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SUMMARY:Scende Giù Per Toledo
DESCRIPTION:SCENDE GIU’ PER TOLEDO\n\n\n\n\n\ndi Giuseppe Patroni Griffi\, regia Arturo Cirillo \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDalle note di regia di Arturo Cirillo – “Scende giù per Toledo” è un romanzo breve\, lo lessi per la prima volta molti anni fa\, come un piccolo cult della letteratura napoletana\, e da allora è rimasto nella mia memoria.\nScende giù per Toledo è una travolgente invenzione letterarie\, scritta da Giuseppe Patroni Griffi nel 1975\, la storia di un travestito napoletano\, emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suoi mutanti abitanti. “Scende giù per Toledo e va di fretta Rosalinda Sprint\, è in ritardo col sarto e deve andare da Marlene Dietrich. Fra mezz’ora e quella non aspetta. Colpa della Camomilla Schulz….” Così inizia la storia di Rosalinda Sprint\, emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suo mutanti abitanti. In una scrittura che Natalia Ginzburg ha definito dello stile della “natura dell’acqua\, uno stile nuotato che consente di spendersi nei confronti di un personaggio\, ora con ironia e ora con pietà\, spostandosi a nuoto e leggermente tra l’uno e l’altro”. Tra straniamento ed immedesimazione si disegna la figura di Rosalinda Sprint\, ” una figura maldestramente ritagliata nella carta\, le forbici si sono mangiate parte del bordo intorno intorno\, n’è scappata fuori una silhouette in scala ridotta” come dice l’autore. Una scrittura quella di Patroni Griffi tutta musicale\, fisica\, continuamente mobile tra la prima e la terza persona. Un flusso di parole che diventano carne\, e spesso danza. Un tango disperato\, un folleggiare sul baratro\, un urlare per non morire. Sorella immaginaria\, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato\, la Sprint attraversa gli umori\, i suoni della città di Napoli\, qui più che mai diventata luogo metafisico\, invenzione di un posto che non c’è.
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SUMMARY:La città dei vivi
DESCRIPTION:Dal 27 gennaio 2026 Al 01 febbraio 2026\n\n\n\n\nLa città dei vivi\n\n\n\n\ndal romanzo di Nicola Lagioia\, regia Ivonne Capece\n\n\n\n\nN.B. Lo spettacolo non è adatto ai minori di 16 anni. \nUn caso di cronaca nera tra i più disturbanti degli ultimi anni diventa materia teatrale. La città dei vivi ricostruisce la storia dell’omicidio di Luca Varani – avvenuto a Roma nel 2016 – ma non si limita al fatto: esplora il contesto\, il vuoto\, le derive\, i desideri distorti di una generazione. Tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, lo spettacolo affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in case normali\, in vite all’apparenza comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare in faccia l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona. \nLa città dei vivi interroga lo spettatore\, senza moralismi ma con urgenza. Perché quel buio non è solo loro. È anche nostro. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico.\nEsso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario.\nEventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana.\nIn nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \n\nCrediti: \n\n\n\nLA CITTÀ DEI VIVI\nliberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nregia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece \ncon Sergio Leone\, Pietro De Tommasi\, Daniele Di Pietro\, Cristian Zandonella\ninterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni \nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera\nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer in definizione\nriprese e post-produzione video in definizione\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio \nproduzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
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SUMMARY:Cena con sorpresa
DESCRIPTION:GOLDEN STAR- TEATRO GOLDEN e DIANA OR.I.S. \npresentano \nTOSCA D’AQUINO\, SIMONE MONTEODORO\, TONI FORNARI\, ELISABETTA MIRRA \nin \n“CENA CON SORPRESA” \nscritto da \nAUGUSTO FORNARI\, TONI FORNARI\, ANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI \nsoggetto di \nANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI  \nregia di \nTONI FORNARI \nTrama \n“Cena con sorpresa” è una commedia firmata dai 4 autori del Golden Augusto Fornari\, Toni Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli che hanno già realizzato insieme numerose pièce come “Terapia terapia”\, “ La casa di famiglia”\, “Il prete e il bandito”\, “Ritorno al presente”. \nStefania e Arnaldo\, sono marito e moglie\, coppia affiatata e benestante  sposata da molti anni. Lui è un avvocato penalista affermato\, mentre lei è un architetto che da tempo si occupa quasi esclusivamente di beneficienza. I due  sono i genitori di Angelica\, una giovane ragazza di vent’anni. \nUna sera a cena invitano il loro migliore amico\, Francesco De Palma\, architetto. \nI due coniugi non sanno che Francesco\, cinquant’enne come loro\,  ha una relazione da ormai un anno con la loro figlia. La serata è per Angelica il momento propizio per rivelare ai genitori il loro legame e per questo spinge Francesco a raccontare la verità sul loro rapporto ai due ignari genitori. \nCome farà Francesco a trovare il coraggio di raccontare ai suoi amici la verità sulla sua relazione con la loro giovane figlia ? Ma soprattutto come reagiranno i due ignari genitori? \nDivertente\, ironica\, comica  questa commedia racconta una realtà che sempre più fa parte della nostra vita. Come reagiscono le nostri  menti benpensanti alle novità e alle realtà che stravolgono i nostri modi di pensare e vivere\, quando\, in particolar modo una situazione ci tocca così da vicino e stravolge la nostra vita?
