercizio critico\, d’astrazione e di meditazione\, strenuo e appassionato sulla scrittura”. Filosofo\, poeta\, drammaturgo\, regista\, attore\, Enzo Moscato\, insieme ad Annibale Ruccello e Manlio Santanelli\, è stato esponente di spicco di quella che negli anni Ottanta è stata definita la nuova drammaturgia napoletana. In più di quarant’anni d’attività\, nei suoi lavori ha combinato la tradizione drammaturgica napoletana con il pensiero di autori e teorici del Novecento\, come Artaud\, Genet\, Lacan\, Pasolini. La sua inconfondibile scrittura – spesso un musicale e disinvolto miscuglio di dialetto napoletano\, italiano\, francese\, spagnolo\, inglese\, tedesco\, greco\, latino – è stata capace di farsi materia e scena\, di scavare profondamente nelle viscere e nell’animo umano\, di farsi espressione della fragilità concreta e metaforica del corpo di Napoli. \n«Non posso narrare la mia vita»\, afferma Enzo Moscato in quel frammento autobiografico che è Gli anni piccoli\, un’opera rivolta a rintracciare le tracce dell’insorgere della sua vocazione teatrale nell’infanzia e adolescenza trascorse nei Quartieri Spagnoli. Si tratta di agglutinazioni visionarie\, sprazzi di vita rivissuti con l’occhio e l’orecchio dello sciamano: buchi\, faglie\, crepe di una memoria a brandelli e solo successivamente ricucita. Un diario d’autore che disprezzava le imposizioni della realtà\, preferendo a quest’ultima la vita fantasticata\, la musica della reverie. Da questo piccolo libro Roberto Andò è partito per immaginare uno spettacolo intorno al mondo di Enzo Moscato\, scivolando delicatamente nella penombra della mente di un poeta che sta a Napoli come Kavafis sta ad Alessandria. Come scrisse Anna Maria Ortese a proposito di Elsa Morante\, anche Enzo Moscato ha fatto un giuramento all’Invisibile. E questo\, più che un semplice spettacolo\, rischia di diventare un appuntamento postumo con la sua voce indimenticabile.
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SUMMARY:Alessandro Siani
DESCRIPTION:BEST LIVE \npresenta \nALESSANDRO SIANI \nin \n“FAKE NEWS” \nscritto diretto e interpretato da \nALESSANDRO SIANI \n Note di Regia: \nDopo il successo dell’ultimo spettacolo ” FIESTA” che ha celebrato i 20 anni dello show cult degli anni 2000 ricordando e ripercorrendo gli anni\, i tormentoni e le battute entrate nell’immaginario di una generazione\, \nora sentivo la necessità di ritornare con uno spettacolo nuovo\, che partisse dalla mia performance televisiva proposta in esclusiva per Amazon Prime “off line”\, ma che mantenesse i ritmi incalzanti che contraddistinguono il mio storico” FIESTA”. \nDa questa combinazione nasce “FAKE NEWS”. \nUn titolo che suggerisce platealmente lo stress a cui siamo sottoposti nell’identificare la quantità di notizie false che ogni giorno dobbiamo riscontrare aprendo i social\, ascoltando i TG o\, semplicemente\, confrontandoci con la gente. \nLe bugie\, l’alterazione della verità e le falsità si sono inserite e permeate nel nostro tessuto sociale\, modificando i nostri comportamenti e facendoci reagire spesso in maniera spropositata a notizie prive di alcun fondamento. \nLe Fake News si mescolano poi alle nostre menzogne giornaliere a cui ci aggrappiamo per cercare sempre delle soluzioni o per non affrontare la realtà. \nMa ben vengano i portatori sani di fandonie a dispetto dei malefici cecchini della truffa seriale nei confronti della povera gente. \nOramai non si capisce più se la dichiarazione di un attore\, un informatico\, un imprenditore ecc… sia vera o un Fake. \nL’unica certezza è quella dei politici… non abbiamo dubbi\, le loro esternazioni non sono taroccate … sono sempre false!!!! \nMa Fake news\, è anche l’immensità di bugie che diciamo spesso ai nostri amori\,  colleghi\, parenti  e amici… \nper difenderci o per sentirci per un giorno quello che non siamo. \nIl mondo è alla continua ricerca dell’intelligenza artificiale\, ma il primo compito sarà conoscere la verità\, e per farlo ci vorrà intelligenza ma anche un gran cuore e questo non potrà mai essere duplicato. \nGli argomenti toccati in questo nuovo show saranno numerosi\, dalle offerte low cost per le vacanze\, le truffe online\, le bugie di coppia\, l’intelligenza artificiale…ed altro! \nTutto in monologo\, nel luogo in cui la finzione è realtà pura. Il teatro! \nAlessandro Siani
