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SUMMARY:Non Posso Narrare La Mia Vita
DESCRIPTION:NON POSSO NARRARE LA MIA VITA\n\n\n\n\n\ndrammaturgia e regia Roberto Andò \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nA quasi due anni dalla scomparsa di Enzo Moscato\, Roberto Andò gli rende omaggio con un lavoro che intreccia alcuni dei suoi testi più rappresentativi con Gli anni piccoli\, “un tentativo volutamente frammentario\, sinuoso ed elusivo\, d’autobiografia adolescenziale e allo stesso tempo esercizio critico\, d’astrazione e di meditazione\, strenuo e appassionato sulla scrittura”. Filosofo\, poeta\, drammaturgo\, regista\, attore\, Enzo Moscato\, insieme ad Annibale Ruccello e Manlio Santanelli\, è stato esponente di spicco di quella che negli anni Ottanta è stata definita la nuova drammaturgia napoletana. In più di quarant’anni d’attività\, nei suoi lavori ha combinato la tradizione drammaturgica napoletana con il pensiero di autori e teorici del Novecento\, come Artaud\, Genet\, Lacan\, Pasolini. La sua inconfondibile scrittura – spesso un musicale e disinvolto miscuglio di dialetto napoletano\, italiano\, francese\, spagnolo\, inglese\, tedesco\, greco\, latino – è stata capace di farsi materia e scena\, di scavare profondamente nelle viscere e nell’animo umano\, di farsi espressione della fragilità concreta e metaforica del corpo di Napoli. \n«Non posso narrare la mia vita»\, afferma Enzo Moscato in quel frammento autobiografico che è Gli anni piccoli\, un’opera rivolta a rintracciare le tracce dell’insorgere della sua vocazione teatrale nell’infanzia e adolescenza trascorse nei Quartieri Spagnoli. Si tratta di agglutinazioni visionarie\, sprazzi di vita rivissuti con l’occhio e l’orecchio dello sciamano: buchi\, faglie\, crepe di una memoria a brandelli e solo successivamente ricucita. Un diario d’autore che disprezzava le imposizioni della realtà\, preferendo a quest’ultima la vita fantasticata\, la musica della reverie. Da questo piccolo libro Roberto Andò è partito per immaginare uno spettacolo intorno al mondo di Enzo Moscato\, scivolando delicatamente nella penombra della mente di un poeta che sta a Napoli come Kavafis sta ad Alessandria. Come scrisse Anna Maria Ortese a proposito di Elsa Morante\, anche Enzo Moscato ha fatto un giuramento all’Invisibile. E questo\, più che un semplice spettacolo\, rischia di diventare un appuntamento postumo con la sua voce indimenticabile.
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SUMMARY:Dignità Autonome di Prostituzione
DESCRIPTION:Dal 26 dicembre Al 11 gennaio 2026\n\n\n\n\nDignità Autonome di Prostituzione\n\n\n\n\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\n\n\n\nA grande richiesta torna a Napoli Dignità Autonome di Prostituzione\, lo spettacolo che ha decisamente scardinato le convenzioni classiche del Teatro\, con la sua natura di ‘esperienza’ teatrale\, e non solo. DAdP ha una formula consolidata\, sulla quale il regista costruisce per ogni nuova edizione uno spettacolo che si rinnova ogni sera. Gli attori\, rigorosamente in vestaglia o giacca da camera\, come prostitute\, adescano e si lasciano abbordare dagli spettatori/clienti che\, muniti di “dollarini”\, dovranno contrattare il prezzo delle singole prestazioni\, le cosiddette “pillole di piacere”\, monologhi classici e contemporanei scritti perlopiù dall’autore stesso. Un’esperienza inusuale che vuole emozionare e far riflettere divertendo. Come dice lo stesso ideatore\, autore e regista Luciano Melchionna: «DAdP è uno stupore nuovamente sollecitato\, un teatro che non è auto-celebrativo\, ermetico o fine a se stesso\, ma prima di tutto magia e sogno». Un sogno che prende vita negli spazi più imprevedibili\, durante una serata che catapulta lo spettatore in una dimensione surreale e lo accompagna in un percorso itinerante all’interno della “casa chiusa dell’arte” più famosa d’Italia. I teatri più importanti delle maggiori città italiane hanno scelto di trasformarsi nel bordello più famoso d’Italia\, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti.\n\nCrediti:DIGNITÀ AUTONOME DI PROSTITUZIONE\nuno spettacolo di Luciano Melchionna\ndal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna \nregia Luciano Melchionna \nproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini\, Ente Teatro Cronaca