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SUMMARY:Il Gabbiano
DESCRIPTION:IL GABBIANO\n\n\n\n\n\ndi Anton Čechov\, regia Filippo Dini \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nNel bosco\, un episodio reale vissuto da Čechov – l’uccisione di una beccaccia ferita da Levitan – sembra anticipare simbolicamente un momento centrale de Il gabbiano\, dove Kostja uccide l’uccello che dà il titolo all’opera. Questo gesto diventa emblema della violenza silenziosa con cui i sogni e gli ideali vengono infranti. La commedia racconta\, attraverso l’intreccio di relazioni tra dieci personaggi riuniti in una casa sul lago\, il dramma dell’ambizione e dell’amore destinati a fallire. Il giovane Kostja\, aspirante scrittore\, cerca nel teatro e nell’amore per Nina una via di riscatto dal grigiore dell’esistenza. Ma il suo spettacolo fallisce\, Nina lo abbandona per Trigorin\, e lui stesso finisce per togliersi la vita.\nNel quarto atto\, ambientato due anni dopo\, tutti i personaggi appaiono segnati dal disincanto e dalla sconfitta. Čechov tratteggia una società sull’orlo della fine\, una miniatura dell’umanità in cui nessuno riesce a realizzare le proprie aspirazioni. Ogni amore è non corrisposto\, ogni slancio idealistico si spegne contro la realtà.\nFilippo Dini nelle sue note spiega che: – “L’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità sta proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”\, una società sull’orlo del baratro\, che avverte l’arrivo di un’apocalisse\, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento\, di lì a vent’anni\, infatti\, ci sarà la Rivoluzione\, e anch’essa sarà causa o effetto (a seconda dei casi) di tante rivoluzioni in Europa. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente\, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia\, alla tristezza\, al rammollimento cerebrale\, lottano\, si scontrano\, si sparano\, tra di loro e a se stessi\, cercando di non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti\, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell’ironia che gli sono certamente congeniali\, nell’attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze\, arrivi all’esplosione\, proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn”.
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SUMMARY:Quando La Finirai con Pina Bausch?
DESCRIPTION:QUANDO LA FINIRAI CON PINA BAUSCH?\n\n\n\n\n\ndrammaturgia e regia Giuseppe Sollazzo \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLo spettacolo è la storia di un amore\, ma anche la storia di un sogno\, un sogno d’amore per una donna mai conosciuta\, ma ammirata sempre da lontano\, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi. Questa donna è Pina Bausch. Il colpo di fulmine\, scrive Giuseppe Sollazo nelle sue note\, scattò a Parigi agli inizi degli anni ottanta. Non ricordo quale fu lo spettacolo rivelatore\, se 1980\, Arien\, o Kontakthof. A distanza di anni\, di un sogno non ti restano che immagini sparse. Beatrice Libonati che fa l’Eletta nella Sagra della primavera\, un palcoscenico coperto di garofani\, la Endicott alle prese con un ippopotamo innamorato\, una donna vestita di soli palloncini rossi\, un’altra che fa l’amore con un pianoforte. Evidentemente ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima o un dopo di loro. Arrivano\, creano meraviglie\, e spezzano convenzioni che sembravano inossidabili\, danno vita a nuovi modi di agire la scena. Niente è più come prima. Una di questi è Pina Bausch. I suoi spettacoli sono incomprensibili per chi cerca risposte e non domande\, storie e non emozioni; ma ricchi di fascino per quelli capaci di far entrare in corto circuito immagini e pensieri consolidati. La coreografa tedesca racconta lo scarto tra l’immagine che vogliamo offrire di noi e ciò che siamo in realtà. \nLa drammaturgia del nostro spettacolo attinge a più fonti. Da una parte le suggestioni ispirate all’immaginario di Pina Bausch\, dall’altra a frammenti della sua vita: dalla partenza per New York\, all’infanzia nel ristorante dei genitori\, ai rapporti con i danzatori. Dando ad una voce off il compito di restituire la semplicità e la profondità delle sue parole. In scena agisce un nucleo di attori e danzatori professionisti\, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti. Ognuno porta in dono allo spettacolo una parte del proprio mondo e della propria fragilità. \nLa sfida è quella di parlare di ciò che abbiamo dimenticato\, delle cicatrici che credevamo cadute nell’oblio\, ma che il teatro di Pina Bausch riporta alla luce con un semplice gesto\, o con un’immagine. Perchè il teatro della coreografa tedesca non è lo specchio della realtà\, ma piuttosto una radiografia feroce\, che contiene una cassetta di pronto soccorso per le ustioni di secondo grado. E’ nello stesso tempo la ferita e l’unguento per guarirla.
