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SUMMARY:FINCHÉ GIUDICE NON CI SEPARI
DESCRIPTION:FINCHÉ GIUDICE NON CI SEPARI – con Biagio Izzo\, Adriano Falivene\, Carla Ferraro\, Roberto Giordano\, Adele Vitale. \ndi Augusto Fornari\, Antonio Fornari\, Andrea Maia\, Vincenzo Sinopoli \nRegia Augusto Fornari \nProduzione Tradizione e Turismo Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro\, AG Spettacoli \nMauro\, Paolo\, Roberto e Massimo sono quattro amici\, tutti separati.\nMassimo\, libraio antiquario\, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha tolto tutto: la casa\, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento\, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno consiglia su come affrontare la separazione\, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico\, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna\, gli amici hanno un guizzo. Ma la sorpresa sarà grande quando i quattro amici scopriranno l’identità della donna misteriosa… \nNote di Regia \nÈ una riflessione divertente sugli splendori e le miserie della vita di coppia\, soprattutto quando la coppia “scoppia”\, come si diceva una volta. Abbiamo tentato di mantenere una linea di recitazione “leggera”\, senza fronzoli\, asciutta. Questo perché ci piacerebbe che il pubblico avesse la sensazione di spiare una “tranche de vie”\, un pezzo di vita di qualcuno che potrebbe essere lui. Le storie che raccontano i nostri protagonisti sono reali\, quotidiane\, potremmo averle sentite in casa\, in ufficio\, per strada\, potremmo averle fatte addirittura noi. La forza propulsiva di “Finché giudice…” è proprio questa: è spiazzante per quanto ci riguarda e lo fa parlando una lingua che il pubblico capisce subito\, e non si tratta naturalmente solo del dialetto\, ma di temi che sono vivi\, pulsanti e che riguardano davvero tutti. Biagio Izzo parla questa lingua\, prende per mano il pubblico\, che conosce e ama\, e lo conduce con ironia e generosità fino alle porte del suo cuore.\nAugusto Fornari
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SUMMARY:Vincenzo Salemme
DESCRIPTION:CHI È DI SCENA \npresenta \nVINCENZO SALEMME \n“OGNI PROMESSA è DEBITO” \nuna nuova commedia scritta e diretta da \nVINCENZO SALEMME \ncon \nNicola Acunzo\, Domenico Aria\, Vincenzo Borrino\, Sergio D’Auria\, Oscar Di Maio\, Pina Giarmanà\, Gennaro Guazzo\, Antonio Guerriero\, Geremia Longobardo\,  Rosa Miranda\, Agostino Pannone Fernanda Pinto \nin coproduzione con DIANA OR.I.S. \nNote di Regia \nIl voto religioso\, la promessa di donare una cifra cospicua in danaro alla santa protettrice del proprio paese\, valgono comunque anche se fatti da un sonnambulo in stato di dormiveglia?\nÉ proprio quello che accade a Benedetto croce\, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di bacoli. L’uomo\, a bordo di una barca\, finisce sugli scogli ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi per un colpo in testa durante l’incidente\, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio dalla radio di bordo: “vi prego\, se venite a salvarci\, io faccio un voto a Sant’Anna\, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!”. Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.\nIl fatto è che Benedetto Croce\, una volta risvegliatosi dallo svenimento\, non ricorda proprio nulla di tutto questo. Ma\, una volta tornato a casa\, tutti gli chiedono conto di quel voto. I figli perché vogliono sapere se il loro papà\, vedovo e pieno di debiti\, possegga davvero tutti quei soldi e gli altri\, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna\, dai soccorritori al fratello Gaetano\, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati\, perché  vantano diritti su quella donazione. Nessuno\, insomma\, pare voglia tenere in conto che il pover’uomo ha sì fatto un voto a Sant’Anna ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida coscienza. Ma la domanda vera è: perché\, seppure da sonnambulo\, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’ inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché\, come sappiamo bene\, “ogni promessa è debito!!”? \nVincenzo Salemme
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LOCATION:Teatro Diana\, Via Luca Giordano\, 64\, Napoli\, Na\, 80127\, Italy
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SUMMARY:Donald. Storia molto più che leggendaria di un Golden Man
DESCRIPTION:Dal 21 ottobre Al 26 ottobre\n\n\n\n\ndi e con Stefano Massini\n\n\n\nUn uomo? O un dio? O un semidio? Nel 2015 Donald J. Trump annuncia la sua entrata nell’agone politico obbligando la stampa ad alzare gli occhi al cielo\, per contemplarlo mentre scende su una scala mobile sulle note di un inno travolgente: l’apoteosi di un extra-umano chiamato a salvare moltitudini di terrestri plaudenti. Dopo i successi nei teatri di tutto il mondo con “Lehman Trilogy” e “Manhattan Project”\, Stefano Massini torna a occuparsi di un’epica americana stavolta concentrandosi sull’irresistibile ascesa del miliardario newyorkese\, fino appunto alla sua prima elezione alla Casa Bianca. Ecco allora prendere forma sul palco la genesi incredibile di un leader che si è proiettato laddove nessun altro\, riscrivendosi addosso le regole dell’economia\, della finanza\, della politica e perfino della civiltà. A soli quarant’anni già vegliava sull’umano consesso\, dall’alto di un attico di 3000 metri quadri con vista su Manhattan da dove pianificava il suo regno di monarca assoluto\, simbolo e incarnazione del potere. In un succedersi incalzante di colpi di scena\, di incontri decisivi e di vertiginose montagne russe fra trionfi e bancarotte\, Massini ripercorre la rocambolesca gimkana esistenziale di un uomo che si è trasformato in marchio commerciale\, in icona\, in brand\, in testimonial del suo stesso successo e sponsor della propria scalata\, sempre spingendosi oltre il limite e oltre il lecito\, in una sfida instancabile che non ammette l’ipotesi della resa ma sempre e solo l’ebbrezza del rilancio. Si scopre allora che Donald è in fondo la personificazione del nostro tempo\, di cui esprime perfettamente il caos fra realtà e reality\, fra fake e fiction\, fra persona e personaggio. Ne nasce un racconto rivelatorio e per molti aspetti raggelante\, che conferma il teatro nella sua missione antichissima di occhio critico sulla contemporaneità\, di cui può cogliere ombre e abissi con la semplicità disarmante di una narrazione necessaria.