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DESCRIPTION:NATALE IN CASA CUPIELLO – spettacolo per attore cum figuris\n\n\n\n\n\ndi Eduardo De Filippo\, regia Lello Serao \n\n\n\n\nDopo il successo dello scorso anno totna una messinscena non convenzionale che vede un unico attore interagire con sette pupazzi realizzati dallo scenografo Tiziano Fario autore dell’intera scenografia e animati da un gruppo di manovratori costituito ad hoc per il progetto e coordinato da Irene Vecchia attraverso un laboratorio di formazione aperto ai giovani del territorio. Lo spettacolo\, fedele al testo di Eduardo\, evoca le vicende della famiglia Cupiello\, aprendo uno squarcio dentro l’immaginario e la memoria di ogni spettatore. Un sogno che prende vita attraverso il teatro di figura nel quale l’attore Luca Saccoia s’immerge riemergendone come “Tommasino” che\, dopo aver detto il fatidico “sì” a suo padre\, rivive e fa rivivere quel “Natale” che ci accompagna da 90 anni. Eccolo\, allora\, farsi interprete a suo modo di una tradizione\, testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte. \nPer farlo e rendere ripetibile il rito\, si serve di pupazzi\, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi\, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano\, vi prende parte\, gli fornisce le battute\, riaccarezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del presepe. \n“Il presepe – così in una nota del regista – è l’orizzonte in cui si muove tutta l’opera\, sia in senso reale che metaforico. È l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in un’umanità rinnovata e senza conflitti\, ma anche la rappresentazione della nascita e della morte. È il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo\, la miscela tra passato e presente\, un’iconografia consolidata e\, al tempo stesso\, da destrutturare di continuo. Il presepe si rinnova ogni anno\, è ciclico come le stagioni\, può piacere o non piacere”.
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DESCRIPTION:Dal 13 gennaio 2026 Al 18 gennaio 2026\n\n\n\n\nMigliore\n\n\n\n\nscritto e diretto da Mattia Torre\, con Valerio Mastandrea\n\nMigliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont\, un uomo normale che in seguito a un  incidente (di cui è causa\, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda  e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce  professionalmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una  storia sui nostri tempi\, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza\, il cinismo\,  il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati\, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare. Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont\, un uomo normale che in seguito a un  incidente (di cui è causa\, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda  e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce  professionalmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una  storia sui nostri tempi\, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza\, il cinismo\,  il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati\, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare.\n\n\n\nCrediti: \n\n\n\nMIGLIORE\nscritto e diretto da Mattia Torre\n\ncon Valerio Mastandrea  \nproduzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