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DESCRIPTION:IL GABBIANO\n\n\n\n\n\ndi Anton Čechov\, regia Filippo Dini \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nNel bosco\, un episodio reale vissuto da Čechov – l’uccisione di una beccaccia ferita da Levitan – sembra anticipare simbolicamente un momento centrale de Il gabbiano\, dove Kostja uccide l’uccello che dà il titolo all’opera. Questo gesto diventa emblema della violenza silenziosa con cui i sogni e gli ideali vengono infranti. La commedia racconta\, attraverso l’intreccio di relazioni tra dieci personaggi riuniti in una casa sul lago\, il dramma dell’ambizione e dell’amore destinati a fallire. Il giovane Kostja\, aspirante scrittore\, cerca nel teatro e nell’amore per Nina una via di riscatto dal grigiore dell’esistenza. Ma il suo spettacolo fallisce\, Nina lo abbandona per Trigorin\, e lui stesso finisce per togliersi la vita.\nNel quarto atto\, ambientato due anni dopo\, tutti i personaggi appaiono segnati dal disincanto e dalla sconfitta. Čechov tratteggia una società sull’orlo della fine\, una miniatura dell’umanità in cui nessuno riesce a realizzare le proprie aspirazioni. Ogni amore è non corrisposto\, ogni slancio idealistico si spegne contro la realtà.\nFilippo Dini nelle sue note spiega che: – “L’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità sta proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”\, una società sull’orlo del baratro\, che avverte l’arrivo di un’apocalisse\, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento\, di lì a vent’anni\, infatti\, ci sarà la Rivoluzione\, e anch’essa sarà causa o effetto (a seconda dei casi) di tante rivoluzioni in Europa. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente\, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia\, alla tristezza\, al rammollimento cerebrale\, lottano\, si scontrano\, si sparano\, tra di loro e a se stessi\, cercando di non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti\, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell’ironia che gli sono certamente congeniali\, nell’attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze\, arrivi all’esplosione\, proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn”.
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SUMMARY:La città dei vivi
DESCRIPTION:Dal 27 gennaio 2026 Al 01 febbraio 2026\n\n\n\n\nLa città dei vivi\n\n\n\n\ndal romanzo di Nicola Lagioia\, regia Ivonne Capece\n\n\n\n\nN.B. Lo spettacolo non è adatto ai minori di 16 anni. \nUn caso di cronaca nera tra i più disturbanti degli ultimi anni diventa materia teatrale. La città dei vivi ricostruisce la storia dell’omicidio di Luca Varani – avvenuto a Roma nel 2016 – ma non si limita al fatto: esplora il contesto\, il vuoto\, le derive\, i desideri distorti di una generazione. Tratto dall’inchiesta narrativa di Nicola Lagioia\, lo spettacolo affronta il male nella sua forma più disarmante: quella che si nasconde dietro volti normali\, in case normali\, in vite all’apparenza comuni. Attraverso una drammaturgia tesa\, ibrida tra racconto e confessione\, il teatro diventa lo spazio dove guardare in faccia l’indicibile. Roma\, presenza viva e ambigua\, è insieme scenario e protagonista: una città che ammalia e consuma\, che attrae e abbandona. \nLa città dei vivi interroga lo spettatore\, senza moralismi ma con urgenza. Perché quel buio non è solo loro. È anche nostro. \nAVVERTENZA\nLo spettacolo “La città dei vivi“ è un’opera di finzione\, seppur liberamente ispirato ad un romanzo che tratta vicende di cronaca note al pubblico.\nEsso non ha finalità informative\, documentaristiche o giornalistiche\, né intende rappresentare fedelmente fatti\, persone o responsabilità realmente accertate. Al contrario\, si configura come opera artistica\, espressione del diritto alla libertà creativa\, finalizzata all’esplorazione di temi universali attraverso strumenti propri della scena: la metafora\, l’iperbole\, la trasfigurazione simbolica\, l’immaginario.\nEventuali riferimenti a nomi\, situazioni o dinamiche riconoscibili sono frutto di elaborazione drammaturgica e non devono essere intesi come affermazioni veritiere o ricostruzioni attendibili dei fatti. L’opera non mira ad informare né a fornire verità\, ma a stimolare una riflessione artistica e umana.