\n\nCrediti:DONALD\nStoria molto più che leggendaria di un Golden Man di e con Stefano Massiniaiuto regia Serena Fornari\nscene Paolo Di Benedetto\ndisegno luci Manuel Frenda\nmusiche Enrico Fink\nimmagini Walter Sardonini\ncostumi Elena Bianchiniproduzione Teatro Della Toscana Teatro Nazionale
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LOCATION:Teatro Bellini\, Via Conte di Ruvo\, 14\, Napoli (NA)\, 80135\, Italy
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SUMMARY:La Distance
DESCRIPTION:LA DISTANCE\n\n\n\n\n\ntesto e regia Tiago Rodrigues \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa stagione del Teatro Mercadante si apre con un importante debutto italiano firmato dal regista\, drammaturgo e attuale direttore del Festival d’Avignone Tiago Rodrigues. Con La Distance siamo nel 2077\, una parte della specie umana vive su Marte\, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia\, separati da circa 225 milioni di chilometri\, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. Adama Diop interpreterà il padre\, mentre Alison Dechamps sarà nel ruolo della figlia. La scenografia sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici non sarà realistico\, ma illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco\, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco\, che evocherà il moto ellittico dei pianeti\, ispirando anche le luci e i suoni dello spettacolo. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata porterà a un finale costruito su un unico\, lungo\, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro!\nLa velocità di rotazione del palco varierà in diversi momenti dello spettacolo\, accentuando le tensioni o sospendendo il tempo. Padre e figlia potranno parlare solo quando sono visibili al pubblico. Questo significa che la metrica e la durata del testo saranno in costante dialogo con la velocità della rotazione del palco\, enfatizzando la dimensione musicale e ritmica di un testo che potrà contenere sia dialoghi crudi e realistici sia passaggi in cui il linguaggio si lascia sopraffare dal lirismo e dall’astrazione.\nLa creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante\, poiché immaginata come una costante: legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi\, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo\, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione\, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi\, l’elemento futuristico non sarà irrilevante\, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi\, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano.
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LOCATION:Teatro Mercadante\, Piazza Municipio\, Napoli\, Na\, 80133\, Italy
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DESCRIPTION:LA DISTANCE\ntesto e regia Tiago Rodrigues\ncon Alison Dechamps\, Adama Diop  \nal Teatro Mercadante \nCon lo spettacolo La Distance siamo nel 2077\, una parte della specie umana vive su Marte\, mentre il resto continua a vivere – in condizioni sempre più precarie – sulla Terra. Un padre e una figlia\, separati da circa 225 milioni di chilometri\, cercano di mantenere una relazione a lunghissima distanza. Lo spettacolo seguirà una serie di telefonate interplanetarie tra un padre che vive sulla Terra e sua figlia che vive su Marte. La scenografia del Teatro Mercadante sarà costruita attorno a un palco rotante suddiviso in due spazi scenici distinti. Una metà del palco rappresenta la Terra e l’altra Marte. Il trattamento degli spazi scenici illustrerà simbolicamente le differenze tra i due pianeti e i contesti in cui vivono i personaggi. Con ciascuno dei due occupante una metà del palco\, padre e figlia non potranno vedersi. Il pubblico potrà vederli alternativamente grazie alla rotazione del palco\, che evocherà il moto ellittico dei pianeti. Forse questa impossibilità dei due interpreti di guardarsi negli occhi per tutta la durata dello spettacolo porterà a un finale costruito su un unico\, lungo\, sguardo finale tra loro – ma è ancora troppo presto per dirlo. Dobbiamo lasciare che sia la scrittura a fare il suo lavoro! \nLa creazione del paesaggio sonoro sarà particolarmente importante\, poiché immaginata come una costante cioè legata alla comunicazione a distanza tra i personaggi\, ma anche al moto perpetuo del palco. Allo stesso modo\, l’illuminazione verrà sviluppata in stretto dialogo con l’idea di rotazione\, in un’esplorazione visiva del concetto dei lati visibili e invisibili dei pianeti. Per quanto riguarda i costumi\, l’elemento futuristico non sarà così irrilevante\, ma trattato in modo da evitare gli stereotipi\, cercando di immaginare un abbigliamento per il 2077 che sia casual e quotidiano. \n 
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LOCATION:Teatro Mercadante\, Piazza Municipio\, Napoli\, Na\, 80133\, Italy
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