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DESCRIPTION:IL LUTTO SI ADDICE AD ELETTRA\n\n\n\n\n\ndi Eugene O’Neill\, regia Davide Livermore \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nUn affascinante e inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna psicoanalisi\, tra dramma borghese e tragedia classica.\nScritto da Eugene O’Neill nel 1931\, questo capolavoro della drammaturgia del Novecento torna in scena con l’immaginifica regia di Davide Livermore.\nForte degli attraversamenti critici della tragedia classica compiuti con Elena e Orestea\, dopo avere indagato i meandri della psiche umana contemporanea con Grounded di George Brant e Il viaggio di Victor di Nicolas Bedos\, Davide Livermore affronta per la prima volta l’opera di Eugene O’Neill.\nIn uno spazio scenico decisamente suggestivo\, che è specchio distorto della mente umana\, lo spettacolo fa emergere tutte le tensioni e le contraddizioni di personaggi-mito\, incarnazioni tragiche che riverberano inquietudini eterne.\nIl lavoro sembra essere dunque ideale compimento dei due filoni di ricerca\, coniugando sapientemente mito classico e psicanalisi novecentesca. Lo spettacolo è anche un sincero omaggio al celebre allestimento del Teatro Stabile di Genova diretto da Luca Ronconi nel 1997\, in cui Elisabetta Pozzi interpretava il ruolo di Lavinia\, corrispettivo di Elettra nell’Oresta di Eschilo\, da cui il lavoro di O’Neill prende le mosse.\nIn un emozionante ponte temporale\, oggi Livermore affida alla grande attrice genovese il ruolo di Christine Mannon (ovvero Clitennestra). A interpretare invece il ruolo di Ezra Mannon / Agamennone troviamo Tommaso Ragno\, attore capace di passare con maestria dal teatro al cinema alla televisione. Linda Gennari\, che negli ultimi anni si è distinta in diversi spettacoli prodotti dal Teatro di Genova (Premio ANCT come migliore attrice per Grounded) è Lavinia mentre ad Aldo Ottobrino\, apprezzato attore di scuola genovese\, spetta il ruolo dell’amante di Christine.
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DESCRIPTION:Dal 13 gennaio 2026 Al 18 gennaio 2026\n\n\n\n\nMigliore\n\n\n\n\nscritto e diretto da Mattia Torre\, con Valerio Mastandrea\n\nMigliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont\, un uomo normale che in seguito a un  incidente (di cui è causa\, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda  e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce  professionalmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una  storia sui nostri tempi\, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza\, il cinismo\,  il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati\, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare. Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont\, un uomo normale che in seguito a un  incidente (di cui è causa\, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda  e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce  professionalmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una  storia sui nostri tempi\, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza\, il cinismo\,  il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati\, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare.\n\n\n\nCrediti: \n\n\n\nMIGLIORE\nscritto e diretto da Mattia Torre\n\ncon Valerio Mastandrea  \nproduzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
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DESCRIPTION:ZUCCHERO AMARO\n\n\n\n\n\ndi Fortunato Calvino \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa casa è per Gina\, protagonista del testo Zucchero amaro\, il luogo dove trova rifugio nei momenti tristi. Quelle mura l’abbracciano quando è arrabbiata\, sconfitta da una vita esterna che a volte bussa violentemente alla sua porta. E’ il suo passato\, fatto di ricordi\, si materializza sulle  pareti di casa sua con oggetti di luoghi lontani. Non potrebbe vivere altrove\, la sua storia è tutta lì. Su una parete  della camera da letto cela\, oltre una tenda di velluto\, un altarino  con decine di foto dei suoi famigliari defunti\, a cui dedica la sera le sue preghiere quotidiane. In questa vita quieta irrompe Laura\, la sorella dal carattere vitale e desiderosa  di amore\, amore però trova solo nei suoi sogni più che nella realtà. In questo suo mondo un giorno bussa un esterno violento incarnato in tre donne malavitose\, che proprio sulle mura di Gina puntano i loro sguardi famelici: Filomena\, Rosetta e Nina\, come belve\, vogliono strappare a Gina la sua dimora sacra\, conquistata con anni di sacrifici.