\nIn nessun caso la rappresentazione va intesa come accusa\, insinuazione o giudizio reale nei confronti di soggetti eventualmente riconoscibili. Ogni elemento narrativo mira a manipolare la vicenda specifica per raccontare una storia universale\, proposta in chiave poetica\, simbolica e provocatoria. \n\nCrediti: \n\n\n\nLA CITTÀ DEI VIVI\nliberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia \nregia\, video e adattamento drammaturgico Ivonne Capece \ncon Sergio Leone\, Pietro De Tommasi\, Daniele Di Pietro\, Cristian Zandonella\ninterpreti in video Tindaro Granata\, Arianna Scommegna\, Pasquale Montemurro\, Marco Té\, Samuele Finocchiaro\, Stefano Carenza\, Pietro Savoi\, Lorenzo Vio\, Ioana Miruna\, Penelope Sangiorgi\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\, Pietro Giannuso\, Giuseppina Manaresi\, Olmo Broglia Anghinoni \nscene Rosita Vallefuoco\nassistente alla scenografia Michele Lubrano Lavadera\nvideomaking e regia video Ivonne Capece\ncostumi e concept visivo Micol Vighi\nsound designer Simone Arganini\nassistente alla regia Micol Vighi\nassistenti volontari Pasquale Montemurro\, Barbara Capece\, Luigi de Luca\nlight designer in definizione\nriprese e post-produzione video in definizione\nresponsabile di produzione Nadia Fiorio \nproduzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, TPE Teatro Piemonte Europa\, Teatri di Bari\, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Teatro di Sardegna
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SUMMARY:Nabucco
DESCRIPTION:Nabucco\nDramma lirico in quattro parti di Temistocle Solera\nMusica di Giuseppe Verdi \nDirettore | Riccardo Frizza\nRegia | Andreas Homoki ♭\nScene | Wolfgang Gussmann\nCostumi | Wolfgang Gussmann\, Susana Mendoza\nLuci | Franck Evin \nInterpreti\nNabucco  | Ludovic Tézier\nIsmaele | Piero Pretti\nZaccaria | Michele Pertusi\nAbigaille | Marina Rebeka\nFenena | Cassandre Berthon\nIl gran Sacerdote | Lorenzo Mazzucchelli\nAbdalo | Francesco Domenico Doto #\nAnna | Caterina Marchesini \nOrchestra e Coro del Teatro di San Carlo\nMaestro del Coro | Fabrizio Cassi\n \nProduzione Opernhaus Zürich \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\n# Ex- Allievo Accademia del Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | CREMISI\ndomenica 18 gennaio 2026\, ore 17:00 – A – CREMISI – II\ngiovedì 22 gennaio 2026\, ore 19:00 –  B – CREMISI – III\ndomenica 25 gennaio 2026\, ore 17:00 – F – CREMISI – II\nmercoledì 28 gennaio 2026\, ore 20:00 –  C/D – CREMISI – III\nsabato 31 gennaio 2026\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – II \nOpera in italiano con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 3 ore circa\, con intervallo
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SUMMARY:Cena con sorpresa
DESCRIPTION:GOLDEN STAR- TEATRO GOLDEN e DIANA OR.I.S. \npresentano \nTOSCA D’AQUINO\, SIMONE MONTEODORO\, TONI FORNARI\, ELISABETTA MIRRA \nin \n“CENA CON SORPRESA” \nscritto da \nAUGUSTO FORNARI\, TONI FORNARI\, ANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI \nsoggetto di \nANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI  \nregia di \nTONI FORNARI \nTrama \n“Cena con sorpresa” è una commedia firmata dai 4 autori del Golden Augusto Fornari\, Toni Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli che hanno già realizzato insieme numerose pièce come “Terapia terapia”\, “ La casa di famiglia”\, “Il prete e il bandito”\, “Ritorno al presente”. \nStefania e Arnaldo\, sono marito e moglie\, coppia affiatata e benestante  sposata da molti anni. Lui è un avvocato penalista affermato\, mentre lei è un architetto che da tempo si occupa quasi esclusivamente di beneficienza. I due  sono i genitori di Angelica\, una giovane ragazza di vent’anni. \nUna sera a cena invitano il loro migliore amico\, Francesco De Palma\, architetto. \nI due coniugi non sanno che Francesco\, cinquant’enne come loro\,  ha una relazione da ormai un anno con la loro figlia. La serata è per Angelica il momento propizio per rivelare ai genitori il loro legame e per questo spinge Francesco a raccontare la verità sul loro rapporto ai due ignari genitori. \nCome farà Francesco a trovare il coraggio di raccontare ai suoi amici la verità sulla sua relazione con la loro giovane figlia ? Ma soprattutto come reagiranno i due ignari genitori? \nDivertente\, ironica\, comica  questa commedia racconta una realtà che sempre più fa parte della nostra vita. Come reagiscono le nostri  menti benpensanti alle novità e alle realtà che stravolgono i nostri modi di pensare e vivere\, quando\, in particolar modo una situazione ci tocca così da vicino e stravolge la nostra vita?