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SUMMARY:Dignità Autonome di Prostituzione
DESCRIPTION:Dal 26 dicembre Al 11 gennaio 2026\n\n\n\n\nDignità Autonome di Prostituzione\n\n\n\n\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\n\n\n\nA grande richiesta torna a Napoli Dignità Autonome di Prostituzione\, lo spettacolo che ha decisamente scardinato le convenzioni classiche del Teatro\, con la sua natura di ‘esperienza’ teatrale\, e non solo. DAdP ha una formula consolidata\, sulla quale il regista costruisce per ogni nuova edizione uno spettacolo che si rinnova ogni sera. Gli attori\, rigorosamente in vestaglia o giacca da camera\, come prostitute\, adescano e si lasciano abbordare dagli spettatori/clienti che\, muniti di “dollarini”\, dovranno contrattare il prezzo delle singole prestazioni\, le cosiddette “pillole di piacere”\, monologhi classici e contemporanei scritti perlopiù dall’autore stesso. Un’esperienza inusuale che vuole emozionare e far riflettere divertendo. Come dice lo stesso ideatore\, autore e regista Luciano Melchionna: «DAdP è uno stupore nuovamente sollecitato\, un teatro che non è auto-celebrativo\, ermetico o fine a se stesso\, ma prima di tutto magia e sogno». Un sogno che prende vita negli spazi più imprevedibili\, durante una serata che catapulta lo spettatore in una dimensione surreale e lo accompagna in un percorso itinerante all’interno della “casa chiusa dell’arte” più famosa d’Italia. I teatri più importanti delle maggiori città italiane hanno scelto di trasformarsi nel bordello più famoso d’Italia\, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti.\n\nCrediti:DIGNITÀ AUTONOME DI PROSTITUZIONE\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\ndal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna \nregia Luciano Melchionna \nproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Ente Teatro Cronaca
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LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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SUMMARY:Natale in Casa Cupiello
DESCRIPTION:NATALE IN CASA CUPIELLO – spettacolo per attore cum figuris\n\n\n\n\n\ndi Eduardo De Filippo\, regia Lello Serao \n\n\n\n\nDopo il successo dello scorso anno totna una messinscena non convenzionale che vede un unico attore interagire con sette pupazzi realizzati dallo scenografo Tiziano Fario autore dell’intera scenografia e animati da un gruppo di manovratori costituito ad hoc per il progetto e coordinato da Irene Vecchia attraverso un laboratorio di formazione aperto ai giovani del territorio. Lo spettacolo\, fedele al testo di Eduardo\, evoca le vicende della famiglia Cupiello\, aprendo uno squarcio dentro l’immaginario e la memoria di ogni spettatore. Un sogno che prende vita attraverso il teatro di figura nel quale l’attore Luca Saccoia s’immerge riemergendone come “Tommasino” che\, dopo aver detto il fatidico “sì” a suo padre\, rivive e fa rivivere quel “Natale” che ci accompagna da 90 anni. Eccolo\, allora\, farsi interprete a suo modo di una tradizione\, testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte. \nPer farlo e rendere ripetibile il rito\, si serve di pupazzi\, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi\, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano\, vi prende parte\, gli fornisce le battute\, riaccarezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del presepe. \n“Il presepe – così in una nota del regista – è l’orizzonte in cui si muove tutta l’opera\, sia in senso reale che metaforico. È l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in un’umanità rinnovata e senza conflitti\, ma anche la rappresentazione della nascita e della morte. È il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo\, la miscela tra passato e presente\, un’iconografia consolidata e\, al tempo stesso\, da destrutturare di continuo. Il presepe si rinnova ogni anno\, è ciclico come le stagioni\, può piacere o non piacere”.