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DESCRIPTION:Nabucco\nDramma lirico in quattro parti di Temistocle Solera\nMusica di Giuseppe Verdi \nDirettore | Riccardo Frizza\nRegia | Andreas Homoki ♭\nScene | Wolfgang Gussmann\nCostumi | Wolfgang Gussmann\, Susana Mendoza\nLuci | Franck Evin \nInterpreti\nNabucco  | Ludovic Tézier\nIsmaele | Piero Pretti\nZaccaria | Michele Pertusi\nAbigaille | Marina Rebeka\nFenena | Cassandre Berthon\nIl gran Sacerdote | Lorenzo Mazzucchelli\nAbdalo | Francesco Domenico Doto #\nAnna | Caterina Marchesini \nOrchestra e Coro del Teatro di San Carlo\nMaestro del Coro | Fabrizio Cassi\n \nProduzione Opernhaus Zürich \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\n# Ex- Allievo Accademia del Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | CREMISI\ndomenica 18 gennaio 2026\, ore 17:00 – A – CREMISI – II\ngiovedì 22 gennaio 2026\, ore 19:00 –  B – CREMISI – III\ndomenica 25 gennaio 2026\, ore 17:00 – F – CREMISI – II\nmercoledì 28 gennaio 2026\, ore 20:00 –  C/D – CREMISI – III\nsabato 31 gennaio 2026\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – II \nOpera in italiano con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 3 ore circa\, con intervallo
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LOCATION:Teatro di San Carlo\, Via San Carlo\, 98/F\, Napoli\, Napoli\, 80132\, Italy
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DESCRIPTION:IL LUTTO SI ADDICE AD ELETTRA\n\n\n\n\n\ndi Eugene O’Neill\, regia Davide Livermore \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nUn affascinante e inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna psicoanalisi\, tra dramma borghese e tragedia classica.\nScritto da Eugene O’Neill nel 1931\, questo capolavoro della drammaturgia del Novecento torna in scena con l’immaginifica regia di Davide Livermore.\nForte degli attraversamenti critici della tragedia classica compiuti con Elena e Orestea\, dopo avere indagato i meandri della psiche umana contemporanea con Grounded di George Brant e Il viaggio di Victor di Nicolas Bedos\, Davide Livermore affronta per la prima volta l’opera di Eugene O’Neill.\nIn uno spazio scenico decisamente suggestivo\, che è specchio distorto della mente umana\, lo spettacolo fa emergere tutte le tensioni e le contraddizioni di personaggi-mito\, incarnazioni tragiche che riverberano inquietudini eterne.\nIl lavoro sembra essere dunque ideale compimento dei due filoni di ricerca\, coniugando sapientemente mito classico e psicanalisi novecentesca. Lo spettacolo è anche un sincero omaggio al celebre allestimento del Teatro Stabile di Genova diretto da Luca Ronconi nel 1997\, in cui Elisabetta Pozzi interpretava il ruolo di Lavinia\, corrispettivo di Elettra nell’Oresta di Eschilo\, da cui il lavoro di O’Neill prende le mosse.\nIn un emozionante ponte temporale\, oggi Livermore affida alla grande attrice genovese il ruolo di Christine Mannon (ovvero Clitennestra). A interpretare invece il ruolo di Ezra Mannon / Agamennone troviamo Tommaso Ragno\, attore capace di passare con maestria dal teatro al cinema alla televisione. Linda Gennari\, che negli ultimi anni si è distinta in diversi spettacoli prodotti dal Teatro di Genova (Premio ANCT come migliore attrice per Grounded) è Lavinia mentre ad Aldo Ottobrino\, apprezzato attore di scuola genovese\, spetta il ruolo dell’amante di Christine.