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DESCRIPTION:GOLDEN STAR- TEATRO GOLDEN e DIANA OR.I.S. \npresentano \nTOSCA D’AQUINO\, SIMONE MONTEODORO\, TONI FORNARI\, ELISABETTA MIRRA \nin \n“CENA CON SORPRESA” \nscritto da \nAUGUSTO FORNARI\, TONI FORNARI\, ANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI \nsoggetto di \nANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI  \nregia di \nTONI FORNARI \nTrama \n“Cena con sorpresa” è una commedia firmata dai 4 autori del Golden Augusto Fornari\, Toni Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli che hanno già realizzato insieme numerose pièce come “Terapia terapia”\, “ La casa di famiglia”\, “Il prete e il bandito”\, “Ritorno al presente”. \nStefania e Arnaldo\, sono marito e moglie\, coppia affiatata e benestante  sposata da molti anni. Lui è un avvocato penalista affermato\, mentre lei è un architetto che da tempo si occupa quasi esclusivamente di beneficienza. I due  sono i genitori di Angelica\, una giovane ragazza di vent’anni. \nUna sera a cena invitano il loro migliore amico\, Francesco De Palma\, architetto. \nI due coniugi non sanno che Francesco\, cinquant’enne come loro\,  ha una relazione da ormai un anno con la loro figlia. La serata è per Angelica il momento propizio per rivelare ai genitori il loro legame e per questo spinge Francesco a raccontare la verità sul loro rapporto ai due ignari genitori. \nCome farà Francesco a trovare il coraggio di raccontare ai suoi amici la verità sulla sua relazione con la loro giovane figlia ? Ma soprattutto come reagiranno i due ignari genitori? \nDivertente\, ironica\, comica  questa commedia racconta una realtà che sempre più fa parte della nostra vita. Come reagiscono le nostri  menti benpensanti alle novità e alle realtà che stravolgono i nostri modi di pensare e vivere\, quando\, in particolar modo una situazione ci tocca così da vicino e stravolge la nostra vita?
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SUMMARY:Quando La Finirai con Pina Bausch?
DESCRIPTION:QUANDO LA FINIRAI CON PINA BAUSCH?\n\n\n\n\n\ndrammaturgia e regia Giuseppe Sollazzo \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLo spettacolo è la storia di un amore\, ma anche la storia di un sogno\, un sogno d’amore per una donna mai conosciuta\, ma ammirata sempre da lontano\, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi. Questa donna è Pina Bausch. Il colpo di fulmine\, scrive Giuseppe Sollazo nelle sue note\, scattò a Parigi agli inizi degli anni ottanta. Non ricordo quale fu lo spettacolo rivelatore\, se 1980\, Arien\, o Kontakthof. A distanza di anni\, di un sogno non ti restano che immagini sparse. Beatrice Libonati che fa l’Eletta nella Sagra della primavera\, un palcoscenico coperto di garofani\, la Endicott alle prese con un ippopotamo innamorato\, una donna vestita di soli palloncini rossi\, un’altra che fa l’amore con un pianoforte. Evidentemente ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima o un dopo di loro. Arrivano\, creano meraviglie\, e spezzano convenzioni che sembravano inossidabili\, danno vita a nuovi modi di agire la scena. Niente è più come prima. Una di questi è Pina Bausch. I suoi spettacoli sono incomprensibili per chi cerca risposte e non domande\, storie e non emozioni; ma ricchi di fascino per quelli capaci di far entrare in corto circuito immagini e pensieri consolidati. La coreografa tedesca racconta lo scarto tra l’immagine che vogliamo offrire di noi e ciò che siamo in realtà. \nLa drammaturgia del nostro spettacolo attinge a più fonti. Da una parte le suggestioni ispirate all’immaginario di Pina Bausch\, dall’altra a frammenti della sua vita: dalla partenza per New York\, all’infanzia nel ristorante dei genitori\, ai rapporti con i danzatori. Dando ad una voce off il compito di restituire la semplicità e la profondità delle sue parole. In scena agisce un nucleo di attori e danzatori professionisti\, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti. Ognuno porta in dono allo spettacolo una parte del proprio mondo e della propria fragilità. \nLa sfida è quella di parlare di ciò che abbiamo dimenticato\, delle cicatrici che credevamo cadute nell’oblio\, ma che il teatro di Pina Bausch riporta alla luce con un semplice gesto\, o con un’immagine. Perchè il teatro della coreografa tedesca non è lo specchio della realtà\, ma piuttosto una radiografia feroce\, che contiene una cassetta di pronto soccorso per le ustioni di secondo grado. E’ nello stesso tempo la ferita e l’unguento per guarirla.