URL:https://tecnofra.it/evento/natale-in-casa-cupiello/
LOCATION:Teatro San Ferdinando\, Piazza Eduardo De Filippo\, 20\, Napoli\, Na\, 80133\, Italy
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SUMMARY:Natale in Casa Cupiello
DESCRIPTION:NATALE IN CASA CUPIELLO – spettacolo per attore cum figuris\n\n\n\n\n\ndi Eduardo De Filippo\, regia Lello Serao \n\n\n\n\nDopo il successo dello scorso anno totna una messinscena non convenzionale che vede un unico attore interagire con sette pupazzi realizzati dallo scenografo Tiziano Fario autore dell’intera scenografia e animati da un gruppo di manovratori costituito ad hoc per il progetto e coordinato da Irene Vecchia attraverso un laboratorio di formazione aperto ai giovani del territorio. Lo spettacolo\, fedele al testo di Eduardo\, evoca le vicende della famiglia Cupiello\, aprendo uno squarcio dentro l’immaginario e la memoria di ogni spettatore. Un sogno che prende vita attraverso il teatro di figura nel quale l’attore Luca Saccoia s’immerge riemergendone come “Tommasino” che\, dopo aver detto il fatidico “sì” a suo padre\, rivive e fa rivivere quel “Natale” che ci accompagna da 90 anni. Eccolo\, allora\, farsi interprete a suo modo di una tradizione\, testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte. \nPer farlo e rendere ripetibile il rito\, si serve di pupazzi\, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi\, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano\, vi prende parte\, gli fornisce le battute\, riaccarezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del presepe. \n“Il presepe – così in una nota del regista – è l’orizzonte in cui si muove tutta l’opera\, sia in senso reale che metaforico. È l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in un’umanità rinnovata e senza conflitti\, ma anche la rappresentazione della nascita e della morte. È il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo\, la miscela tra passato e presente\, un’iconografia consolidata e\, al tempo stesso\, da destrutturare di continuo. Il presepe si rinnova ogni anno\, è ciclico come le stagioni\, può piacere o non piacere”.
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LOCATION:Teatro San Ferdinando\, Piazza Eduardo De Filippo\, 20\, Napoli\, Na\, 80133\, Italy
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SUMMARY:Dignità Autonome di Prostituzione
DESCRIPTION:Dal 26 dicembre Al 11 gennaio 2026\n\n\n\n\nDignità Autonome di Prostituzione\n\n\n\n\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\n\n\n\nA grande richiesta torna a Napoli Dignità Autonome di Prostituzione\, lo spettacolo che ha decisamente scardinato le convenzioni classiche del Teatro\, con la sua natura di ‘esperienza’ teatrale\, e non solo. DAdP ha una formula consolidata\, sulla quale il regista costruisce per ogni nuova edizione uno spettacolo che si rinnova ogni sera. Gli attori\, rigorosamente in vestaglia o giacca da camera\, come prostitute\, adescano e si lasciano abbordare dagli spettatori/clienti che\, muniti di “dollarini”\, dovranno contrattare il prezzo delle singole prestazioni\, le cosiddette “pillole di piacere”\, monologhi classici e contemporanei scritti perlopiù dall’autore stesso. Un’esperienza inusuale che vuole emozionare e far riflettere divertendo. Come dice lo stesso ideatore\, autore e regista Luciano Melchionna: «DAdP è uno stupore nuovamente sollecitato\, un teatro che non è auto-celebrativo\, ermetico o fine a se stesso\, ma prima di tutto magia e sogno». Un sogno che prende vita negli spazi più imprevedibili\, durante una serata che catapulta lo spettatore in una dimensione surreale e lo accompagna in un percorso itinerante all’interno della “casa chiusa dell’arte” più famosa d’Italia. I teatri più importanti delle maggiori città italiane hanno scelto di trasformarsi nel bordello più famoso d’Italia\, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti.\n\nCrediti:DIGNITÀ AUTONOME DI PROSTITUZIONE\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\ndal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna \nregia Luciano Melchionna \nproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Ente Teatro Cronaca
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SUMMARY:Migliore
DESCRIPTION:Dal 13 gennaio 2026 Al 18 gennaio 2026\n\n\n\n\nMigliore\n\n\n\n\nscritto e diretto da Mattia Torre\, con Valerio Mastandrea\n\nMigliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont\, un uomo normale che in seguito a un  incidente (di cui è causa\, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda  e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce  professionalmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una  storia sui nostri tempi\, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza\, il cinismo\,  il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati\, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare. Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont\, un uomo normale che in seguito a un  incidente (di cui è causa\, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda  e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce  professionalmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una  storia sui nostri tempi\, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza\, il cinismo\,  il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati\, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare.\n\n\n\nCrediti: \n\n\n\nMIGLIORE\nscritto e diretto da Mattia Torre\n\ncon Valerio Mastandrea  \nproduzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
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LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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