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SUMMARY:Migliore
DESCRIPTION:Dal 13 gennaio 2026 Al 18 gennaio 2026\n\n\n\n\nMigliore\n\n\n\n\nscritto e diretto da Mattia Torre\, con Valerio Mastandrea\n\nMigliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont\, un uomo normale che in seguito a un  incidente (di cui è causa\, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda  e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce  professionalmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una  storia sui nostri tempi\, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza\, il cinismo\,  il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati\, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare. Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont\, un uomo normale che in seguito a un  incidente (di cui è causa\, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda  e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente\, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce  professionalmente\, le donne lo desiderano\, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una  storia sui nostri tempi\, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza\, il cinismo\,  il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati\, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare.\n\n\n\nCrediti: \n\n\n\nMIGLIORE\nscritto e diretto da Mattia Torre\n\ncon Valerio Mastandrea  \nproduzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
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SUMMARY:Zucchero Amaro
DESCRIPTION:ZUCCHERO AMARO\n\n\n\n\n\ndi Fortunato Calvino \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa casa è per Gina\, protagonista del testo Zucchero amaro\, il luogo dove trova rifugio nei momenti tristi. Quelle mura l’abbracciano quando è arrabbiata\, sconfitta da una vita esterna che a volte bussa violentemente alla sua porta. E’ il suo passato\, fatto di ricordi\, si materializza sulle  pareti di casa sua con oggetti di luoghi lontani. Non potrebbe vivere altrove\, la sua storia è tutta lì. Su una parete  della camera da letto cela\, oltre una tenda di velluto\, un altarino  con decine di foto dei suoi famigliari defunti\, a cui dedica la sera le sue preghiere quotidiane. In questa vita quieta irrompe Laura\, la sorella dal carattere vitale e desiderosa  di amore\, amore però trova solo nei suoi sogni più che nella realtà. In questo suo mondo un giorno bussa un esterno violento incarnato in tre donne malavitose\, che proprio sulle mura di Gina puntano i loro sguardi famelici: Filomena\, Rosetta e Nina\, come belve\, vogliono strappare a Gina la sua dimora sacra\, conquistata con anni di sacrifici.
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SUMMARY:Il Gabbiano
DESCRIPTION:IL GABBIANO\n\n\n\n\n\ndi Anton Čechov\, regia Filippo Dini \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nNel bosco\, un episodio reale vissuto da Čechov – l’uccisione di una beccaccia ferita da Levitan – sembra anticipare simbolicamente un momento centrale de Il gabbiano\, dove Kostja uccide l’uccello che dà il titolo all’opera. Questo gesto diventa emblema della violenza silenziosa con cui i sogni e gli ideali vengono infranti. La commedia racconta\, attraverso l’intreccio di relazioni tra dieci personaggi riuniti in una casa sul lago\, il dramma dell’ambizione e dell’amore destinati a fallire. Il giovane Kostja\, aspirante scrittore\, cerca nel teatro e nell’amore per Nina una via di riscatto dal grigiore dell’esistenza. Ma il suo spettacolo fallisce\, Nina lo abbandona per Trigorin\, e lui stesso finisce per togliersi la vita.\nNel quarto atto\, ambientato due anni dopo\, tutti i personaggi appaiono segnati dal disincanto e dalla sconfitta. Čechov tratteggia una società sull’orlo della fine\, una miniatura dell’umanità in cui nessuno riesce a realizzare le proprie aspirazioni. Ogni amore è non corrisposto\, ogni slancio idealistico si spegne contro la realtà.\nFilippo Dini nelle sue note spiega che: – “L’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità sta proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”\, una società sull’orlo del baratro\, che avverte l’arrivo di un’apocalisse\, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento\, di lì a vent’anni\, infatti\, ci sarà la Rivoluzione\, e anch’essa sarà causa o effetto (a seconda dei casi) di tante rivoluzioni in Europa. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente\, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia\, alla tristezza\, al rammollimento cerebrale\, lottano\, si scontrano\, si sparano\, tra di loro e a se stessi\, cercando di non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti\, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell’ironia che gli sono certamente congeniali\, nell’attesa che anche la nostra società\, il nostro mondo\, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze\, arrivi all’esplosione\, proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn”.