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SUMMARY:Götterdämmerung
DESCRIPTION:Götterdämmerung\nGötterdämmerung – Il crepuscolo degli dèi\nCon Il crepuscolo degli dèi si chiude la maestosa avventura dell’Anello del Nibelungo\, l’immenso ciclo wagneriano che al Teatro alla Scala trova la sua compiuta realizzazione nella nuova produzione firmata da Sir David McVicar. Dopo gli episodi precedenti – Rheingold\, Die Walküre e Siegfried – il regista britannico porta a compimento un percorso teatrale e visionario che restituisce al Ring la sua dimensione originaria di mito fondativo e racconto universale. \nIn Götterdämmerung la tragedia raggiunge il suo culmine: l’eroe Siegfried e la valchiria Brünnhilde si avviano verso un destino di passione e distruzione\, in un mondo che\, con la caduta degli dèi\, trova la propria rigenerazione. McVicar intreccia suggestioni di tragedia antica\, teatro barocco e dramma elisabettiano\, dando vita a una narrazione di grande forza visiva e drammatica\, dove la catastrofe finale si compie come un atto necessario e liberatorio. \nSul podio si alternano Alexander Soddy e Simone Young\, alla guida dell’orchestra scaligera\, mentre i ruoli principali sono affidati a interpreti di assoluto prestigio: Klaus Florian Vogt è un eroico Siegfried\, Camilla Nylund una Brünnhilde intensa e vibrante\, Günther Groissböck un Hagen oscuro e implacabile\, accanto a Johannes Martin Kränzle nei panni di Alberich. Scene e costumi\, firmati rispettivamente da McVicar e Emma Kingsbury\, rievocano un mondo sospeso tra mito e realtà\, illuminato dalle luci di David Finn e arricchito dalle proiezioni di Katy Tucker. \nLe rappresentazioni andranno in scena dal 1 al 17 febbraio 2026. Un’ora prima di ogni recita\, presso il Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”\, il musicologo Raffaele Mellace terrà una conferenza introduttiva per guidare il pubblico attraverso le trame simboliche e musicali di quest’opera monumentale.
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LOCATION:Teatro Alla Scala
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SUMMARY:Scende Giù Per Toledo
DESCRIPTION:SCENDE GIU’ PER TOLEDO\n\n\n\n\n\ndi Giuseppe Patroni Griffi\, regia Arturo Cirillo \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDalle note di regia di Arturo Cirillo – “Scende giù per Toledo” è un romanzo breve\, lo lessi per la prima volta molti anni fa\, come un piccolo cult della letteratura napoletana\, e da allora è rimasto nella mia memoria.\nScende giù per Toledo è una travolgente invenzione letterarie\, scritta da Giuseppe Patroni Griffi nel 1975\, la storia di un travestito napoletano\, emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suoi mutanti abitanti. “Scende giù per Toledo e va di fretta Rosalinda Sprint\, è in ritardo col sarto e deve andare da Marlene Dietrich. Fra mezz’ora e quella non aspetta. Colpa della Camomilla Schulz….” Così inizia la storia di Rosalinda Sprint\, emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suo mutanti abitanti. In una scrittura che Natalia Ginzburg ha definito dello stile della “natura dell’acqua\, uno stile nuotato che consente di spendersi nei confronti di un personaggio\, ora con ironia e ora con pietà\, spostandosi a nuoto e leggermente tra l’uno e l’altro”. Tra straniamento ed immedesimazione si disegna la figura di Rosalinda Sprint\, ” una figura maldestramente ritagliata nella carta\, le forbici si sono mangiate parte del bordo intorno intorno\, n’è scappata fuori una silhouette in scala ridotta” come dice l’autore. Una scrittura quella di Patroni Griffi tutta musicale\, fisica\, continuamente mobile tra la prima e la terza persona. Un flusso di parole che diventano carne\, e spesso danza. Un tango disperato\, un folleggiare sul baratro\, un urlare per non morire. Sorella immaginaria\, e precorritrice della Jennifer di Ruccello e di molti personaggi di Moscato\, la Sprint attraversa gli umori\, i suoni della città di Napoli\, qui più che mai diventata luogo metafisico\, invenzione di un posto che non c’è.
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SUMMARY:Cena con sorpresa
DESCRIPTION:GOLDEN STAR- TEATRO GOLDEN e DIANA OR.I.S. \npresentano \nTOSCA D’AQUINO\, SIMONE MONTEODORO\, TONI FORNARI\, ELISABETTA MIRRA \nin \n“CENA CON SORPRESA” \nscritto da \nAUGUSTO FORNARI\, TONI FORNARI\, ANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI \nsoggetto di \nANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI  \nregia di \nTONI FORNARI \nTrama \n“Cena con sorpresa” è una commedia firmata dai 4 autori del Golden Augusto Fornari\, Toni Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli che hanno già realizzato insieme numerose pièce come “Terapia terapia”\, “ La casa di famiglia”\, “Il prete e il bandito”\, “Ritorno al presente”. \nStefania e Arnaldo\, sono marito e moglie\, coppia affiatata e benestante  sposata da molti anni. Lui è un avvocato penalista affermato\, mentre lei è un architetto che da tempo si occupa quasi esclusivamente di beneficienza. I due  sono i genitori di Angelica\, una giovane ragazza di vent’anni. \nUna sera a cena invitano il loro migliore amico\, Francesco De Palma\, architetto. \nI due coniugi non sanno che Francesco\, cinquant’enne come loro\,  ha una relazione da ormai un anno con la loro figlia. La serata è per Angelica il momento propizio per rivelare ai genitori il loro legame e per questo spinge Francesco a raccontare la verità sul loro rapporto ai due ignari genitori. \nCome farà Francesco a trovare il coraggio di raccontare ai suoi amici la verità sulla sua relazione con la loro giovane figlia ? Ma soprattutto come reagiranno i due ignari genitori? \nDivertente\, ironica\, comica  questa commedia racconta una realtà che sempre più fa parte della nostra vita. Come reagiscono le nostri  menti benpensanti alle novità e alle realtà che stravolgono i nostri modi di pensare e vivere\, quando\, in particolar modo una situazione ci tocca così da vicino e stravolge la nostra vita?
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SUMMARY:Tre modi per non morire. Baudelaire\, Dante\, i Greci
DESCRIPTION:Dal 04 febbraio 2026 Al 08 febbraio 2026\n\n\n\n\nTre modi per non morire. Baudelaire\, Dante\, i Greci\n\n\n\n\ndi Giuseppe Montesano\, con Toni Servillo\n\n\n\nMontesano\, il testo individua in Charles Baudelaire\, in Dante e nei classici Greci gli autori che hanno messo in pratica\, e tuttora ci insegnano\, l’arte di non morire.\nLa serata si apre con i versi di Baudelaire che\, in Monsieur Baudelaire\, quando finirà la notte? racconta come la bellezza combatta la depressione e l’ingiustizia; prosegue con Le voci di Dante\, dove i celebri personaggi della Commedia ci appaiono legati tra loro da un racconto che li illumina a partire dal presente; approda infine a Il Fuoco sapiente dei Greci\, in cui poesia e filosofia accendono una visione capace di immaginare il futuro.\nIl teatro di Tre modi per non morire è una via per ritrovare quelle parole che un attore dice con tutto il suo corpo e la sua mente per nutrire la sua e la nostra interiorità. Siamo inquieti\, impoveriti\, spaventati\, e tutti sentiamo che ci manca qualcosa di cui avremmo un disperato bisogno: ci manca l’amore\, ci manca la vita. E allora? E allora non ci resta altro da fare che cercare di diventare vivi.\n\n\n\nCrediti:\n\n\n\nTRE MODI PER NON MORIRE\nBaudelaire\, Dante\, i Greci \ndi Giuseppe Montesano \ncon Toni Servillo \nluci Claudio De Pace \nproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa\nsi ringrazia Agenzia Teatri \n\n\n\n\nDurata Spettacolo: 90 minuti
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SUMMARY:La Principessa di Lampedusa
DESCRIPTION:LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA\n\n\n\n\n\ndi Ruggero Cappuccio\, diretto e interpretato da Sonia Bergamasco \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nL’autore con questo spettacolo restituisce il coraggio di una donna carismatica come Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò\, e la sua modernità. Madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – autore de Il Gattopardo – donna risoluta e complessa\, Beatrice si staglia fra le macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti del maggio ‘43\, e trova le parole per raccontare in prima persona le passioni \, i fallimenti e le follie che muovono un’intera generazione\, mentre il presente si sgretola e la guerra imperversa. È una partitura di sentimenti interpretata da Sonia Bergamasco con la ricchezza espressiva di cui è dotata – un concerto di emozioni in cui esplode il vitalismo di un’anima sublime. Il ritmo intenso e musicale della scrittura di scena di Ruggero Cappuccio invita a una danza sottile: la voce si sdoppia\, si moltiplica\, intona e scompone la trama di una vita attraverso alcune immagini salienti. E la linea musicale che dialoga con il racconto è una trama essenziale della storia ed è orchestrata con sapienza dal compositore Marco Betta e da Ivo Parlati. L’occasione di orchestrare una partitura per fantasmi attraverso un corpo solo e una sola voce\, dichiara Sonia Bergamasco\, me la offre Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò: donna forte\, indipendente\, principessa in una famiglia complessa\, ferita e geniale. Beatrice viene chiamata a parlare in prima persona da Ruggero Cappuccio\, con cui ho collaborato pochi anni fa per dare corpo ad un’altra figura di donna indimenticabile\, la Cassandra del mito. Ruggero Cappuccio – che a Beatrice ha già dedicato il libro La principessa di Lampedusa – mi consegna ora la trama di un sogno\, da me.ere in scena come interprete e come regista. Una trama musicale\, in cui la voce della protagonista\, e le tante voci di chi lei ha amato\, detestato\, compreso e rifiutato si intrecciano e si inseguono\, prendono corpo e spazio. Un teatro delle emozioni e del pensiero. La solitudine essenziale di una donna che\, in un presente senza tempo\, prende finalmente il suo tempo per raccontarsi e raccontare la storia. Ho immaginato una scena luminosa e vuota\, in cui le tracce di una vita\, le parole non dette\, il desiderio di sentirsi ancora parte\, e la certezza di esserne ormai definitiamente fuori\, sono al centro del gioco. Un’occasione per me imperdibile di mettere alla prova ancora una volta la forma monologo e per verificare quanto spazio ci sia per dare ospitalità  sulla scena a presenze e visioni\, forte di una lingua e di una storia che parla al presente.