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DESCRIPTION:Nabucco\nDramma lirico in quattro parti di Temistocle Solera\nMusica di Giuseppe Verdi \nDirettore | Riccardo Frizza\nRegia | Andreas Homoki ♭\nScene | Wolfgang Gussmann\nCostumi | Wolfgang Gussmann\, Susana Mendoza\nLuci | Franck Evin \nInterpreti\nNabucco  | Ludovic Tézier\nIsmaele | Piero Pretti\nZaccaria | Michele Pertusi\nAbigaille | Marina Rebeka\nFenena | Cassandre Berthon\nIl gran Sacerdote | Lorenzo Mazzucchelli\nAbdalo | Francesco Domenico Doto #\nAnna | Caterina Marchesini \nOrchestra e Coro del Teatro di San Carlo\nMaestro del Coro | Fabrizio Cassi\n \nProduzione Opernhaus Zürich \n♭ debutto al Teatro di San Carlo\n# Ex- Allievo Accademia del Teatro di San Carlo\nTeatro di San Carlo | CREMISI\ndomenica 18 gennaio 2026\, ore 17:00 – A – CREMISI – II\ngiovedì 22 gennaio 2026\, ore 19:00 –  B – CREMISI – III\ndomenica 25 gennaio 2026\, ore 17:00 – F – CREMISI – II\nmercoledì 28 gennaio 2026\, ore 20:00 –  C/D – CREMISI – III\nsabato 31 gennaio 2026\, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – II \nOpera in italiano con sovratitoli in italiano e inglese\nDurata: 3 ore circa\, con intervallo
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SUMMARY:Pink Floyd Legend – The Wall
DESCRIPTION:Dal 22 gennaio 2026 Al 25 gennaio 2026\n\n\n\n\nPink Floyd Legend – The Wall\n\n\n\n\nLa costruzione del muro\n\n\n\nDopo il grande successo della Pink Floyd Legend Week dello scorso anno\, i Pink Floyd Legend tornano al Teatro Bellini di Napoli con un evento unico: la messa in scena integrale di The Wall\, il celebre concept album dei Pink Floyd.\nLo spettacolo sarà una vera e propria Opera Rock dal vivo\, che unirà musica\, teatro e immagini. Sul palco prenderà vita la costruzione in tempo reale del leggendario muro\, elemento centrale della narrazione\, che sarà eretto e abbattuto nel corso della performance\, riproducendo fedelmente lo storico spettacolo dei Pink Floyd. A rendere ancora più immersivo l’evento contribuiranno performer\, proiezioni video mapping e straordinari effetti visivi\, creando un’esperienza multisensoriale di grande impatto. Inoltre\, saranno presenti scenografie e oggetti di scena fedelmente riprodotti\, ispirati a quelli utilizzati dai Pink Floyd nel tour originale di The Wall e in quello più recente di Roger Waters. \nI Pink Floyd Legend – Fabio Castaldi (voce e basso)\, Alessandro Errichetti (voce e chitarre)\, Simone Temporali (voce e tastiere)\, Paolo Angioi (voce\, chitarre e basso) ed Emanuele Esposito (batteria) – con gli oltre 150.000 spettatori negli ultimi cinque anni\, sono considerati da pubblico e critica la formazione più rappresentativa del panorama floydiano per la qualità\, l’intensità e la fedeltà delle loro interpretazioni. Sul palco del Teatro Bellini\, al loro fianco\, anche Manfredi Roberti al basso\, Daphne Nisi Mete e Giorgia Zaccagni alle voci e l’Anonima Armonisti ai cori. \n\nCrediti: \n\n\n\nPINK FLOYD LEGEND – THE WALL \nFabio Castaldi voce e basso\nAlessandro Errichetti voce e chitarre\nSimone Temporali voce e tastiere\nPaolo Angioi voce\, chitarre e basso\nEmanuele Esposito batteria \ncon\nManfredi Roberti basso\nDaphne Nisi Mete e Giorgia Zaccagni voci\nAnonima Armonisti cori \neffetti speciali Massimiliano Bianchi\nstrutture gonfiabili Fly In\nproiezioni in video mapping Plasmedia\nscenografia Alessandra Traina\ncostumi Vanessa Mantellassi\nmake‑up e hair styling Lara Crisci \nproduzione Menti Associate
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LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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