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SUMMARY:La Principessa di Lampedusa
DESCRIPTION:LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA\n\n\n\n\n\ndi Ruggero Cappuccio\, diretto e interpretato da Sonia Bergamasco \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nL’autore con questo spettacolo restituisce il coraggio di una donna carismatica come Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò\, e la sua modernità. Madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – autore de Il Gattopardo – donna risoluta e complessa\, Beatrice si staglia fra le macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti del maggio ‘43\, e trova le parole per raccontare in prima persona le passioni \, i fallimenti e le follie che muovono un’intera generazione\, mentre il presente si sgretola e la guerra imperversa. È una partitura di sentimenti interpretata da Sonia Bergamasco con la ricchezza espressiva di cui è dotata – un concerto di emozioni in cui esplode il vitalismo di un’anima sublime. Il ritmo intenso e musicale della scrittura di scena di Ruggero Cappuccio invita a una danza sottile: la voce si sdoppia\, si moltiplica\, intona e scompone la trama di una vita attraverso alcune immagini salienti. E la linea musicale che dialoga con il racconto è una trama essenziale della storia ed è orchestrata con sapienza dal compositore Marco Betta e da Ivo Parlati. L’occasione di orchestrare una partitura per fantasmi attraverso un corpo solo e una sola voce\, dichiara Sonia Bergamasco\, me la offre Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò: donna forte\, indipendente\, principessa in una famiglia complessa\, ferita e geniale. Beatrice viene chiamata a parlare in prima persona da Ruggero Cappuccio\, con cui ho collaborato pochi anni fa per dare corpo ad un’altra figura di donna indimenticabile\, la Cassandra del mito. Ruggero Cappuccio – che a Beatrice ha già dedicato il libro La principessa di Lampedusa – mi consegna ora la trama di un sogno\, da me.ere in scena come interprete e come regista. Una trama musicale\, in cui la voce della protagonista\, e le tante voci di chi lei ha amato\, detestato\, compreso e rifiutato si intrecciano e si inseguono\, prendono corpo e spazio. Un teatro delle emozioni e del pensiero. La solitudine essenziale di una donna che\, in un presente senza tempo\, prende finalmente il suo tempo per raccontarsi e raccontare la storia. Ho immaginato una scena luminosa e vuota\, in cui le tracce di una vita\, le parole non dette\, il desiderio di sentirsi ancora parte\, e la certezza di esserne ormai definitiamente fuori\, sono al centro del gioco. Un’occasione per me imperdibile di mettere alla prova ancora una volta la forma monologo e per verificare quanto spazio ci sia per dare ospitalità  sulla scena a presenze e visioni\, forte di una lingua e di una storia che parla al presente.
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SUMMARY:Cena con sorpresa
DESCRIPTION:GOLDEN STAR- TEATRO GOLDEN e DIANA OR.I.S. \npresentano \nTOSCA D’AQUINO\, SIMONE MONTEODORO\, TONI FORNARI\, ELISABETTA MIRRA \nin \n“CENA CON SORPRESA” \nscritto da \nAUGUSTO FORNARI\, TONI FORNARI\, ANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI \nsoggetto di \nANDREA MAIA\, VINCENZO SINOPOLI  \nregia di \nTONI FORNARI \nTrama \n“Cena con sorpresa” è una commedia firmata dai 4 autori del Golden Augusto Fornari\, Toni Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli che hanno già realizzato insieme numerose pièce come “Terapia terapia”\, “ La casa di famiglia”\, “Il prete e il bandito”\, “Ritorno al presente”. \nStefania e Arnaldo\, sono marito e moglie\, coppia affiatata e benestante  sposata da molti anni. Lui è un avvocato penalista affermato\, mentre lei è un architetto che da tempo si occupa quasi esclusivamente di beneficienza. I due  sono i genitori di Angelica\, una giovane ragazza di vent’anni. \nUna sera a cena invitano il loro migliore amico\, Francesco De Palma\, architetto. \nI due coniugi non sanno che Francesco\, cinquant’enne come loro\,  ha una relazione da ormai un anno con la loro figlia. La serata è per Angelica il momento propizio per rivelare ai genitori il loro legame e per questo spinge Francesco a raccontare la verità sul loro rapporto ai due ignari genitori. \nCome farà Francesco a trovare il coraggio di raccontare ai suoi amici la verità sulla sua relazione con la loro giovane figlia ? Ma soprattutto come reagiranno i due ignari genitori? \nDivertente\, ironica\, comica  questa commedia racconta una realtà che sempre più fa parte della nostra vita. Come reagiscono le nostri  menti benpensanti alle novità e alle realtà che stravolgono i nostri modi di pensare e vivere\, quando\, in particolar modo una situazione ci tocca così da vicino e stravolge la nostra vita?
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LOCATION:Teatro Diana\, Via Luca Giordano\, 64\, Napoli\, Na\, 80127\, Italy
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